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Tomo primo.
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delle Viti.gnificamente . Il medesimo fi potrebbe dire di santa Croce in Gerusalemme ,la quale fece fare Cofiantino a' preghi della madre Elena . Di t- Lorenzofuor delle murai e di s.Agnefa fatta dal medesima a richiesta di Costanzasua figliuola 1 . Echi non fa , che il fonte , il quale fervi per lo battesimodi cofiei , e £ una sua sorella fu tutto adornato di cose fatte molto prima ?e particolarmente di quel pilo di porfido , intagliato di figure bellissime , ed' alcuni candelieri di marmo eccellentemente intagliati di fogliami , ed' alcuni putii di basse rilievo , che sono veramente bellissimi ? Insàmmaper questa , e molte altre cagioni fi vede , quanto già fuffe al tempo di Co-stantino venuta al basso la scultura , e con essa insieme /’ altre arti miglio-ri. E se alcuna cosa mancava ali ultima rovina loro , venne loro data com-piutamente dal partirsi Costantino di Roma per andare a porre la sede deli Partenza diCoflan-

Imperio in Bisanzio ; perciocché et li condusse in Grecia non solamente tutti t,no dattorna fii l'ul-■ 1- ■ /• /. „j • - c ■ u ' S rr krm» rovina dello

i migliori scultori , ed altri artefici di quella età , comunque supero , ma ti _

ancora una infinità di fiatue 9 e ei altre cose di scultura bellissime . Dopo lapartita di Cofiantino i Cesari , che egli lasciò in Italia , edificando continua-mente ed in Roma , ed altrove , fi sforzarono di fare le cose loro , quanto po-tettero , migliori ; ma come fi vede » andò sempre così la scultura , come lapittura , e l' architettura di male in peggio . E ciò. forse avvenne , perché ,quando le cose umane cominciano a declinare , non restano mai d' andaresempre perdendo , se non quando non possono più oltrepeggiorare . Parimen-te fi vede , che se bene s'ingegnarono attempo di Liberio Papa gli archi-tetti di quel tempo di far gran cose ne II' edificare la chiesa di s. Maria S.Maria Maggiori dìMaggiore , che non però riuscì loro il tutto felicemente ; perciocché se bene Rene* imperfetta ^quella fabbrica , che è similmente , per la maggior parte , di spoglie , fufatta con assai ragionevoli misure ; non fi può negare nondimeno , oltre a qualchealtra cofa,che il partimento,fatto intorno intorno sopra le colonne con ornamentidi stucchi , e di pitture , non sta povero affatto di disegno , e che molte al-tre cose , che in quel gran tempio fi veggiono , non argomentino /’ imper- DeterUrament* MPsezione dell' arti . Molti anni dopo , quando i cristiani sotto Giuliano Apo- architettura .stata erano perseguitati , fu edificato in sul monte Celio un tempio a*santiGiovanni e Paolo martiri , di tanto peggior maniera , che isopraddetti , chifi conosce chiaramente , che l' arte era a quel tempo poco meno , che perdu-ta del tutto . Gli edifizj ancora , che in quel medesimo tempo fi fecero inToscana , sanno di ciò pienissima fede . E per tacere molti altri , il tempio ,che fuor delle mura d' Arezzo fu edificato a s. Donato vescovo di quellacittà j il quale insieme con Ilariano monaco si martirizzato sotto il dettoGiuliano Apostata ; non fu dì punto migliore architettura , che i sopraddetti .

Ai? è da credere , che ciò procedesse da altro , che dal non essere miglioriarchitetti in queir età . Conciosussécbè il detto tempio , come fi è potutovedere a tempi nostri , a otto facce , fabbricato delle spoglie del teatro ,colossèo , ed altri edifizj » che erano stati in Arezzo innanzi , che fuffe conver-tita

i Quella è una tradizione confutata nel tom.;, delle spiegazioni delle sculture > e pitta-re &c. della Roma sotterranea.