xxxviii della Scultura .
Merle -L dar empì- dipoi , con serri appropriati» cioè bulini , ciappole» strozzi » ceselli » pnn-telli > scarpelli, e lime, leva,dove bisogna ; e dove bisogna, spigne ali’in-dentro , erinettale bave; e con altri serri ,che radono, raschia, e pulisceil tutto con diligenza , ed ultimamente con la pomice gli dà il pulimento.Questo bronzo piglia col tempo per se medesimo un colore , che trae in nero,e non in rosso, come quando si lavora . Alcuni con olio lo sanno veni-re nero ; altri con 1' aceto Io sanno verde ; ed altri con la vernice gli danno ilcolore di nero ; tale che ognuno lo conduce, come più gli piace. Ma quel-lo , che veramente è cosa maravigliosa , è venuto a’ tempi nostri questo mo-do di gettar le figure , cosi grandi, come piccole, in tanta eccellenza , che
molti maestri le fanno venire nel getto in modo pulite , che non si hanno a
rinettare con ferri , e tanto sottili quanto è una costola di coltello . E quello,xfsett* Ali* terre per che è più , alcune terre, e ceneri, che a ciò s’adoperano , fono venute in
far getti puliti. tanta finezza, che si gettano d’argento , e d’oro le ciocche della ruta , ed
ogni altra sortile erba, o fiore agevolmente, e tanto bene , che cosi belliriescono come il naturale . Nel che si vede questa arte essere in maggior ec-cellenza , che non era al tempo degli antichi.
CAPITOLO XII.
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Viversi coleri delbrtnzo .
Come si fairichino lemadri per far meda-glie .
Uso di far cavi conruote , che fervono alavcrar cristalli , ef tetre dure .
Come s* improntinole monete > ed altriInveri di cavo .
De ’ Con) d'acciajo per fare le medaglie di bronzo , o d'altri metalli , e comeelle fi fanno di essi metalli , di pietre Orientali , e di carnei .
V OIendo fare le medaglie di bronzo , d’argento , o d’oro , come già lefecero gli antichi, debbe 1’ artefice primieramente con punzoni diferro, intagliare di rilievo i punzoni nell’ acciajo indolcito a fuoco , a pez-zo per pezzo ; come per esempio la testa sola di rilievo ammaccato in unpunzone solo d’ acciajo , e così 1’ altre parti, che si connettono a quella .Fabbricati così d’ acciajo tutti i punzoni , che bisognano per la medaglia ,si temperano col fuoco , ed in sul conio dell’ acciajo stemperato , che debbaservire per cavo , e per madre della medaglia , si va improntando a colpi dimartello e la testa , e P altre parti a’ luoghi loro . E dopo sa vere impron-tato il tutto, si va diligentemente rinettando , e ripulendo, e dando fine eperfezione al predetto cavo , che ha poi a servire per madre . Hanno tuttavolta usato molti artefici d'incavare con le ruote le dette madri in queimodo, che si lavorano d’incavo i cristalli, i diaspri , i calcidonj , le aga-te , gli ametisti, i sardonj , i lapislazuli, i crisoliti, le corninole , i cam-mei, e 1’ahre pietre Orientali ; ed il così fatto lavoro sale madri più pu-lite , come ancora le pietre predetteNel medesimo modo si fa il rovesciodella medaglia ; e con la madre della testa , e con quella del rovescio , sistampano medaglie di cera, o di piombo , le quali si formano dipoi consottilissima polvere di terra atta a ciò; nelle quali forme , cavatane primalacera, o il piombo predetto , serrate dentro alle staffe , si getta quello stes-so metallo, che ti aggrada per la medaglia. Questi getti si rimettono nelleloro madri d' acciajo , e per forza di viti, odi lieve , ed a colpi di martellosi stringono talmente , che elle pigliano quella pelle dalla stampa , che ellenon hanno presa dal getto . Ma le monete, e 1’altre medaglie più basse ,s’improtano senza viti, a colpi di martello con mano, e quelle pietreOrientali , che noi dicemmo di sopra , s’intagliano di cavo con le ruote perforza di smeriglio , che con la ruota consuma ogni sorta di durezza di qua-lunque pietra si sia. ET artefice va spesso improntando con cera quel cavo ,che ei lavora,ed in questo modo va levando, dove più giudica di bisogno , e
dando