Travenx
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Veroneſe. Più di propoſito ne diſcorre ilvolume, che di Giacopo Caſtriotto(ilqualfu in tempo di Giulio III) e di Gerolamo
Maggi unitamente le fatiche comprende.
Errori preteſe di ſcoprire in eſſi Galaſſo Al-ghifi da Carpi, che diffuſo tomo publicnel 1570. Ne trattò Buonaiuto Lorini, incinque libri, e nella edizion ſeconda in ſei;Carlo Teti in otto. Poco appreſſo uſciopera di Gioan Battiſta Bellici: ma nel 1599lu ſtampata in Breſcia la pid ampia di tut-te, cioè quella di Franceſco Marchi Bolo-gneſe, intitolata ,. Architettura Milit are,Javorata da lui molt' anni avanti, e che&ſtata pagata a noſtri giorni fin venti doppie.Con lo ſteſſo titolo nello ſpirare del ſecoloſeriſſe, e diede in luce il ſuo libro GahrielBuſca Milaneſe. Tutti queſti ſon del 1 500,quando tra P' altre nazioni il primo, che dimoderna Fortificazione trattaſſe ragione vol.mente, fu Errard Barleduc, quale ſtam-pðò a Parigi nel 1604. Perciòo il Mallet, au-tor dell' opera intitolata Zavori di Marte,non ſapendo pi oltre, o non volendo ſape-re, diſſe nella prefazione alla terza parte,avere ſcritto delle Fortificazioni ſecondo le
maſſime di tutti quelli che n' avean tratta-
to, facendo principio da Errard. Nè i noſtridi quel ſecolo ſon già qui annoverati tut.ti, ma quelli, ch' ora ho ſotto P Ohio,non venendomi dato tempo di farne mag-gior ricerca. Citanſi dal Maggi il Capitan
Frate da Modana, e Gioan Battiſta Belluc-
ci detto il San Marino, la cui operetta de!
modo di fortificare, fcritta intorno al 15 50,
& nominata dal Vaſari. Citanfi dal BuſcaDomepico Mora, il Capitan Genga, e ope-retta di Franceſco Lupicini. Tralaſcio al-quanti, che alcun capitolo ne inſerirono, olegger mente ne toccarono, tra quali fu Ge-rolamo Ruſcelli ne- Precotti dolla miligia, edipoi lo Scamozi nell' Architettura; e tra-laſcio quelli parimente, che molto opera-rono in Italia, e fuori, ma non ſi ſa cheſcriveſſero: tra quali aſſai ricordato ſi tro-va Il Conte Giulio Savorgnani, e il Cava-lier Paciotto da Urbino. Una Storia a pen-na della Lega di Cambrai attribuiſce a Bar-tolomeo d' Alviano l'eſſere ſtato Ius, ohe.abbia inſeguato a fortiſticar ls terte. Neè man.carono nel ſuſſeguente ſecolo bra vi profeſ.ſori di tal' arte, e Scrittori. Giovan Franceſ.co Fiammelli, Franceſco Tenſini, PietroPaolo Floriani, Aleſſandro Grotta, Alel-ſandro Lombardi, Pietro Ruggeri ne trat:tarono ampiamente. Due opere compoſePietro Sardi nell' iſteſſa materia. AnnibalePorroni ne ſeriſſe diffuſamente nel ſuo t.rato Militars. Donato Roſſetti, prima Let-tore a Piſa, publicdò in Torino la ſua For-
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ö ifcas lone a rovcſcio nel 1678. poco dopo il ſuotrattato Aleſfandro Capra Cremoneſe, eun Compondio della Fortificazione nel 1694Qiuſto Alberghetti Veneziano. Nel 1720uſcl un libretto del P. Ercole Corazzi Oli-vetano in difeſa del Marchi contra il Mal-let. Ci ſaranno in oltre quelli che a mia no-tizia non ſono; ma queſti ſoli conſiderando,che ſon quaſi tutti volumi in foglio, chi ſiprenderà cura di ſcorrergli attentamente, eeonoſcerà in Italia nati que' lavori militari,ch or paflano ſott'altri nomi, e pin manie-re vedrà non note a quelli, ch' hanno cerca-
ſtri libri non videro. Vera coſa e, che nelpaſſato ſecolo ſi è data maggiorꝰ aria di ſcien-2a a queſto ſtudio, con trattarne per viadi Propoſizioni, e Problemi, e con far ta-vole per la quantità degli angoli, e delle li-nee, e con calcolare per via di Logaritmi,e di Seni: ma tutto ciò niente aggiunge al-la ſoſtanza dell'opere, ed avean già i priminoſtri Tartaglia, e Cataneo, e il Maggi, e
do i diverſi lor pareri le mifure de i lati, edelle facce, e delle cortine, e de' fianchi, edella diviſion loro, in che tutto ſi compren-de. Il modo, e le miſure per le Fortezzequadrate, einquangole, ſeſangole, e ſet-tangelari ſi cominciò a moſtrare fin dal Ca-taneo. Principj geometrici prima d' altri co-minciò a premettere avanti d' entrare inmateria il Lorini: problemi propoſe il Fiam-melli: di trigonometria, e di calcoli mol-to uſo fece il Lombardi. NMa conſiſtendo nella forma dell' opere,e non ne problemi queſta profeſſione, e ilfrutto di ela, poſliam toccar di pafſaggio,come al Vauban, e ad altri moderni vien' at-tribuito l'orecchione, con cui ſi copron lecannoniere del flanco; quando il primo de-noſtri, che publicaſſe diſegni, cioè PietroCataneo, eil ſecondo ancora, che fu Ge-rolamo pur Cataneo, cos per' appuntogli eſpreſſero, e diſſe il primo, che ſe perJa forma del recinto troppo ſi dimoſtraſſe.ro 1 flanchi al himico, in tal caſo perchènon poſſano eſſer imboccate le cannoniere,debbaſi in quel modo coprirle, overo pro-lungare in quadro la ſpalla, eſſendo ſopraod ſtati diverſi i pareri, benchè la maggiorparte fin nel 1 500 ſi appigliaſſero all' or-recchion rotondo, come ne' ſopracennatiAutori ben pud vederſi: il San Marinopreſſo il Maggi non volea che ſi paſſaſſe unmezo tondo, dicendo, che chi vuol co-prirſi tanto, non iſcuopre. II Marchi nellatavola 130 figura baloardi non ſolamentecon orecchion tondeggiante, ch' ei chiamòan-
to di raccoglierle tutte, perchè tutti i no-
li da lui citati, preſcritte, e limitate ſecon-
che ſon nel parapetto delle piazze baſſe,