171celli, cioè con ali, coda, piedi, e gambeda uccello, come ſi vede in altra Medagliadella gente Petronia: però Euripide nell“Elettra le chiamòè alaic giovinbrte; e nellaſuperior parte donne nell inferior gallins le dit.ſe Igino; come vbergini in parte, bd in parteecelli Servio, e te ulcolliaſſolutamente Au-ſonio. Ma che dirò de veſtimenti? ſi rap-preſentano le antiche ſtorie ſenza nè pur ſa-pere i nomi di toga, di tunica, di elami-de, di penula, e altri tali. Uſo corre diveſtire e gli antichi, e i moderni con abitinè antichi, nè moderni. Gran pezze didrappo ſenꝛa forma alcuna; groſſi fardelliravvolti attorno, capricci ſenza nome, gi-ri ſenza ricapito, e ſopra tutto, maſſima-mente nelle ſtatue, panni che fenzè ali ſem-pre volino, e ſenz arte magica s allontanindal corpo, e ſtiano in aria ſoſpeſi: nei ri-tratti poi non ſi& fatto nulla, 8 anche leperſone di tranquilliſſimo genio, e inſtituto,nè mai dalle ſoglie domeſtiche allontanati-ſi, non ſi veſtono ferocemente di ferro.
Ottima coſa ſarebbe altresl il fermarſi
ben nella mente, come la Pitt ura è un' ar.te imitativa, e come il piacere che da leiſi trae, naſce però dal veder ben imitatele coſe vere, è dal confronto, che fa al-lor ſubĩto internamente la fantaſia di chivede il finto, col vero che prima ha vedu-to. Qual diletto pudò trarſi adunque dallopere di coloro, che ſtudio pongono in al.lontanarſi dalla natura? Ha pochi giorni,che moſtrata a un artefice bella ſtatuaGreca palliata, ſorridendo verſo chi la lo-dava, a queſte, diſſe, ſon coſe naturali;parendogli con ciò d'averle data eccezion
grande. Da queſti tu non vedrai figura,
ehe veramente poſt, e ſe dovranno farla
ſedente, le ginocchia, e le gambe, un' al-ta una baſſa, diſperatamente ſitueranno in
medo, che ſien ſicuri non potere uomo nedonna in tal modo porſi. Della regola, ot:tima quand è uſata a tempo, di far groppo,
abuſano in maniera nelle lor compoſizioni,
che ſtimeranno vergogna anche in iſpaziogrande il far figure iſolate, e vorranno ſem-pre rappreſentar viluppi, e confufioni, eammontonamenti dal baſſo all' alto, che
diventino chimere, e che niente dimoſtri-
no di vero, nè di poſſibile. Tornerebbe
forſe a far maravigliare il mondo chi pren.
deſſe come gli antichi faceano, à fappłe-ſentar verità, e a far vedere nelle pittu.re cid che ſi fuol' avere dinanzi a gli occhinelle coſe. Ma il ridur I' arte all' imma-
ginario fu forſe aſtuzia di chi non ſi conob-
be aſſai forte per conſeguire il fine dellapittura con ingannar l'occhio, poichè nel.le inyenzioni fantaſtiche tutto paſſa, ma
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ove il vero conoſciuto ritraggaſi, anche ilpopolo pud eſſer giudice..
Per ſuperar gli antepaſſati, oredo po-trebbe ſopra tutto contribuire, il mettereſtudio grande nell'eſprimer paſſioni, e co-ſtumi. Mi ſon maravigliato alle volte, co-me poſſano contentarſi i pittori di fingerſempre volti indifferenti, e ordinario ſtato.II riſo che sl di rado ne quadri s' incontra,
il pianto, P'allegrezaza, P'afflizione, la di-
vozion, la premura,“ amore, il timore,la vergogna, lo ſdegno, Pardire, Nabbor-rimento, P'orror, la pazzia, e altri carat.teri faranno prevaler ſempre tavola che glirappreſenti, e ſia ben dipinta per altro, adaltra che ne ſia priva. Qui ſi cela il mara-viglioſo, e il malagevol delb arte; doven.
doſi moſtrare quelle oonfigurazioni di ſem-
biante, che non ſi veggono fuor d' occaſio-ne, e nelle quali la natura non ſi ſerma,;onde non poſſono agiatamente ricopiarſi dalvero, come le membra del corpo, o comele facce tranquille. Altrettanto dicaſi del.le azioni. Quanta maraviglia non eccita ilCurzio di rilevo, che a cavallo ſi getta nel.la voragine alla villa Borgheſe? Finſelo!“eſimio maeſtro a mez' aria nell' atto delprecipizio, e la furia, e P effetto della ca-duta, e; orror del cavallo non ſi poteanricopiar meglio, ſe ſi foſſero in quel puntoreſi immobili alf occhio dello Scultore. Veg-gaſi quanto diletti la donna che ride, uſa-ta in queſto libro per finale, e tratta dauna ſtatua del Muſeo Capello. iVera coſa&, che per Si fatte eſpreſſioninon ogni argomento ſerve, e che di grandavamamento a queſt' arte ſarebbe, chei profeſſori conceputa P' intenzione ſi com-.piaceſſero molte volte di ricercare da per-lone di lettere argomenti adattati; e nonqueſto ſolamente, ma di conſultare i penſie:ri ancora. O quanto pid emendate, e pindotte riuſcirebbero in queſta Maniera le pit-ture! e quai motivi nuovi di bizarre e viveeſpreſſioni non ſuggerirebbe loro talvolta uncervello Poetico! Soggetti opportuni perqualunque intenzione non mancano. GAntichi, che le lor figure naturali, e com-poſte rappreſentavano, quando volean farpompa di movenze impetuoſe, di ſcontor-cimenti, o travolgimenti di membra, e d-atti bizarri, fingeano Baccanti, corſe del Cir-905 P Ompe ,o danze in onor di Bacco, funzio-2 del Dio Mitra, gladiatori, lottatori, auri-ghi, ballerini: tutte coſe vere, e ch'erano al-lor ſovente dinanzi a gli occhi. Anche la pro-prietà de: ſoggetti al caſo, e al luogo rilevamolto. Dovendoſi poco ſa dipingere il Siparionel Teatro di queſt' Accademia, fu fatta ve.dere in piccolo la copia d altro ſontuoſamentein