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Tomo primo.
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CXVII
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di M. G i o. B. Adriani. cxvii

le quali non si debbono lanciare, ch’elle non si contino . Dicono adunque,che nello scudo della Dea, e nella parte, che rileva, era scolpita la batta-glia 3 che già anticamente fecero gli Ateniesi con le Amazzoni, e nelcavo di dtento i giganti, che combattevano con gli Dei, e nelle pianelleil conflitto de’ Centauri, e de’ Lapiti, e ciò con tanta maeltria , esottigliezza , che non vi rimaneva parte alcuna , che non sulle maravi-gliosamente lavorata .Nella base erano ritratti xn. Dei, che pareva,checonoscessero la vittoria,di bellezza eccessiva . Similmente faceva maravi-glia il drago ritratto nello scudo , e sotto 1’ asta una Sfinge di bronzo •

Abbiamo voluto aggiugnere anco questo di quel nobile artefice non maiabbastanza lodato, acciò si sappia l’eccellenza di lui non solo nelle gran-di opere , ma nelle minori ancora , e nelle minime , ed in ogni sortadi rilevo, essere stata singolare . Fu dipoi Prasiitele , il quale nelle figu- traeteli eccellentere di marmo , come che egli suste anco eccellente nel metallo, fu mag- più nel marmo , chegiore di se stellò . Molte delle sue opere in Atene si vedevano nel Ce- nel metallo.ramico . Ma fra le molte eccellenti, e non solo di Pressitele , ma diqualunque altro maestro , singolare in tutto il Mondo , e più chiara , epiù famosa su quella Venere , la qual sol per vedere , e non per altra ca-gione alcuna molti di lontano paese navigavano a Guido . Fece questo venere di Cnìdo fa.artefice due figure di Venere , P una ignuda , e P altra vestita , e le mosa .vendè un medesimo pregio : la ignuda comperarono quei di Guido , laquale su tenuta di gran lunga migliore, e la quale Nicomede re volle offerta di Weomtdeda loro comperare otserendo di pagare tutto il debito , che aveva il lor che voleva comprar-Comune, che era grandissimo ; i quali elessero innanzi di privarsi d’ogni l» -altra sostanza , e rimaner mendichi , che di spogliarsi di così bello or-namento ; e fecero saviamente ; perciocché, quanto aveva di buonoquel luogo , che per altro non era in pregio , lo aveva da questa bella sta-tua . La cappelleria, dove ella si teneva chiusa , si apriva d'ogn’ intor-no , talmente che la bellezza della Dea , la quale non aveva partealcuna , che non movesse a maraviglia , si poteva per tutto vedere . Di-ce si , che fu chi innamorandosene , si nascose nel tempio , e che P abbrac- assetto della bellezzaciò, e che del fatto ne rimase la macchia, la quale poi lungo spazio Aitai statua,si parve • Erano in Guido parimente alcune altre immagini pur di mar- elitre statue in Cni -mo d’altri nobili artefici, come un Bacco di Briaxi, ed un’altro diScopa, ed una Minerva , le quali aggiugnevano infinita lode a quellabella Venere; perciocché queste altre, avvengachè di buoni maestri, nonerano in quel luogo tenute di pregio alcuno . Fu del medesimo arteficequel bel Cupido , il quale Tullio rimproverò a Ver re nelle sue accusa-zioni, e queil’ altro , per il quale era solamente tenuta chiara la città diTespia in Grecia , il quale fu poi a Roma grande ornamento della scuo-la di Ottavia. Di mano del medesimo si vedeva un altro Cupido in Pa-rso colonia della Propontide , al quale so fatta la medesima ingiuria ,che a quella Venere da Guido , perciocché uno Alchida Rodiamo se neinnamorò, e dello amore vi lasciò il segnale . A Roma erano molte

delle