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Tomo primo.
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XXXI
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De" caselli .

Figure in disiane.* co~me devono farsi .

della Scultura . xxxi

arte , e grazia talora Io mostrino , e talora Io ascondino senza alcunacrudezza , che offenda la figura . Siano i suoi capelli, e la barba lavoraticon una certa morbidezza , svestati, e ricciuti, che mostrino di essere sfilati,avendoli data questa maggior piumosità , e grazia, che può lo scarpello;ancoraché gli scultori in questa parte non postino così bene contraffare laNatura , facendo essi le ciocche de' capesti sode, e ricciute , più di manie-ra , che di imitazione naturale .

Ed ancoraché le figure siano vestite , è necessario di fare i piedi, e lemani, che siano condotte di bellezza , e di bontà come laltre parti. E Perfezioni di piedi , eper essere tutta la figura tonda, t forza , che in faccia , in profilo , e di die- tnanitro ella sia di proporzione uguale, avendo ella, a ogni girata, e veduta ,a rappresentarsi ben dìfpostà per tutto. E necessario adunque, che ellaabbia corrispondenza , e clje-ugualmente ci sia per tutto attitudine, dise-gno, unione, grazia, e disiatola; le quali cose tutte insieme dimostrinolingegno, ed il valore dellartefice. Debbono le figure, così di rilievo,come dipinte, esser condotte più con ilgiudicio, che con la mano , aven-do a stare in altezza , dove sia una gran distanza ; perché la diligenza dell'ultimo finimento non si vede da lontano; ma si conosce bene la bella for-ma deste braccia , e deste gambe; ed il buon giudicio nelle falde depannicon poche pieghe ; perché nella semplicità del poco , si mostra f acutezzadellingegno . E per questo le figure di marmo , o bronzo, che vannoun poco alte , vogliono essere traforate gagliarde ; acciocché il marmòche é bianco , ed il bronzo, che ha del nero , piglino aliaria delloscu-rità , e per quella apparisca da lontano , il lavoro esser finito , ed appressosi vegga lasciato in bozze . La quale avvertenza ebbero grandemente gliantichi , come nelle lor figure tonde , e di mezzo rilievo , che negli archi , enelle colonne veggiamo di Roma , le quali mostrano ancora quel grangiud iciò , che egli ebbero : ed in fra i moderni si vede essere stato osservatoil medesimo grandemente nelle sue opere da Donatello . Debbesi oltra di »/-

questo considerare , che quando le statue vanno in un luogo alto , e che a te S come ji abbiano »basso non sia molta distanza da potersi discostare a giudicarle da lontano, p ro p or vionare con lama che s abbia quasi a star loro sotto ; che così fatte figure si debbon fare di veduta .una testa , o due più di altezza . E questo si fa, perché queste figure , cheson poste in alto, si perdono nello scorto della veduta stando di sotto, eguardando allo in su . Onde ciò che si di accrescimento, viene a con-sumarsi nella grossezza dello scorto , e tornano poi di proporzione, nel guar-darle, giuste, e non nane, ma con bonissima grazia . E quando nonpiacesse far questo, si potrà mantenere le membra desta figura sottilette,e gentili, che questo ancora torna quasi il medesimo. Costumasi per moltiartefici, fare la figura di nove teste, la quale vien partita in otto teste simetria della statua.tutta, eccetto la gola, il costo, e 1altezza del piede, che con questetorna nove. Perché due sono gli stinchi, due dalle ginocchia amembrigenitali , e tre il torso sino asta fontanella della gola , ed un altra dal mentoaliultimo della fronte, ed una ne fanno la gola, e quella parte, ehédal dosso del piede alla pianta , che sono nove . Le braccia vengonoappiccate aste spalle , e dalla fontanella aliappiccatura da ogni banda éuna testa , ed esse braccia sino alla appiccatura delle mani sono tre teste,ed allargandosi 1 uomo con le braccia apre appunto tanto , quanto egli èalto . Ma non si debbe usare altra miglior misura , che ilgiudicio dell rocchio resela dellaocchio ; il quale sebbene una cosa sarà benissimo misurata, ed egli ne propon zicne .rimanga offeso, non resterà per questo di biasimarla. Però diciamo , chesebbene la misura è una retta moderazione da ringrandire le figure talmen-te ,

Altro modo.