Fu. Cal.440. 26.Lambr.i Elag:
de Tralib. 1.
Dio. Soc.
J. 6. e. 6.
C. Th. deHell.
eg. 2.
Flori d.
60 15Ho. 4.
2099, 3.
preſe eſempio dal luſſo, e dalla mollizie de-
6. 3 6. er 15.
Architetto Valerio d' Oſtia, poichè ſarà
175Folario,
On fu I ultima delle coſe ammirabilinell'uſo di queſt' edifizio la facilitàdi coprire in tanta altezza, e in cos vaſtoſpazio gli ſpettatori, con tende, dette dai Latini Vela, e Velaria, che ſi mettevanoad arbitrio, e levavano. Gli ſpettacoli du-ravano tutto il giorno, e tutto il giorno viſi perſiſteva, benchè non mancaſſe chi an-dava nel Cireo di meza notte per occuparei Iuoghi, andaſſe avanti di il popolo in fol-la ovunque inſigne ſpettacolo ſi aſpettaſſe.Che nella mattina ſi preludeſſe con moſtredi minor pompa, e fierezza, ricavo dallaſimilitudine, che dà Ovidio del Cervo de-ſtinato a perire nella mattincvols Arena;e dalla menzion che fa Seneca del riſo, chedeſtava la mattina nell Anfiteatro il toro,e' orſo legati aſſieme, ammazzati poi l-uno e P altro dal cignale. Vera coſa&, chealcuni andavano a deſinare, e tornavano,come ſi rica va da gli Storici, ove narrano,che non era fra queſti l' Imperador Clau-dio, compiacendoſi lui ſingolarmente de-Giochi Meridian, la crudeltà de' quali,benchè miſta di ridevoli apparenze vien de-teſtata da Seneca, e da Tertulliano. Degliſpertacoli Pomeridiani fa menzione S. Ago-ſtino nelle Confeſſioni: nel quarto ſecolo fuvietato con legge a chi era in Magiſtrato digiudicatura il ritornare dopo pranſo a i Gi.uochi, come gli altri faceano. 5L'ardor del Sole reſe perd neceſſario qual-che riparo. Ne. Teatri ſi ſtette pid ſecoliallo ſcoperto, anzi in altre parti continudforſe in ogni tempo talꝰ uſo, perchè vedeſiin Apuleio, che per pioggia Comedia s' in-terrompe a mezo, e rimprovera S. Gio.Criſoſtomo al popolo il patimento, ch' eifacea in Teatro ſoffrendovi il ſole a capo nu-do, In Italia perd fi veggono le tende neTeatri anche fuor di Roma da una Lapi-da Gruteriana. Abbiam da Plinio, e daValerio Maſſimo, che primo a far ombrane Teatri fu quinto Catulo, e che di cid
popoli Campani. Di Teatro coperto famenion Plinio altrove in paſſo acefalo, chepereiò poco ben lega con quanto precede;ma quivi dee intenderſi d' un Teatro ligneoſtabilmente coperto; ne nomina Plinio J.
ſtata coſa mirabile per la gran larghezzacos leggo in Filoſtrato, chꝰ uno ne fece Ero-de Attico coperto di cedro. Che nell' Are-
C. ĩ ˙² n
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na Veroneſe ſi ſtendeſſe il Velario, dimo-ſtraſi da un peꝛzo del conſueto marmo roſ-ſo, largo oltre a due piedi, e quaſi quadra-to, che ſi& trovato nello ſcavare, e conſer.vai: in eſſo veggonſi ſopra un degli angoli,e nelle parti all angolo contigue, molti ca-naletti incavati dalle funi nel frequente ra ·der la pietra. I veſtigj ſon di corde non pidgroſſe che un quarto d' oncia, poichè legrandi, che ſoſteneano il peſo, ſtavan fer.me, nè ſcorreano, come le piecole, eon lequali ſi tiravano ſecondo occorrenza, o ſiritiravan le falde. Cos almeno io penſo.
A coprir con tele di lino fu primo Len- Pin J. 19.tulo Spintro. Ma riferiſce Dione in pruova 555delle ecceſſive ſpefe fatte da Ceſare ne Gi..uochi, come era voce, aver lui, perchèniuno foſſe moleſtato dal Sole, coperti unavolta gli fpettatori con cortine di ſeta: da-certami raccontati prima per Jo Storico, firende probabile, che il luogo cos copertoda Cefare foſſe il ſuo Anfiteatro di legno:ecceſfo di luſſo fu queſto allora, non naſcen-
do, nè lavorandoſi la ſeta ſe non in remotiſ-
limi paeſi: oſſervo in Vopiſco, come fino a
tempi d' Aureliano una libra di drappo di
pura ſeta ſi valutava una libra d' oro. In
Teatro fece una volta Nerone ſtender ve. Nil. ig
le di por pora, figuranti un Cielo a ſtelle d- 8
oro, con la ſua immagine ricamata nel me-
20 in figura del Sole, che guidaſſe il coo-
chio. Ordinariamente però il tendone era di
lana. L' argomento da un paſſo di Tertul-
liano, ove per eſprimere, che Dio vede an-
che fuori dell' Anfiteatro, dice ch' ei vede
etre cameras, et gradlus, et apulias. Lipſio cb. 33.
ſeriſſe qui non ſaper penſare, che ſi poteſ- 75 e
ſero eſſer queſte apulis: Bulengero deduſſe 5 peſſe
tal voce dal Greco, e diſſe aver Tertullia- tere.
no cos chiamati i portici ſuperiori. Ma
Tertulliano circoſcrive in quel luogo 1
interno dell' Anfiteatro, e nomina le parti, Bal. 4,
che il ſerravano, cioè gradi, logge, e ten- Pf,
de; ed a queſte non a quelle dà il nome d-
Apulas(cos dovendoſi leggere, e non apu-
liac) cioè Puglicſi, ch'& quanto dir lane;
quali convenevolmente dalla Puglia ſi deno.
minavano, mentre di Puglia erano le loda-.
te fopra tutte' altre, come dice Plinio; I. 8. 4. 48
però affermdò Marziale, che quella regione e,
era dohilitata per le prime lane, come Par- Agophr
ma per le ſeconde, e come Altino per quel- Vellerilus
le del terzo grado. Apule ſi dicean dunque 1 2.
le drapperie di lana dal paeſe, come Seri. J. 2. 0. 37
che per la ragione iſteſſa quelle di ſeta. Tal
primato però conferiſce il Poeta alla Pu-
glieſe tra le lane bianche; dove i Velarii
componeanſi d' ordinario di lane tinte, e
variamente colorate; il che raccolgo dal paſ-
ſo di Lucrezio, ove dice, che nel 145 b. 4. co-e