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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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inutile cred' io però poter riuſcire il far ri-cerca de fonti principali di queſt' inganno,e de motivi per cui tal opinion Sintroduſſe.Poſſiam dunque mettere in primo luogo ilnon aver penſato, che Anſiteatri ſi feceroanche di legno. Per aſſerire Arene perma-nenti in ogni Città ſi ſuol ſubito ricordarle molte, come altri ſcrive, edißcate daErode in Giudea. Di due fa menzion Gio-ſeffo, una in Geruſalemme, altra in Ceſa-

rea. Ma come non riflettono, che per adu-

lare i Romani con introdurre i lor coſtu-mi, in tal ſingolarità diede quel Re ne“tempi d' Auguſto? vuol dire tanto innanzi,che l'eſemplare de gli Anfiteatri di pietra,cioè quel di Tito ſi foſſe veduto? tantobaſtava a far comprendere, che ſenza dub-bio gli Anfiteatri d' Erode furon di legno:perciò ne potè far due, e perciò nè in Au-tori, nè in monumenti trovaſene di poimenzion veruna. L'iſteſſo è da dir dell' al-tro, che narra Gioſeffo edificato dal ReAgrippa in tempo di Claudio nella Gittàdi Berito. Quindi&, che nè in Ceſarea, nè

in Berito dà cenno quell' Iſtorico che foſſe

Anfiteatro, quando poi narra, come Titovi celebrò il di natalizio del padre, e delfratello con varj ſpettacoli, in un de qualitra per le beſtie, e di fuoco, e dal com-batter fra ſe, ſcrive moriſſero 2 500 Giu-dei prigioni. Nè oſta, ch egli parli di que-gli edifizj, come d' opere grandi, perchènon era mediocre coſa un Anfiteatro anchedi legno. L' edificato da Nerone vien ricor-dato da Tacito come ſontuoſa mole, ben-chè di legno foſſe. Quel di Fidena pur dilegno era capace di cinquanta mila perſo-ne. Poſſiamo anche riflettere, che Gio-ſeffo a magnificar le coſe de ſuoi fu gran-demente iaclinato. Par molto a cagion deſempio, che il ſudetto Re Agrippa aveſſein pronto per uno ſpettacolo 700 coppie dimalfattori da far combattere. Ma per buſofrequente de gli Anfiteatri di legno oſſer-viſi in Tacito, come Cecinna, e Valentevolendo per ſecondare il genio di Vitelliofar ginoco di Gladiatori in Cremona, e inBologna, ordinarono a foldati della legio-ne dècimaterza di coſtruir gli Anfitcairi: ciſarà chi penſi, altro che di legno in unaſtagione, e per man di ſoldati poteſſer far.i? Abbiamo in Sifilino„che Caracallanelle ſue eſpedizioni volle ſi fabricaſſero An-fiteatri, e Circhi in tutti que luoghi, dovepaſſava Pinverno: crederem noi„che co-teſti lavori celeremente qua, e la eſeguitifoſſer di pietra? Fabri avean le legioni,come le Lapide o'inſegnano, ma legnarüi, eferrarii, non muratori, Parte de- quali

er le machine militari non veniva ad uſo.

Ver. Uluſtr. Parte IV.

Le Arene Municipali preſſo Giuvenale,nelle quali avean' operato coloro arricchitipoi, e venuti in altro ſtato, non debbonſigid intendere per Teatri, come modernenote mal vogliono contra la dichiarazionedello Scoliaſte antico, ma nè pure è ne-ceſſario intendere d' Anfiteatri di marmo.Ma che Anfiteatro di qualunque ſortemal ſi arguiſca da giuochi Gladiatorii, ſi&già toccato ſopra. Vero ſarà forſe, che ognimezana Città avrà voluto vedere alcuna vol-ta il combatter di coſtoro, e qualche Cacciaaltresl: ma queſti ſpettacoli ſi faceano ugual-mente ne Circhi, e nel Circo volle dar la ſuaCaccia Imperador Probo, che pur Vopiſcochiama ampliſima. Si facean parimente nel.Jo Stadio, luogo deſtinato a gli Atleti, ehevuol dire alle lotte, e al combatter co pu-gni qual giuoco eſſendo di facile appreſta-mento, e nelle parti Orientali uſatiſſimo,ogni Città di conſiderazione il ſuo Stadioavea. Si faceano altresl dentro ſteecati ditavole con eſſe lavorandoſi anche i gradi,come gli Atti di S. Demetrio ci atteſtano.Altro motivo d' errore fu il dedurſi co-munemente, che ſenza dubbio foſſe alme-no in ogli gran Città Anfiteatro dal veder-o in qualcuna non tanto grande. Cos!Lipſio diſſe ſaper di certo, ch ebbero An-fiteatri le Città più nobili della Gallia, nonper altra ragione, ſe non per averlo avutoNimes; e ſapere ancora, che furono mol.to pid ſontuoſi, per eſſere ſtati in maggiorCitta: nella qual opinione non un ſolo e-quivoco s'involge; poichè in primo luogoPergere un' Arena ſtabile non dipendea ſo-lamente dalla ricchezza, e dall' ampiezzadella Città; ma potea molto contribuirvi

di marmo, o di pietra: potea contribuir-

vi 10 ſpirito grandioſo, e nobile de' Citta-

dini, il Horirvi l' Architettura, e la paſſio-

ne pid viva per gli ſpettacoli. Ma quan-

do in oltre parlando di queſta materia, ſideſiniſcono le maggiori, e le minor Città,non biſogna aver riguardo a' preſenti tem-pi, e nè pure al ſecol baſſo, ma ſolamentealle ſuperiori età del Romano Imperio,poichè in eſſe ſolamente Anfiteati spreſero. Quaſi tutte le Città, ch' ora ſonU 558 70.18 15 pit rinomate, ebbero il lormaggiore aumento nel terzo ſecolo, o do-o fl nuovo ſiſtema introdotto nel governoda Coſtantino: non& però maraviglia ſenon ebbero Anfiteatri. aNuovo fonte d' inganno fu l' equivoco de-nomi. Salmaſio, Pagi, Baluzio ed altrihanno inteſo per Anfiteatro la voce Luſo-

he nelb'Iſtoria del tempo in-

Fat. 3.

Amnphit.ef. R.

c. 5. ſciomust ouhamiilto& c.

aver nel proprio diſtretto e vicino cave

Ftravit ſibi

rium: Lipſio inteſela per ludo, cioè ſeuo- ele,D

la