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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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ta, fattoſi in que' tempi torbidi e ſconvol-

5. 11.7. 1008.

Iboriuinarri hut

ti un gran partito, rinovd prima in Romail nome di Conſole. In certo atto riferitone Concilj vien chiamato Cuſtode del Pa-lazzo. Paſſando poi avanti, gli venne in-animo di rendere a Roma, ed all' Italia l-Imperio; ma avendo preſo a infeſtare ilſommo Pontefice Giovanni XV, aliendda ſe gran parte de ſuoi. Succeduto Gre-

orio V, ch' era parente dell' ImperadoreOttone III, Creſcenzio fece contra di luieleggere Antipapa Giovanni XVI. Venu-to perd Ottone in Italia, ed entrato in Ro-ma coll' eſercito, Creſcenzio ſi difeſe bra-vamente lungo tempo in Caſtello dentrola Città eretto, e benchè gli autori ſtra-nieri dicano che fu poi ſuperato, e vinto,Leone Oſtieſe, che lo chiama Senator Ro-mano, S. Pier Damiano, e Landolfo aſ-ſicurano, che non per forza d' armi, maper inganno, e ſotto la fede del giuramen-to fu preſo, e fatto morire: in vendettadi che fu poi dalla moglie dell' iſteſſo Cre-ſcenzio avvelenato Ottone. Or da queſtaMedaglia s' impara, come coſtui pieno diſpirito Romano aſſunſe il nome d Impera-dore, e di Ceſare Auguſto, e di Padredella patria, onde i ſuoi part Slant gli fe-cero fare il preſente Medaglione ſecon.do l' uſo antico, imitando le Allocuzioni acavallo, che ſi veggono in Adriano, In Po.ſtumo, e in altri. In fatti!' Annaliſta Sal.ſone, e il Frammento di Storia Aquitanica edito dal Piteo, dicono, che Creſcen-2io non aſpirò ſolamente, ma aſurpdò, e cdi.5 Imperio. Il pezzo è di getto, e non an-cor ripulito: ſtette lungo tempo in venditainſieme con miſcee di niſſun prezzo, coſa

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ſuppoſta, e ridicola credendoſi prima da

tutti un Imperador Creſcenzio. Si può co-noſcere ancora da queſto metallo, comele bell' arti in Italia non mancarono maidel tutto, mentre fin del ſecolo del 900 veg-giamo qui un lavoro, il cui diſegno, emaniera non ſi pud dir diſpregevole.

Con alcune poche coſe naturali alquan-ti peſci grandi impietriti, rarità ſingola-riſſima, e ricercata da tutti i Muſei d Eu-ropa, ment re in poco ſito ſolamente d' unanoſtra montagna ſi trovano, di che ſi par-lerà nell' ultimo Capo: di rara grandezza,e conſervazione ſon queſti. Cosl funghi, oſian pietre fungiformi piii grandi dell' uſa-

to. Pezzi di virgulto prefi con ſue proprie

mani in montagna da chi gli tiene, quan-do Ir acqua, che ſcorrea all' ingiu, ripie-gandogli, miſta di terra, e di tartaro gliandava circonveſtendo, e ineroſtando di ma-teria, che in breve tempo impietriſce; on-de in queſti non perfezionati ancora ſi vedeun compoſto di legno, e di pietra, e ap.pare come i rametti, e i filamenti legnoſiſervono quaſi d' anima, e di modello; maconſumandoſi poi, reſta tutto pietra, nèerd& da dire, che ſien legni impietriti.Un martorello conſervatoſi da lunghiſſimotempo ſenza alcun artificio interiſſimo, etal quale ſpird. Varj pezzi delle ricchiſſi-me miniere di piombo nel Vicentino. Mo-ſtre de noſtri marmi. Nell' iſteſſa ſtanza ilmodel lo in rilevo della Fiera, come dove-va eſſere.Diverſe prime ſtampe ſpecialmenteSreche. Le poche primieramente, che fu-ron fatte in majuſcolo. II Salterio, Mila:no 148 1. con verſion Latina di Giovanni

Pia-