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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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Fam. J. 8.Epiſt. 8.9Lv. l. 44PI. lib. B.cap · T7.Hv. Cal.

18. CHa!

Gallieno, non ſolamentè era fatta l' Arena

69 LIBRO PPRIM O. 70

chitettura aſſai pi lo potrebbe far crederede' tempi d Auguſto, che di Maſſimiano;moſtrandoſi aſſai pid proſſima a- buoni tem-pi, che a i cattivi; e b ordine Toſcano ſer-vato in tutti ĩ piani ſembra conciliare mag-gior credito d' antichita. In oltre l' avereAuguſto condotte acque in Breſcia, comeda una Lapida s' imparato, moſtra, chanche in queſte parti promoſſe lavori; do-ve i Palagi di Maſſimiano in Breſcia, e inAquileia ſon meramente ſuppoſti ed im-maginati, mentre il Panegeriſta unicamen-te citato dal Sigonio, non d' altro parla,che d' una pittura fatta porre da Maſſi-miano nel Palazzo d' Aquileia. Con tuttociò io non ſo indurmi a credere, che Anfi-teatro di tutta pietra, e di cosl fatta ſtrut-tura, ſi edificaſſe in Colonia a tempi d' Au-guſto, avanti che altro tale ſi foſſe vedutoin Roma, e avanti che quel di Tito eſem-plare di tutti gli altri foſſe inalzato. Pareancor credibile, che ſarebbe ſtato nomina-to in qualche occaſione da Plinio, il qualedi pitture, e di coſe di minor momentodel ſuo natio paeſe in piu luoghi fa ricor-danza. Troppo aſpramente per altro deri-ſe Lipſio le ragioni dal buon Saraina ad-dotte per riferirlo ad Auguſto. Da quell'iſteſſa pagina di Lipſio ſi può prender do-cumento di compatire umanamente, e diſcambievolmentè perdonarſi gli errori; poi-chè grand uomo com' egli era, eita anch-egli non meno del Saraina iſteſſo l' Epiſtoladi Plinio ad Maximum Africanum, per averletto, Vellem Africans quas cobmeras, quan-do è patente, doverſi leggere Africanas, eintender delle Pauters. Celio a Ciceroneſerivendo parla dell' Africanc condbtte, e didioci Africanus dopate, dove conſta dalleprecedenti, che parla di Pantere: cos! Li-vio, I' altro Plinio, Svetonio, ed altri.Ma al crederlo di Maſſimiano ripugnanomolto più le condizioni de tempi. L' Im-perio era già ſconvolto, E Italia afflitta, ele Citta, maſſimamente ſituate alle fron-tiere come Verona, ſtavano in terrore perle incurſioni cominciate, o minacciate daBarbari: Larti decadute di molto, e Ban-tiche idee da travagliati Municipj obliate.Anche la religion Criſtiana g¹⁴ g¹ andemen- ate diffuſa, e che poco ſtette a farſi trionfan-te, malamente avrebbe laſciato effettuarea un popolo tanta impreſa, provenientedalla religion de- Gentili; e tanto pid chegli Anfiteatri eran già reſi mere ſentine dicrudeltà, e piazze di Martirii. Ma chepin? ſicura pruova io credo poterſi rileva-re, come avanti Maſſimiano, cioè ſotto

noſtra, ma ſi era giâ cominciata a disfare.Ver. Iluſtr. Parte IV.

Riluce tal pruova ne' molti pezzi, che cirimangono dell'antiche mura erette in tem-

po, di Gallieno: poichè in eſſi quantità di

pietre ho oſſervate, quali non ſolamente dal-

Ia qualità, dal colore, e dalla forma, ma

da ſegni certi ſi rioonoſce, come furon pri-

ma dell' eſterior recinto dell' Anfiteatro.

Bella conferma ci dà di ciò il Saraina, do-

ve atteſta, avercene vedute alcune con 5. 23. 15que' numeri, ch' erano ſcolpiti nelle chia- 1 17 75vi, o pietre di mezo di tutti gli archi in. Apbittee-feriori. Nè ſia chi ſi renda diffcile a cre.“ babuledere, che cosl preſto a ruinar cominciaſſe 8L eſteriore di tanta fabrica. Foſſe difetto

de fondamenti, e de' ſiti, o quafſ naturalconſeguenza, come ſcriſſe un Architetto,

in pareti archeggiate tutte dal baſſo all' al.

to, e dove però la maggior parte era va-

no; egli è certo, ch' anche l' Anfiteatro diCatania ſotto il Re Teodorico era in gran

Parte a terra, e appunto per riſarcir le mu-

ra ne furono impiegatè le pietre. DiceCaſſiodorio, che quelle Pietre erano preci- Vr, l. 3.

itate non per terremoti, ma per lunga pe. 40· longP P 5 5 8 ve taff ate

ruſta, da che appariſce, come fur dell' al. colfſo.

to ſecolo sl fatti edifizj, e come nel lorointero poche età ebber di vita. Anche ilTeatro di Pompeo in tempo di Teodoricogi minacciava ruina, ed era ridotto à ter- Caſ. Hur.

mine di perir fra poco, ſe non ſi trovava 44. 11.2 ſeve maſ-

modo di ſoſtentarlo con graa barbacani, 2%, pl,

2 pilaſtri. contiueniII deſiderio di ſcoprire con ſicurezza il Pocuetit.

preciſo tempo, e autore, mi ha fatto

ultimamente ſcavare in que ſiti, dove I.

Iſcrizione potea pi ſperar di trovarſi;

ma non ſono ſtato cos felice: e pure due

mee lettere ſe ne ſon rinvenute, quali

unite a un maggior pezzo di lapida, eſtrat-

to già dal pozzo, ch'è nel mezzo, forma-

no S. CON. Che queſte lettere foſſero dell'

Iſerizione meſſa in fronte all' Anfiteatro,ſi rende probabile per la loro inuſitata

grandezza, perchè lO creſce d' undici on-ce di diametro, e corriſpondon l' altre. Daqueſte io non mi farò a indovinar coſa al-cuna, e nè pure che voglian dire SeasConſulto, che uſo era di ſignificare con S. C.Ben poſſo dire, che la lor forma, e bellez-2a indicano buona età, e non baſſo tempo.Non parlo di quella tanto ſcioccamente fin-ta Iferizione, ohe attribuiſee il noſtro An-fiteatro a un Flaminio Conſole. La diede-ro fuori il Caroto, e Leandro Alberti co-me eſiſtente in Lucca, dove non fu mai,e malamente è ſtata ricevuta in pid libri.L' uſo ſingolare d' Adriano di fabricar

fuor di Roma potrebbe qui far penſare alui; ma quella Epiſtola di Plinio il giova-

ne, ch'abbiam poco fa mentovata, ci per.E 2 ſua-

cus nungs-