Lxxvm Proemio
Chiesa di J. Martin» I Lucchesi ne’ medesimi tempi , cioè /’ anno mille e sesfimtmo » ctzttiein Lucca . concorrenti de' Pisani principiarono la chiesa di s. Martino in Lucca , col
disegno , non estèndo allora altri architetti in Tofana , di certi discepolidi Buschetto . Nella facciata dinanzi della qual chiesa fi vede appiccato unportico di marmo con molti ornamenti , ed intagli di cose fatte in memoriadi Papa Alessandro fecondo , stato poco innanzi , che fuse assunto al ponti-ficato , vescovo di quella citta . Della quale edificazione , e di esso Ales-sandro , fi dice in nove versi Latini pienamente ogni cosa . Il medesimo fivede in alcune altre lettere antiche , intugliate nel marmo sotto il porticoinfra le porte . Nella detta facciata sono alcune figure , e fitto il portic»molte storie di marmo di mezzo rilievo della vita dì san Martino , di ma-niera Greca . Ma le migliori , le quali sono sopra una delle porte , furonofatte cento settanta anni dopo da Niccola Pisano , e finite nel mille dugen-to trentatre , come fi dirà al luogo suo ; essendo operai , quando fi comin-ciarono , Abellenato , ed Aliprando , come , per alcune lettere nel medesi-mo luogo intagliate in marmo , apertamente fi vede . Le quali figure dilicela tisana mifli». mano di Niccola Pisano 1 mostrano quanto per lui migliorasse /’ arte dellascul-r» asm Useulturo . tura w Simili a questi furono per lo più , anzi tutti gli edifici , che dai tem-pi detti di sopra , insino ali' anno mille dugento cinquanta furono fatti inItalia ; perciocché poco , o nullo acquisto , o miglioramento fi vide nellospazio di tanti anni avere fatto /’ architettura ; ma essersi stata ne' mede-simi termini, e andata continuando in quella goffa maniera , della qualeancora molte cose fi veggiouo , di che non farò al presente alcuna memo-ria , perché se ne dirà di sotto secondo l' occasioni , che mi fi porgeranno .
Le sculture » e le pitture similmente buone , state sotterrate nelle ro-vine di Italia 5 fi flettono insino al medesimo tempo rinchiuse , o non conos-y’nieraGrl'** cinte dagli uomini , ingrossati velie gojsezze del moderno uso di quels età ,nella quale non fi usavano altre sculture , né pitture , che quelle , le qualiun residuo di vecchi artefici di Grecia facevano o in immagini di terra , e dipietra ì o dipingendo figure mostruose , e coprendo solo i primi lineamenti dicolore . Quelli artefici , come migliori , essendo soli in queste professioni ,furono condotti in Italia ; dove portarono insieme col musaico la scultura »e la pittura in quel modo , che la sapevano . E così le insegnarono agli Ita-li ani goffi e rozzamente ; i quali Italiani poi se ne servirono , come fi èdetto , e come fi dirà , insino a un certo tempo .
E gli uomini di que ’ tempi , non estèndo usati a veder altra bontà ,né maggior perfezione nelle cose , di quella , che essi vedevano , fi maravi-gliavano , e quelle , ancoraché baronesche fossero , nondimeno per le miglio-ri apprendevano . Pur gli spiriti di coloro , che nascevano , ajutati in qual-che luogo dalla sottilità dell' aria fi purgarono tanto , che nel mccl. ilcielo a pietà mossostì dei belli ingegni , che 7 terren Toscano produceva ognigiorno , gli ridussi alla forma primiera . E sebbene gl' innanzi a loro ave-vano veduto resìdui di archi , o di colossi , o di statue , o pili , o colonne
storia-
I Vedi 1* sua Vita in queste toma a cart,i 7 .