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già, che ſe l' opere di queſti tre da lui quivedute foſſero ſtate lavorate in Roma, oin altra Città, che foſſe piii negli occhidell' Italia, non ſi ſarebbe ſenza dubbioniente meno parlato di eſſi, che de i Ca-racci, e di Guido Reno. Ecco però co-me nel generale eccliſſamento ſi mantennein Verona pid a lungo, che in verum altraparte la gloria della pittura, poichè Orbet-to, e Ridolfi fin preſſo alla metà del ſeco-lo viſſero, e lavorarono.
Ma in queſti due ſpirò finalmente la ſcuo-la Veroneſe, che già da qualche tempolanguiva in pochiſſimi ridotta, avendo nelpaſſato ſecolo, ſecondo luſo altre volte oſ-ſervato, patito anche la pittura quel cor-rompimento, che guaſtò per certo interval.lo di tempo la Poeſia, el altre bell ArtiSi preſe però ad abuſar della facilità, e deltalento, dipingendo molto, e ſtudiando po-co, ſenza curar di peſcare a fondo, e dicercare il forte, e il malagevol dell' arte.Fu allora, che ſi ſparſero per le Chieſe, eper le caſe quelle pitture, dalle quali ci vientolto il bel pregio di poter dire, degno eſ-fer di lode tutto ciò che in tal genere in que-ſta Città ſi vede. Breve fu però tale adom-bramento, poichè verſo il terminar del ſe-colo tornd a rivivere il buon guſto, e tor-narono a deſtarſi l' a ntiche idee. Continuaperd al giorno d' oggi talmente il fiorir dell'arte, che non ha la Città noſtra per queſtoconto da invidiar niſſun altra qualunque ſia,e ben ne fanno fede le commiiſioni, che davarie parti tutto di vi giungono.
Primo forſe fu Santo Prunati, mancatodi vita pochi anni ſono, che cominciaſſe a di-ſtinguerſi. Fu chiamato più volte per lavo-rare a freſco nello Stato di Milano, e a To-rino: vegganſi le ſue tele a S. Tomaſo, a
S. Maria conſolatrice, ed altrove. Antonio
Cala ſi è fatto onore con le battaglie, e
co paeſi: poco ſi ha di lui nella patria, per-chè per lo pid viſſe fuori, ſpezialmente inBologna, ov' ebbe fiorita ſcuola: morl pe.rd in Verona pochi anni ſono. Alcuni granuadri fece d' azioni militari ſeguite a noſtridi in Italia con nuova idea, che ben meri-ta d' eſſere applaudita, e quand altri nab.bia il modo, imitata, poichè ſervirebbedi ſcuola militare, e di ſtoria; avendovirappreſentato, per quanto e poſſibile, ilvero; e I' ordine di battaglia tenuto, e ladiſpoſizione de battaglioni, e ſquadroni,e il ſito, e il modo, e I' eſito degli attac.chi..Tra viventi alcuni pochi ricorderò di quevalentuomini, che pid frequentemente ſonpoſti in opera, e che avanzano per età. Ri-ſorta ſi pud dire la noſtra ſcuola principal.
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mente per Antonio Baleſtra, benchè lamaggior parte del ſuo ſtudio faceſſe in Ro-ma ſotto Carlo Maratta, poichè quel modopid ſi confà col Veroneſe di niſſun altro. E.noto il ſuo nome per tutta Italia, e fuoriancora, e aſſai pid ſarebbe, ſe in mag-gior Città viveſſe, nella patria preſſo i fratel-Ii facoltoſi negozianti, avendo voluto farſoggiorno. Tra le molte opere della ſua Nun-Zziata a gli Scalzi inſigne pittor Bologneſe houdito dire, poche trovarſi in qualumque par-te opere pid belle al noſtro tempo fatte.Lavora al preſente una grandiſſima tavolada altare per li Padri Geſuiti di Bolo-gna. f f
Due jnſigni dipintori abbiam tra noſtri,che hanno voluto portare la ſcuola di Vero-na l' uno a Venezia, l' altro a Bologna,in dette Città per l' applauſo, e buona ſor-te incontratavi, fermando! abitazione. IIprimo è Aleſſandro Marcheſini, per buondiſegno, e ſpiritoſe invenzioni famoſo ſin-golarmente in Germania, donde ſono inſtan-temente richieſti a gran prezzo i ſuoi qua-dri iſtoriati di piccole figure, al qual mo-do ultimamente ſi appiglid. Veggaſi qui laſua Pala in S. Stefano, e le lunette in 8.Biagio. L' altro& Felice Torelli, un fra-tello del quale Violiniſta eccellente ha laſcia-ti Concerti vaghiſſimi alla ſtampa, e ſopratutt' altri applauditi. Si ꝭ compoſto nel ſuodipingere un miſto de modi Bologneſi, eVeroneſi, che rieſce gratiſſimo. Ebbe unnipote per nome Giovanni, che ſe nonmancava in freſca età, era per rinovare lantica gloria della pittura. Le poche coſech' ei lavorò qua e là, dove il ſuo bizarrogenio portavalo, rapirono di maraviglia, eJo fecero con gran condizioni richiedere inInghilterra, dove tornato da Roma, e daNapoli era per trasferirſi, quando impetuo-ſo male il rapi in Bologna. Quadro ſuo duna figura ſola era qui, che fu da un Si-gnore Oltramontano comperato per moltogroſſa ſomma N dE: avvenuto pid volte, che Pittori fora-ſtieri abbiano eſetto di fermarſi, e d' acca-ſarſi in queſta Città; o innamorati delle rarepitture, che in tanta copia ci veggono, orapiti dal ſito, e dalle vedute. In contra-cambio però delli due ſudetti, cui Veronaha perduti, altri due parimente inſigni n-ha acquiſtati, quali per l' abitaz ione di qua-rant anni, e per aver qui ſtabilmente fer-mata la lor famiglia, computiam tra no-ſtri, avendo per Verona abbandonata l' un
d' eſſi Venezia, I altro Parigi. Per Simon
Brentana adunque ſon qua paſſati anche ipregi della Veneziana ſeuola. Pochi profeſ-
ſori hanno poſta altrettanta enel