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VATICANA. LIBRO V.
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si fosse la Natura ( già, quando scrissi , io avevain animo d’ esaminar tutto ciò ove s opportunità savesse ricercato ) di quali mezzi , dico, servita laNatura si fosse quando accaderono le rotture nelnostro Cerehione: ma piti importava, in quella stan-te , il riflettere alla certa esistenza delle fratture, ericavarne indi la manifesta, e necessaria conseguen-za , che bisognava rimediarvi.
6 21 • Cioè , scrissi, bisogna levare que' due pezgidel Cerehione , che sono rotti , e rimetterne due altri( per buona regola ) più massicej , e gli Occhj di que-sii cogli Occhj resami in opera ben connettere . So ,che detti due peggj non si potranno porre sì facil-mente , come i pezgi de' Cerchj nuovi posi coll' in-gegnoso artificio del Signor Vanvitelli di doppj Cu-nei . Ma la virtù del medesimo , che con merito di-siato fece lavorar in que' nuovi , secondo che ricer-cava la loro cosìtusone , farà anche lavorar in que-sto vecchio al meglio , che nella coflituzione di que-fio s possa • e vorrà impiegare quelle diligente , chesul fatto più utili fi troveranno .
622. Circa poi ali' altro antico Cerchio , cioè ali'inferiore , avvertirò dà aver fatta riflessione , che quelCerchio , così poso nel meggo del muro , legala me-tà interiore , e non la metà esteriore del medesimomuro: onde ne' cafi de' moti ( come d' assettamenti ,e di terremoti ) non può esere fiata che dannosaquella disuguaglianza di legamento , e conseguente-mente di refiflenza , in un muro , il quale in tuttele sue parti avrebbe dovuto avere uguaglianze , e( p°sfi a mo dire ) unità .
6 23* B da quesa riflessone passai ad un altradi genere differente. Passai a considerare se dovessiriputar esso Cerchio per rotto . Aveva io qualchemotivo di non persuadermi sì agevolmente della rot-tura del medesimo: nè l -1' argomento , che fece cre-dere queflo Cerchio più rotto del primo , da me ficomprendeva per decisivo . In queflo caso dunque , incui trattato non fi sarebbe d' un fatto ( mentre ilCerchio non potè esser veduto ) ma di conghiettureper una parte , e per /’ altra , conveniva spogliarsidi quel naturale pregiudicio , per cui fi ha difficoltàdi fosituire la ragione agli occhj. Confido , che mene sarei spogliato: ed avrei poso in esso caso mol-to penfiere ; se non fosse fato , che, nel principiara versare tn un tal' esame , conobbi chiaramente , checonviene attenersi a quel consiglio , che più pruden-te, cauto , e sicuro riuscire possa , e vaglia a porcifuori dà ogni pericolo dà errare. Conobbi , che , se ilCerchio rotto non sìa , il porre un nuovo Cerchionon pregiudica già alla gran Mole : ma , se sia rot-to , il non porvelo reca • il pregiudicio , che stabbiaper intera una rotta parte . In tal modo venni
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opinione , che giovi pensar a' rirnedj così , come fi(1.) Art. 6 11.
penserebbe , se fi sapesse di certo , che rotto fossequell' ascoso Cerehione. Si aggiunga , che fi sa dase noto , poter la posizione efteriore dà un nuovoCerchio divenir utile al rimediare anche al disordi-ne ( poco sopra accennato ) della posizione del vec-chio Cerchio nel mezgo del muro.
6 24» Ecco dunque come io mi trovai condotto alrimedio pel secondo Cerehione. Qui notar debbo , chei rirnedj pur di Cerehioni da adattarsi sul corpo este-riore della Cupola , ed 1 risarcimenti de' Peggi delCerchio rotto , 2 -sono fiati i soggetti del parere delSignor Vanvitelli , da lui in una gentil sua letteraindicatomi . Ora con più distinzione /’ idea mia esi-birò . Osservo , che il terzo nuovo Cerehione , incas-sato nella sommità dell' Attico , sa poco al di sottodel vecchio Cerehione inferiore , supposo rotto . Pertanto crederei , che pel Cerehione ( lo chiamerò Cer-ehione novello ) da porsi in compensazione di quelvecchio inferiore , il miglior sito fosse quello sol tan-to di sotto alle più basse Fineflre della gran Vol-ta , quanto basasse , perché esso novello Cerehione lacignesse in quella parte , in cui le due Cupole sonoancora unite : onde queflo raserebbe tra il terzo , edil quarto de' nuovi Cerehioni , che sanno già inopera posi. E filmerei bene , eh' egli fosse incassa-to , ma non molto profondamente : e che fosse rico-
perto , ma con una semplice intonacatura. Nelle mieMemorie avrò 3 ■ luogo di spiegare più ampiamente la,ragione di quesa semplice intonacatura.
6 25. Quando fui in Roma , per le propose ri-saurazioni fi era calcolato su la forza di sette Cer-ehioni , due vecchj , e cinque nuovi . Come su allo-ra proposo , così adesso succederà , che delli due vec-chj uno sia resìstente , perché accomodato ; per l' al-tro un abbondante compensazione di refiflenza vi sa*rà nel novello suo ( per dir così ) sussidiario Cer-ehione , ed i cinque nuovi sono già adattati. In talmodo il primo calcolo egregiamente sussìsterà.
626. Ecco esposo il mio sentimento intorno i ri-me dj , che credo convenienti da farsi . Mi accosteròdunque al fine: ma mi accoserò con una proposizio-ne , la quale sembrar può un paradosso ; e pure ( setroppo non erro ) proviene da un giusto penfiere :essa è questa. Le scoperte rotture de' vecchj Cerehio-ni debbono essere argomento dà una miglior cosituzio-ne della Cupola , non dà un nuovo timore . Confido ,che 4 - ove la ragion mia di così pensare avrò espo-sta nella maniera ricercata dalla necessaria connessio-ne delle altre cose mie , fi troverà , che non ho malpensato . E medesimamente in luogo proprio addurrò5 -i motivi ., per cui sono persuaso , che da quelle taliscoperte rotture niente provenga , che pregiudicar possa
I i i alla
(2.) Art. 616. (3.) Art. 657.
(4.) Art. 657. (5.) Art. 658.
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