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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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1—1 2 71Gert.

rom. 2. P.

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tura, e dell' arti del diſegno per migliorar-ſi. A Giotto ſi dà queſto vanto comune-mente, a lui venendo attribuito l' avere han-dira la got manicra GErecæ dei 22 ſecoli, eJaver riſaſcitatæ la moderna, e buona arte del.la Pittura; onde ſuo merito ſi decanta, laver fatto ſtrada a quella perfezione ammi-rabile, per cui I'Italia nella prima meta deldecimoſeſto ſecolo giunſe poi ad uguagliarein queſt'arti la gloria dell' antica GreciaAfferma Filippo Baldinucci nelle ſue No-ticis non poterſi dubitare ſenza nota di teme.rita, che primi à ritrovare il nuovo e mi.glior modo del dipignere, non foſſero Cima-bue, e Giotto; e pid volte eſaggera l' eſſerper opera loro i& noh bite l, aſtintanobil arte della Pittura. Ma per verità nonſo, ſe vè pur queſto ſi debba concedere cosa man ſalva. E da conſiderar prima, comefu in ogni tempo chi ſi diſtinſe nel diſegnofra gli altri. Del terzo ſecolo Criſtiano,quando f'arti erano già in decadenza, unMedaglione di Gallo, e di Voluſiano ha pu-

blicato il Senator Bonarroti, ch'egli, otti-

mo giudice in tal materia, affermò non ce:der punto per diſegno eccellente, e per gran-dioſa maniera a qualunque lavoro Greco del.le buone età. Opere de ſecoli di mezo inpietra, e in metallo cuſtodiſco tra le miemiſcee, che hanno qualche merito ancheper la fattura. Diplonia di Carlo Oraſſodell' anno 883 oſſervai già nell: Archivio di

S. Maria in organo, quale ha l' effigie in ce-

ra di maniera si lodevole, che ſi credereb-be de' buoni tempi, e intoruo KAROLVSIMPERATOR. Teſte di buon modo hoanche ritrovate in piu Diplomi di Berenga-rio primo, che per lo più tenne in Veronala ſede. Arca di marmo è a Nogara, di cuii parlerà ove della ſcoltura, iſtoriata a baſ-ſo rilevo nel 1179, che fa ben conoſcere,quanto ragionevolmente operava taluno quinel difegno anche avanti il 1200. Non laſceròd' avvertire, che in Firenze ſteſſa eſſerſi pri-ma di Giotto incominciato a ingentilir talarte,& ſtato per alcuni creduto. Leſſi già inOpera a penna di Giovanni Cinelli contra ilBaldinucci, come l' Angelo della Nuhzia-ta nella Chieſa de Servi ſia di maniera aſſaimigliore di quella di Giotto, e come fufatto nel 1252 da pittore per nome Barto-lomeo. Venendo alle coſe noſtre„ pitturaabbiamo oggi giorno a freſco conſervatifli-ma con quantità di figure, e con lumi darte uguali per certo, ſe non ſuperiori allidati da Cimabue, e da Giotto, qual pit-tuta non pertanto eſſere ad eſſi alquanto an-terior di tempo, ragioni per ſuadon fortiſſi-me. Vedeſi queſta nella Chieſa di S. Fermogrande ſiu harco della porta, ed& mirabile,Vor. Iluſtr. Parte III.

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comè per eſſere antica ſia ſtata trapaſſataſenza oſſervazione, e ſenza pur nominarlada quelli, che di tutte le pitture delle Chie-ſe buone o cattive hanno fatto ultimamen-te catalogo. Rappreſenta la crocifiſſion delSignore con gran concorſo di gente; e delleſſer lavofata prima che Cimabue, e Giot-to foriſſero, fa ſicura fede il vederſi il Cro-cifillo con ſuppedaneo, e con quattro chio-di; poichè Cimabue„ e Margaritone ſuocoetaneo laſciarono quellantico modo 71

per pi grazioſa attitudine ſoprapoſero l' un

piede all' altro, e gli fecero confitti da unchiodo ſolo: leggaſi di ciò il Senator Bonar-roti nella bell opera ſopra i Vetri Cimiteria-11. Fu ſeguita dopo eſſi queſta maniera datutti, talchè per argomento certo dell' eſ-ſere un Crocifiſſo poſteriore a tempi di Ci-mabue, ſuol prenderſi da tutti gli eruditiheſſere eſpreſſo con tre chiodi ſoli, e cœ pie.

di un ſopra l' altro. La parte inferiore di

queſta Chieſa, ov' è la pittura, fu fabrica-ta ſopra P antica, ora ſotterranea, I anno1065, comè notò il Moſcardo. Fu data a-Padri di S. Franceſco l' anno 1261, ed alza-ta poi, ed ampliata nel principio del deci-mequarto ſecolo, ma con avanzare dallaſuperior parte, e ſenza toccar l'inferiore.Non ſi pud in queſta pittura ſoſpettar di pen-

nello Greco, come ad ogn' intendente ſi ſa

paleſe. Ben diſſimular non voglio, comedel pennello di Giotto ſoſpettai da prima;poichè avendo lui in tempo di Cangrandelavorato in Padova, e dipinta una Capellanella nuova Chieſa del Santo, venne poi aVerona, dove dipinſe in Palazzo, e ſerive

il Vaſari, ch'egli lavorò ancora b Frati d

F. Franceſco una tavola. Ma primieramente

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queſta non è tavola; in ſecondo luogo non&

Frati, che viene a ſignificar nel ConventoʒeFer terzo non ci ſarebbe rimaſo ignoto il nomedelbautore, ſe foſſe ſtato Giotto, uomo ditanto grido, e ſopra ogni piccola coſa delquale ſi fece poi da per tutto tanta oſſerva-2ione. In oltre l'uſo de i quattro chiodi,abbandonato da tutti gli altri dopo Cima:bue, per eſſer poco grazioſo nella pittura,fu tanto pid rifiutato da Giotto, che riu-led il pid inſigne de ſuoi diſcepoli, e che mi:gliord in ogni parte, non che reſtaſſe addie.tro al maeſtro. Aggiunganſi gli Angeli 3aria da i lati, ed altre particolarità dell“ uſoantico. Anteriore fu dunque a Cimabue,ed a Giotto queſta pittura, e che non pertanto l' opere loro poteſſe sfidar con franchez-

2a leggendo 11 Cinelli m' aſſicurai, per 1

eſame da lui fatto de- lor lavori, e mene aſ.

cura l'oſſervazione fatta da pid profeſſori

ſopra le reliquie, che ne rimangono„e chenon paiono corriſpondere alle gran lodi, cheK a Giot-