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MEMORIE ISTORICHE
DELLA
DEL
LIBRO TERZO.
PREFAZIONE.
)IVNTI ora siamo a quel Libro,nel quale d’ un proemio v’ è bisogno più, che ne-gli altri. A questo Libro i Ristretti , ( che ancheEjìratti chiamar si possono ) di Scritture escite allaluce in proposito de’ danni, e de’ ristanti della granCupola, cui spetta 1’ Opera nostra , daranno bensìquanto fa d’ uopo di materia, ma, per vero dire,di materia molto delicata, e, per necessaria conse-guenza , molto difficile, e molto pericolosa . Quel-li , che hanno composto qualche Letterario Giorna-le, anche i più dotti, e circonspetti, ci hanno re-se note le gran procelle , a cui si espone , chi parladegli altrui Libri. Onde pensieroso, e dubbioso ioera, perche ben io concepiva quanto grave e ris-chiosa potesse riuscir la fatica di compor i Ristrettidi tutte quelle Scritture : ma un savio veneratissi-mo comando, che ricevei, ha superata nell’ animomio qualunque riflessione, che avesse potuto sviar-mi dall intraprenderla. L’ origine di quel comandoprovenne dall’ intendimento provido di queir altoSIGNORE , che col suo sommo sapere conobbe ,che dirittamente dovevasi prender questa via* con-cioffiache le presenti Memorie riuscirebbero sopram-modo imperfette , se in esse non stafferò registratitutti i pensamenti, ed i pareri, che prodotti furonoper la materia importantissima, di cui si tratta.
24p. Quindi fu , che io pensai a r -dare unita-
mente delle Scritture i Compendj ,... ed a mettereinsieme ciò, che da varj Autori in varie Scrittureera stato proposto . E credei confacente alla chia-rezza il non aver un troppo scrupolo nell’ ordinepreciso de’ tempi . E mi determinai a 2 - cercar dicombinare nella più propria maniera li varj pro-getti ideati per ristaurar la gran Mole in modo,che ad uno stato più stabile , e perfetto fosse ri-dotta . Che un tal fine abbiano avuto tutti gli Au-tori , debbo credere : benché ad alcun forse parerà,che per impegno, e per gara di begli spiriti, siastata in certi luoghi ridotta la cosa alla competen-za di chi più pulitamente la discorra.
250. Ma per riguardo a’Ristretti delle cose,che da’ varj Autori in varie Scritture erano stateproposte : non posso non ricordare, che 1’ indole delRistretto non patisce , che si ridica già tutto ; eciò lo ricordo principalmente perché non vi è pun-to il caso di mettere in tutto il loro lume certilunghi sentimenti ( quali sono alcuni dalle Mate-matiche ricavati ) che di sua natura ricercherebberod’ essere tutti intieri trascritti. Ciò benché sia colpadella materia, non del lavoro, non ostante ad alcunoper avventura increscer potrebbe : e quel eh’ è peg-gio, chi determinato si fosse di non voler esser con-tento de’ Compendj, non ne sara giammai contento.
E e 251. Quanto
(1.) Art.
:op.
(2.) Art. 2 ip.