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Tomo primo.
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LXXXIV
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lxxxiv Lettera

no ; delle quali imagini alcune insino alti nostri giorni si sono conser-vate ; massimamente essendo stati, come ancora se ne vede segnali ma-nifesti , quei popoli potentissimi, e copiosi di uomini, ed i loro re ric-chissimi , ed oltre a modo desiderosi di prolungare la memoria loroper secoli infiniti ; ed oltre a questo, di maraviglioso ingegno , e d'in-dustria singolare, e scienza profonda così nelle divine cose , comenelle umane ; il che fi conosce da questo chiaramente, imperocché1 Greci impararono quelli, che fra gli Greci furono di poi tenuti favj, e scienziati oltre

da e fi le faenze, e la àri uomini , andarono in Egitto j e da' favi , e da'sacerdoti di

pittura, scultura, ed ».. . . - S , . r ’■ ..

architettura . quella nazione molte cole appararono , e le loro scienze aggrandirono ,

come si dice aver fatto Pitagora, Democrito , Platone, e molti al-tri ; che non pareva in quel tempo, che potesse essere alcuno intera-mente scienziato , se al sapere di case non si aggiungeva della scien-za forestiera, che allora si teneva, che regnasse in Egitto. Appressocostoro mi avviso io, che fosse in gran pregio P arte del ben disegna-re , e del colorire , e dello scolpire , e del ritrarre in qualunque ma-teria , ed ogni maniera di forme ; perciocché dell’ architettura nonsi debbe dubitare , che essi non lusserò gran maestri, vedendosi diloro arte ancora le piramidi, ed altri edificj stupendi, che durano ,e che dureranno, come io mi penso, secoli infiniti ; senza che e’ pa-AgP Tmperj grandi re , che dietro agì’ Imperi grandi , ed alle ricchezze , ed alla tran-segqttano i’ arti, e q U sisi t à, degli Stati sempre seguitino le lettere , e le scienze , ed artile sdente. cotali appresso, così nel comune» come nel privato; e questo non si

debbe stimare , che sia senza alcuna ragione. Imperocché essendoP animo dell’ uomo, per mio avviso, per sua natura desideroso sempred’alcuna cose , né mai sazio ; avviene , che conseguito stato » ricchezze,diletto » virtù , ed ogni altra cose , che fra noi molto s’ apprezza,viapiù desidera vita , come più di tutte cara , e quanto far più si pun-te lunghissima, e non solo nel corpo suo proprio » ma molto pin nellamemoria ; il che fanno i fatti eccellenti primieramente , e poi coloro ,i quali con la penna gli raccontano , e gli celebrano ; di che non pic-ciola parte si debbe attribuire a’pittori, agli scultori, agli architet-tori , ed altri maestri, i quali hanno virtù con le arti loro di prolun-gare la figura , i setti, ed i nomi degli uomini, ritraendoli, e scolpen-doli ; e perciò si vede chiaramente , che quasi tutte quelle nazioni,che hanno avuto imperio, e sono state mansuete, e per consequentefacoltà di poter ciò fare, si fono ingegnate di sere la memoria dellecose loro con tali argomenti lunga » quanto loro è stato possibile. A que-sta cagione ancora » e sorse la primiera, si vuole aggiugnere la refi-Keligio?it dudt^oeea- gj one , ?d il culto degli Dei, qualunque esso stato si sia » intorno aitoneaq.ar . q. ja j e i n buona parte coloro , che di ritrarre in qualunque modo hannosaputo 1’ arte , si sono esercitati. Questo, come poco innanzi dicem-mo , veggiamo noi aver setto gli Egizj, questo i Greci » questo i Lati-ci , e gli antichi Toscani, e li moderai , e quasi ogni altra nazione ,( la qua-