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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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171-172
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Jb. 3.

Lip. c. 11.

171numonti d. Auzio, dove però poſſon vederſi.Particolarità molto curioſa in eſſe è la de-ſcrizion del Iuogo deſtinato a queſti Sacer-doti nell Anfiteatro. L' aſſegnazione parfatta nell' ultim anno di Tito, che vuoldire nel primo porre in uſo I' Anfiteatro:L' iſteſſo ſi ſarà pratticato con l' altre con-dizion di perſone. Dal contenuto di que:ſta Iſcrizione ſi trae, che al Collegio Ar-vale fu dato luogo in varie preſe, cioè pri-ma al Meniano primo, nel Cunco auodlbcimo,in orło gradi marmoroi. Poi al Meniano altoſecondo, nel Cuneo ſeſto, in gradi marmorbiJuattro. Indi al Meniano alto nelle tavolei legno, al numero cinquanta tre in umdli.6% gradi. Lo ſpazio in tutti queſti ſiti aſ-ſegnato notaſi nel fine, che ſummava pie-di cento ventinove e mezo: nel numerode piedi diſtribuito in ciaſcun de' gradi, enelle notate ſomme di eſſi, è un poco d im-broglio. Ma oſſerviam per ora con quantaeſattezza ſi diſtribuiſſero i ſiti; e come nonſi collocavano i corpi in linea ſu un gradoſolo, ma pi toſto a truppe, e di baſſo inalto. Fu aſsegnato tanto ſito, perchè ledignità venivano all' Anfiteatro col corteg-gio de lor ſerventi, e miniſtri onde abbiamveduto ſopra, che vi avean luogo i Via-tori Tribunizii. Meniano ſignificava pog-giuolo, ballatoio, ringhiera, luogo da cam-minare in alto. Meniano primo& eredibi-le ſi debba intendere il Pod io, ſe ben nonveggo nominati i Fratelli Arvali da Arno-bio co principali Sacerdozii, che con deco-ro ne publici ſpettacoli interveni vano: for-ſe a quel tempo tal Collegio non v' erapin. Gli altri Meniani ſono i piani dellePrecinzioni, e parmi poterſi da queſto no-me arguire, che aveſſero anch: eſſi ſpon-da, e foſſero balauſtrati. Sembra in oltrequi, che con nome di Meniano intendeſ-ſero talvolta lo ſpazio tra una Precinzio-ne, e Laltra. Appare altres!, come i Cu-nel eran molti, e come dalle Precinzionivenian ſeparati gli uni da gli altri, e ſe necoſtituivano ſerie, e nunierazioni diverſe,e non poteano però eſsere in altro modo,che come nella Tavola nona abbiam ligu⸗-rato. Si ricava non meno in conferma diquanto ſi è detto, che un' ordine ve nefoſse ancora ſopra i marmorei gradi„ ecome molti luoghi foſsero in tavolati dilegno, e come di legno v'eran gradi, inundici de quali furon poſti i ſerventi delCollegio Arvale, non dovendoſi creder conLipſio, che il ſeguito ancora de Magi-ſtrati ſteſse ſul Podio con eſſi. Prezio-ſo monumento è perd queſto per l: Anfi-teœatrO.Alcuni ho udito talvolta maravigliarſi,

DE GLIANFITEATRTI

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come poteſsero gli uomini civili, e nobiliancora, ſenza molto danno della ſanitàſtar tutto un giorno ſedendo ſu gradi di ge-lida pietra. Per verità ſarebbe in tal modoſtata peggiore la condizion loro di quellade plebei, che ſtavano in cima ne tavola-ti: e tanto pid, che ſi facean d' invernoancora ſpettacoli. Ma è da ſapere, cheſopra i gradi di pietra aſſi di legno erano

in tempo di Caligola furon poſti guancial

queſto paſso di cuſcini poſti ſotto piedi

ma ſarebbe ſlata poca economia il farne 5

un tal' uſo. Pavimentati di legno i gradimoſtra lo ſteſſo Storico, ove parla del ful-mine altre volte mentovato, benchè lamancanza di tal notizia n abbia fatto riu-ſcire la verſion Latina poco felice. Dic-egli, che da quel fuoco fi abbruggiò ruttala circonforenda ſuporiore, e inſieme rd evrog18 A ατ πwV: Leunclavio, ſegui-tato in queſto luogo dall editor della nuo-va giunta a Dione, rende, quidquid eſſet% ſolo intoriorit circuli; che potea render.i, et pavimenta intoriora omnia; cioè adire zurti i pavimenti degradi, o ſia leaſſi, che ſopra i gradi teneanſi: nell'i-ſteſſo paſſo ancora non avrei tradotto Arezar ium, e avrei detto ſi acces, pid toſtoche diflagravis, non eſſendoſi conſuma-to! Anfiteatro, ma acceſo fuoco ineſſo. 5

J guanciali da Senatori paſſarono a Ca-valieri, come un paſso di Giuvenale ac-cenna. Non n'era igboto' uſo a Greci

ſteſe, e ſu queſte ſedeaſi. Narra Bione, che 55 ee. 8.1% b. 59.5 1 r Agſotto a“ Senatori, perchs non ſedeſſero ſopra ert 0,le nude Tauols. II P. Montfaucon inteſe* c,,

* o E.

Son. 3.27

56.

lib. 78.

ct r ανν.

nel Teatro, perchè gli mentova Teofraſto, oha.

ove dell' Adulatore. Nell Arena di Vero-na durò fino a tempo de padri noſtri P uſodi ſedere alla Comedia le Dame ancorane gradi, ma ſopra i cuſcini delle Carroz-20, che i lor ſervidori vi portavano. SulPodio però ſtavaſi ancora con maggior di-gnità, cioè ſopra ſedie, che vi eran reca-te. Sopra ſella curule ſtava Auguſto, comeda Svetonio: per Tiberio, e per Seiano fiportaron dorate, come da Dions La for.ma di queſte ſi vede in molte Medaglie;la materia s impara da Orazio, che lechiama curule aborio competeano a variedignita. Ma forſe tutti quelli d'ordine Se-natorio paſſaron poi da guanciali alle ſedienell Anfiteatro; e pare ve ne foſſero piiifle, mentre quel Manneio deriſo da Mar-ziale, che ſi era meſso nel primo gra-do, com'avea in uſo avanti I;editto diDomiziano, fatto levare, ſi cacciò nelterz) ordine delle ſedie, com' io leggo quelverſo, corriſpondente nel modo di parlareal

cap. 43.

Dio. J. 58.

. p.*

1et interipſac pe netertias ſelelas.