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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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105-106
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far parer di muro, o di legno ciò ch'&di pietra. Si sforzano in tal maniera coſto-ro di torre a Verona il pregio proprio ſuoe particolare, onde fu già detta Ja Cittamarmorba, quaſi per ſopranome, come ſivede nell'iſcrizione, ch'è ſu la torre dellOrologio: armoream cum Canſignorius ur-bem Rbxit. Feneſtre, e porte anche ne buo-ni tempi lavorate, e di buona pietra, ſi van-no tutto di facendo bianche come la mu-

raglia, o turchine, e gialle, e di cos vil

lana apparenza, che ſe la Oittà foſſe cositutta, ſarebbe vergogna abitarla: non ſiperdona anche nelle Chieſe a baſi, a pila-

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ſtri, a capitelli, a cornici, e ſino a fregi benlavorati, ed a baſſirilevi: a tal ſegno ſi arri-va, quando lo ſtudio manca, ed il guſto.Si è cominciato altresl a mettere in uſo perfeneſtre ſtipiti ſehietti, e ſenza membro al-cuno, alla qual barbarie i tempi barbari

non giunſero; ed a metter plebeamente le

impoſte in proſpetto, e nel di fuori. Tut-to ciò ſia unicamente detto per amore, ezelo non meno delle belb'arti, che della pa-

tria; e ſenza pregiudizio alcuno di chi an-

che a noſtri giorni belle fabriche aveſſe fatte, e lavori ben inteſi. 5

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