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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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39. 40

eſſa abbiam negli Atti di S. Demetrio ſcrit-ti per Anaſtagio Bibliotecario, e regiſtrati

tra ſuoi Analetti dal Mabillone, come l·

Imperador Maſſimiano ſi compiaceva delveder pugne di Gladiatori, ma cid allo Sta.io dolla Citid; anzi impariam dagli ſteſſizie etenim Atti, come tai certami ſi faceano ancora2 dentro un Cerchio, o ſia recinto di ravolg:dam abu. queſto baſta per far intendere come ſi ſup-. pliſſe al mancar de gli Anfiteatri in Orien-70r. te. Che in Antiochia non foſſe Anfiteatro,riluce da Libanio ſteſſo, il quale nel ram-mentare le coſe coſpicue della ſua patria,nomina in più orazioni Teatro, e Circo, nonmai Anfiteatro; e dice nel Panegirico, cheoltre al gran Teatro erano nel mezo dellaCittà Teatri d'altra forma, alcuni per At-leti, alcuni per Fiere: dove ſi conferma,come faceanſi Giuochi di Fiere anche fuord' Anfiteatro, e in edifizj diverſi, e mino-ri. Riluce anche pid tal verità, dove 8.Hon, 15. Gioan Griſoſtomo per dire, che gli Antio-— 5 gebe. cheni aveano intralaſciati tutti gli ſpettaco.be, li, dietro a quali erano per altro perduti,8 derer OSI S eſprime: il Circo s albandonato, edve. hanno chiuſa l Orchoſtra: e cos dove narra22 7 Ammian Marcellino, che Coſtanzo Gallo2 quella Cittaà dimorando, e dilettandoſi70 1 de: Giuoc hi ſanguinoſi„benchè già pid volte15 afl. vietati, ſei, o ſette ſpettacoli fece, che ogloter ve. furon di Gladiator i, o di Pugili armati diee, Ceſto; ma queſti ſempre nel Circo: nonGe. avrebbe certamente laſciato di far uſo dellAnfiteatro, ſe ſtato vi foſſe. In Coſtantino-

poli, che diventò una ſeconda Roma, fa-

moſo Ippodromo o Circo edificò il ſuo fon-

datore; di cui parlano Euſebio, Sozome-no, Zonara, ed altri molti, i quali nonavrebbero certamente taciuto dell' Anfitea-tro ſe l' aveſſe parimente eretto. Vera coſa, che Anfiteatro ſituato poco lungi dal por-5 5 5 70 d Giuliano, ſi mentova in una legge delail. codice di Teodoſio, e pariimente in quel li-plicato dal Pancirolo. Ma è certo, dover-

li quivi intendere d' alcun recinto, cosi chia-mato da' Latini per ſimilitudine, e per far-viſi moſtra di beſtie; mentre del Circo, ſiconſervd fino a gli ultimi tempi dell Impe.rio Greco gran parte, d' Anfiteatri non ſiè mai veduta reliquia alcuna; n Greco mo-numento ſi ha che ne faccia menzilone, eniuno de' tanti Bizantini Scrittori ne fa maiparola, e nè pur quell' Anonimo ſiorito intempo di Coſtantino Duca, che può veder.f nell Inperio Orientale del P. Banduri, e1 quale ſopra le Antichità Coſtantinopoli-cane pid libri fece, e ricercò gli edifizij mi-nutamente. Non è da tralaſciare, che Mar-cellino nel Cronico fatto inſigne ſpettacolo

di molte Fiere da Giuſtiniauno nell' Anfi-teatro rammenta al ſuo primo Conſola-to. Ma tal voce adoprò egli pure nelliſteſſo modo; e non ſo ancora qual fede me-riti nel fatto; perchè parla Procopio nell“Noria Occulta del bando dato a gli antichiſpettacoli da Giuſtiniano, e ſi lamenta, cheOziavano da lungo tempo? Teatri, i Circhi, s.ed i Cacbiatori, cioè luoghi alle Cacce de-ſtinati, e attribuiſce il-divieto fattone daquell' Imperadore alla ſua avarizia.Particolar' eſame vuol farſi per Aleſſan-dria, d per eſſere ſtata ſopra tutte J altreCittà dedita a gli ſpettacoli; e sl per quel.10 che di eſſa in tal propoſito da famoſiScrittori& ſtato detto. Leggeſi nelle ſtam-pe di Plinio, ove della carta di Papiro Egi-ziaco tratta, che una ſpezie di eſſa chi-,„ 3.mavaſi Anußteatrica dal luogo ov ſi lavorava. 5Guilandino, che del Papiro ſcriſſe, veden- ure loco.do nel conteſto di quel luogo non ben' en-trare l' Anfiteatro, fu d' opinione ſi doveſſeleggere Atribitica, dalla Città principale d-una provincia d' Egitto, ſiccome due altreſpezie di tal carta per I' iſteſſa ragione inſe-gna quivi Plinio, che ſi chiamavano Saiti-ca, e ſecondo altra correzione dell' iſteſſoGuilandino Tanitica, noa Tæniotica, com'hanno le ſtampe. Si riſe di cosl bella emen- 1 Oh.dazione Gioſeffo Scaligero, deridendo Gui- 55 52 5landino, perchè voleſſe, che non foſſs Anfi. irum vonteatro in Albſſandris Citra N piens di dylicis. Gall,, fi.Dietro Scaligero ſe w andd Voſſio, e dietro Gtambedue l' Harduino, come nel ſecondobro dell Noria Diplomaticæ ho gid av verti-to. Ma in primo luogo è da oſſervare, cheniuna menzione fa Plinio in quel luogo d'Aleſſandria, e niun cenno ne dà, onde ſen-za immaginabil ragione venne in mente aque valentuomini, che la Città, ove ſi fa-cea la Carta, che voglion detta Anfitcatri-ca, foſſe Aleſſandria, e che Guilandino conla ſua emendazione veniſſe a negare Anfi-teatro in Aleſſandria, al che egli non pensdmai. Dopo queſto abbiaſi per certo; chequeſta opinione non ſarebbè ſtata ridicolae ſtravagante, com eſſi per la prevenzioncomune degli Aufiteatri in ogni Città han-no creduto, ma veriſſima. Laſciamo, chequando ſerivea Plinio non ſi era veduto an-cora P eſemplare di cos! fatte moli, cioòquella di Tito, e non& però credibile, cheAnfiteatro permanente poteſſe eſſer già inaltra parte: ma che non vi foſſe anterior-mente, I indica Filone, ove narra, che il 5% 1%Preſide Flacco facea in Alefſandria tormen--tare i Giudei nel Teatro avanti di comin-ciar la muſica, e i giuochi Scenici, il che

ſi ſarebbe pid toſto fatto nell Anfiteatrod e

tra i fieri ſpettacoli; e che non vi foſſe nꝰpur