Il caso supplisce ali'arte .
Redi difeso da tinapittura .
Sicurexta di Prote-gene : Risposta a De -metrio , t cortesia diquesto .
Asclepìodoro lodatoda Apellt nelle pro-porzioni .
xcvi Lettera
del cane quella schiuma , la quale sanno i cani faticati, ed ansanti, nèpoteva in alcun modo entro sodissarvisi ; ora scambiava pennello , oracon la spugna scancellava i colori, ora insieme gli mescolava , che-,avrebbe pur voluto 5 eh’ella uscisse della bocca dell’animale, e noneh’ella paresse di suora appiccata, nè si contentava in modo veruno.Tanto che avendovi faticato intorno molto , nè riuscendogli miglio l’ul-tima volta, che la prima; con istizza trasse la spugna, eh’egli ave-va in mano piena di quei colori ,nel luogo stesso , dove egli dipigneva.Maraviglioso cosa su a vedere : quello che non aveva potuto sore con tan-to studio, e fatica 1’arte , lo fece il caso in un tratto solo . Perciocchéquelli colori vennero appiccati intorno alla bocca del cane di manie-ra , eh’ ella parve proprio schiuma , che di bocca gli uscisse . Questostessi dicono , estere avvenuto a Nealce pittore nel sore medesimamentela schiuma alla bocca d’ un cavallo ansante , o avendolo apparato daProtogene , o essendogli avvenuto il caso medesimo . Questa sigma diProtogene su quella , che difese Rodi da Demetrio re , il quale fie-ramente con grande esercito la combatteva . Perciocché potendo age-volmente prendere la terra dalla parte , dove si guardava questa ta-vola , che era luogo men sorte ; dubitando il re , eh' ella non venissearsa nella furia de’ soldati, volse ? impeto dell’ oste altrove , ed in-tanto gli trapassò 1’ occasione di vincere la terra . Stavasi in questo tem-po Protogene in una sua villetta , quasi sotto le mura della città , cioèdentro alle forze di Demetrio, e nel suo campo . Nè per combattere ,che si facesse , nè per pericolo , che e’ portasse, lasciò mai di lavorare .E chiamato una fiata dal re , e domandato , in su che egli si fidasse ,che così gli pareva star sicuro suor delle mura, rispose ; perciocchéegli sapeva molto bene , che Demetrio aveva guerra con i Rodiam ,e non con le arti. Fece Demetrio, piacendogli la risposta di questoartefice, guardare , che non suste da alcuno nojato , o ostèso - E perchéegli non si avesse a scioperare , spesso andava a visitarlo : e tralasciatala cura delle armi , e dell’ oste , molte volte stava a vederlo dipignerefra i romori del campo , ed il percuotere delle mura . E quinci si dis-se poi, che quella dipintura , che egli allora aveva fra mano , fu la-vorata sotto il coltello . E questo fu quel Satiro di maravigliosa bellez-za , il quale, perciocché egli.appoggiandosi a una eolonna si riposava,ebbe nome il Satiro riposantefi ; il quale , quasi nullo altro pensiero lotoccasse , mirava fiso una simpogna , che egli teneva in mano . Sopraa quella colonna aveva anco quel maestro dipinta una quaglia tantopronta , e tanto bella , che non era alcuno , che senza maraviglia lariguardasse ; alla quale le dimestiche tutte cantavano, invitandola acombattere . Molte altre opere di questo artefice si 1 asolano indrietoper andare agli altri, che ebbero pregio di cotale arte. Fra i quali siial medesimo tempo Asclepiodoro , il quale nella proporzione valse unMondo ; e però da A pelle era in questo maravigliosamente lodato - Eb-be da