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Tomo primo.
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XCIV
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"Ritrasse infinite voi- domandare quante volte, nè in quante maniere e’ritraeste Aleslàn-te Alessandro e Eilip. dro, o Filippo suo padre , che furono infinite , e quanti altri re , ef 0 ' personaggi grandi ei dipigneslè. In Roma si vide di lui Castore , e

Polluce con Ta Vittoria , ed Alessandro trionfante con 1’ immagine del-la Guerra con le mani legate dietro al carro ; le quali due tavole Au-gusto consacrò al suo foro nelle parti più onorate di quello ; e Claudiopoi cancellandone il volto di Alessandro, vi fece riporre quello di Au-gusto . Dipinse uno Eroe ignudo , quasi in quest’ opera voleste gareg-giare con la Natura. Dipinse ancora a prova con certi altri pittori uncavallo ; dove temendo del giudizio de gli uomini, ed insospettito delsavore de' giudici inverso i suoi avversarj, chiese, che se ne stesse al giu-dizio de' cavalli stessi ; ed essendo menati i cavalli d' attorno a’ ritrattidi ciascuno, ringhiarono a quel d’Apelle solamente , il qual giudicio sustimato verissimo • Ritrasse Antigono in corazza con il cavallo dietro ,ed in altre maniere molte : e di tutte le sue opere quelli, che di cosìfatte opere s’intesero , giudicarono l’ottima essere uno Antigono a ca-vallo . Fu bella anco di lui una Diana , secondo che la dipinse in versiOmero; e pare, che il dipintore in questo vincesse il poeta - Dipinseinoltre con nuovo modo , e bella invenzione la Calunnia prendendonequesta occasione . Era egli in Alessandria in Corte di Tolomeo re , eper la virtù sua in molto savore . Ebbevi dell’ arte stesse chi l’invidia-va; e cercando di serio mal capitare , 1’accusò di congiura contro aTolomeo, di cose nella quale , non solo non aveva colpa veruna Apelle,ma nè anco era da credere , che un tal pensiero gli suste mai cadutoiteli' animo . Fu nondimeno vicino al perderne la persona, credendoCorse peritolo dell* ciò il re scioccamente: e perciò ripensando egli seco stesso il pericolo ,via per talmme . •[ q ua j e aveva corso ; volle mostrare con l’arte sua , che , e come peri-

colosa cosa fosse la Calunnia ; e così dipinse un re a sedere con orecchieCiì espresse mirabil- lunghissime , e che porgeva innanzi la mano ; da ciascuno de’ lati delmente in pittura . quale era una figura , il Sospetto, e l’Ignoranza. Dalla parte dinanziveniva una femmina molto bella , e bene addobbata, con sembiante fie-ro , e additato ; e esse con la sinistra teneva una fàcellina accesa, e conla destra strascinava per i capelli un doloroso giovane, il quale pareva,che con gli occhi, e con le mani levate al cielo gridaste misericordia ,e chiamaste li Dei per testimonio della vita sua di niuna colpa mac-chiata . Guidava costei una figura pallida nel volto , e molto sozza, laquale pareva , che pure allora da lunga infermità si sollevaste . Questasi giudicò , che suste l’Invidia. Dietro alla Calunnia, come sue ser-venti , e di sua compagnia, seguivano due altre figure, secondo che sicrede , che rassembravano l’Inganno , e l’Insidia. Dopo a queste era laPenitenza atteggiata di dolore , ed involta in panni bruni, la quale fibatteva a palme , e pareva , che dietro guardandosi mostraste la Verità ,in forma di donna modestissima , e molto contegnose. Questa tavola sumolto lodata e per la virtù del maestro , e per la leggiadria dell’ arte ,

e per