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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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ben intendendo, come niente in queſto mo-do tolgono a ſe ſteſſi, a poſteri, e tantopin, che gli eredi naturali di cosl fatte coſeſon veramente gl inſpirati dall iſteſſo genio.Molto ſi diſtinſero tra gli altri per quantitàd' Iſerizioni, e di baſſirilevi dati il Marche-ſe Orazio Sagramoſo, i Conti Torri, e ilConte Daniel Liſca; neè ſi laſcerà nella pu-blicazione di queſto Muſeo di nominare, edi render giuſtizia anche a que' molti, cheuna ſola o due ne diedero, o ne procuraro-no. Ma non ne' Veroneſi ſolamente; ſi de-ſtõ anche nell animo d' alcuni ſceltiſſimi Pa-triꝛj Veneti gran compiacimento di tale idea,onde di ſingolari monumenti Greci conſen-tirono di far nobil dono: ſi ſegnalarono traqueſti i preſtantiſſimi Senatori Pietro Gri-mani, Angelo Emo, Filippo Nani, Fede-rico Cornaro, Alviſe Mozenigo, MarcoCornaro: anzi il Cardinal Franceſco Barba-rigo allora Veſcovo di Breſcia, e il Cava-lier Giorgio Contarini allora Podeſtà di Ve-rona vollero aver parte anche nella ſpeſadella prima collocazione. dee tacerſi delConte Bernardo Lodoli, che di due rarelapide Greche in Venezia fece regalo, ve-nutegli da Corinto.

L' erudito adunque che ſi porterà nelcortile dell' Accademia, vedrà compoſtad' antichi marmi tutta la muraglia delſiniſtro lato in lunghezza di piedi 170, ein altezza, che non rieſca incomoda aleggere; con cornice ſopra, che difendeda pioggia, e con gradino di pietra dapiede: ma non queſta era P' intenzione, eidea, P eſecuzion della quale, che nonera di mediocre diſpendio, da accidenti ſo-pravenuti fu diſtornata. Diſegno era adun-que di riquadrar prima d' altro il cortile,ſpianando le piccole caſe, che n' oααοο̃.no una parte; indi coprir d' antiche reli.quie tutti e tre i lati: e poichè nobilporta ſi richiedea nel mezo, ſi penſavadi traſportarvi l' antica e nobile, che 2tempo de Romani fu del Palazzo dellaragione, e di cui abbiam parlato nel ſe-condo Capo, già che ſta ora in poco co-ſpicno luogo, e ſotterrata in parte, equaſi ignota: parea poterſi trovar coſa2 un Muſeo d' antiche Ifcrizioni piꝭ adatta-ta che di porvi innanzi un antico e cosnobil proſpetto, e che porta nella fronte Iſcri-zione. Le lapide poi doveano collocarſi conalquanto piii di dignità; cioè con portichet-to innanzi, che le copriſſe meglio, e po-ſaſſe ſu pilaſtrini pid diſtanti che foſſepoſſibile, e architravati, per laſciar pidpatenti d' intorno e piu ſibere all- occhiole pietre. Tra un pilaſtrino e I' altro do-vean piantarſi nel mezo le colonnette mi-

Ver. Aluſtr. Parie Il.

RAF O SE T TIM O.gliarie, e ancora que' piedeſtalli che ſerit-

me ſi è potuto, ſi è fatto, oſſervi il fora-

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ti eſſendo, o figurati da pid parti, ſonda collocare, come, dice Pindaro, era ilſepolcro di Pelope, cioò circuibilg, e iſo-lato, lor riſervando l' ambito, come dipi monumenti dicono le Iſerizioni, cioè1 poterſi rigirar de intorno. Di lapide pertanto ſpazio dovea farſi ſcelta incetta an-che in lontane parti, mirando a mette-re inſieme, ed a conſervare le pid im-Portanti, e le pin fruttuoſe; tuttochèabbia provato a ſuo gran coſto chi ſi&preſo queſto piacere, di quanto diſpendiorieſcano ſpeſſo anche le donate, quandoſon pezzi grandi, e di molto lontano deb-ban condurſi. La diſpoſiz ion pure doveaeſſere alquanto piii grazioſa, ridotti anco-ra in altra parte inſieme- alcuni minuzza·mi; e tra i pilaſtrini, e le colonnette do-vea ſerrarſi per dinanzi con nobile e baſ-o cancello di ferro. Nel proſpetto, eſotto il gran veſtibolo, pili iſtoriati, epezzi piu geloſi dovean riporſi. Verrannoforſe un giorno tempi migliori, e Anti-quarj pin fortunati.

Ma parlando ſolamente di cid, che co-

ſtiero, quanti grandiſſimi pezzi ſianſi quatraſportati, ch'è ben' altra faccenda che ilfar raccolta di titoletti ſepolcrali preſi da iſotterranei monumenti di Roma. Oſſervipoi, come le lapide, per quanto& ſtato poſſi-bile, ſon diſpoſte per claſſi, generandone intal modo Muſeo. La prima ſerie è delle Gre-che, quali compreſe le non collocate anco-ra, perchè acquiſtate dopo, s' appreſſanoal numero di 60. Non ſe ne veggon tante,che unicamente nella raccolta d' Oxford,ma quelle per I' aria corroſi va del paeſe ſongia logore, e guaſte. Si ha tra le noſtre laIunghiſſima in otto colo di ſerittura, cheOccupa nel Grutero quattro facciate, e cheſe ben di maiuſcolo minuto ſi legge inte-ramentèe tutta. Fra i molti baſſirilevi ab-biam rappreſentato qui in un finale quellod. Euclea fgliuola d. Agarone, e moglis d. A.riſtodemmo, come ſopra vi ſta ſeritto: non&qui luogo di moſtrare, quante coſe da eſloſi ritraggano per gli antichi coſtumi. DelleLatine prima è la claſſe delle votive, cioòdedicate a qualche Deita: ſopra 50 ſonoanch' eſſe, benchè alcune per l' iſteſſa ra-gione non ſi veggano con] altre: alquanteve n' ha di molto ſingolari publicate a pièdell' Iſtoria Vengono appreſſo le Impera-torie, tra le quali quella d' Auguſto di cosampia mole è venuta da Zara: con queſteſi poſſono computare dodici colonnette mi-gliarie, quale ſpezie de iſcrizioni& aſſal ra-ra: una n' tra eſſe di marmo Africano, cheſi pud

Om Od.I.e οονν

adi rum;anubi tien

Ge.

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