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Tomo primo.
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XXVI
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Cerne l ’impasti lestucco .

'Sentane antiche didiverse maniere .

Cesi anche le moder-ne .

Tevtront petrificaogni cosa .

Il lago a Pii di lupe .

Z’ Elsa, e mente t,lere Ile .

Come fi pongono in

opera .

Mira maniera difonu alia rustica .

XXVI DELL* Auchitettup. A .

Ora Volendo mostrare, come lo stucco s’impasti, st fa con un edificioin un mortajo di pietra pestare la scaglia di marmo ; né si toglie per quel!’altro che la calce } che sia bianca , fatta o di scaglia di marmo, odi tra-vertino , ed in cambio di rena si piglia il marmo pesto, e si staccia sot-tilmente , ed impastasi con la calce , mettendo due terzi calce , ed un terzomarmo pesto : e se ne fa del più grosso , e sottile , secondo che si vuol la -votare grossamente , o sottilmente . E degli stacchi ci basi i or questo ;perché il restante si dirà poi , dove si tratterà del mettergli In opra tra le cosedella scultura . Alla quale prima che noi passiamo , diremo brevemente dellefontane , che si sanno per le mura , e degli ornamenti var; di quelle .

CAPITOLO V.

Come di tartari , e di colature d'acque fi conducono le fontanerustiche : e come nello stucco fi murano le telline ,t le colature delle pietre cotte .

S iccome le fontane, che ne i loro palazzi , giardini, ed altri luoghifecero gli antichi , furono di diverse maniere, cioè alcune isolate contazze, e vasi d’altre sorte ; altre allato alle mura, con nicchie, masche-re , o figure , ed ornamenti di cose marittime ; altre poi per uso delle stufepiù semplici, e pulite ; ed altre finalmente simili alle salvatiche fonti,che naturalmente surgono ne i boschi : così parimente fono di diverse sortequelle,che hanno fatto,'e fanno tuttavia i moderni; i quali variandole semprehanno alle invenzioni degli antichi aggiunto componimenti di opera Tosca-na, coperti di colature d acque petrifica te , che pendono a guisa di radicionifatti col tempo , d’alcune congelazioni d' esse acque ne’ luoghi, dove elleson crude, e grosse ; come non solo a Tivoli, dove il fiume Teverone pe-trifica i rami de gli alberi , ed ogni altra cosa, che se gli pone innanzi,facendone di queste gomme , e tartari, ma ancora al lago di Pie di Lupo ,che le sa grandissime , ed in Toscana al fiume d’ Elsa , l’acqua del qualele sa in modo chiare, che pajono di marmi, di vitrioli , e d’allumi.Ma bellissime , e bizzarre sopra tutte l’altre si sono trovate dietro monteMorello pure in Toscana , vicino otto miglia a Fiorenza. E di questasorta ha fatte fare il Duca Cosimo nel suo giardino dell'olmo a Castello,gli ornamenti rustici delle fontane fatte dal Tribolo scultore . Queste levate,donde la natura l’ha prodotte, si vanno accomodando n eli'opera , chealtri vuol fare , con spranghe di serro , con rami impiombati, o in altramaniera : e s’ innestano nelle pietre in modo , che sospese pendino ; emurando quelle addosso ali’ opera Toscana, fi sa, che essa in qualcheparte si veggia . Accomodando poi fra esse, cave di piombo ascose, e spar-titi per quelle i buchi, versano zampilli d’ acque, quando si volta unachiave, eh’ é nel principio di detta cannella, e cosi si sanno condottid’acque, e diversi zampilli: dove poi 1’acqua piove per le colature diquesti tartari, e colando sa dolcezza nell’ udire , e bellezza nel vedere.Se ne sa ancora di un’ altra specie di grotte più rusticamente composte con-traffacendo le fonti alla sai vatica in questa maniera .

P/gliansi sassi spugnosi , e commessi , che sono insieme, e si fa nascervierbe sopra , le quali con ordine, che paja disordine, e salvatico, si rendonmolto naturali , e più vere. Altri ne sanno di stucco più pulite, e lisce ,nelle quali mescolano l’uno, é 1’ altro; e mentre quello è fresco, mettonofra esso, per fregi , e spartimenti , gongolc , telline , chiocciole marit-time ,