Band 
Tomo primo.
Seite
CXVIII
JPEG-Download
 

Diverse opere disniffitele in Roma .

Tu suo figlio Cefisodo~roscultore .

Stop» emulo de'sud-detti .

Statua di Venere dinotabile eccellenza.

Abbondanza di sta-tue condotte in Ro~ma aveva fattoperdere i nomi de’maestri .

cxviii Lettera

delle opere di quello Prassitele : una Flora , uno Triptolemo, ed unaCerere nel giardino di Servilio, e nel Campidoglio una figura dellaBonaventura , ed alcune Baccanti , ed al sepolcro di solitone unoSileno , uno Apollo , e Nettuno . Rimase di lui un figliuolo chiamatoCefilodoro erede del patrimonio, e dell’ arte insieme ; del quale èlodata a maraviglia a Bergamo di Asia una figura , le dita della qualeparevano più veracemente a carne , che a marmo impresse . Di costuimano erano anco in Roma una Latona al tempio d’ Apollo Palatino,una Venere al sepolcro di Asinio Pollione , e dentro alla loggia di Ot-tavia al tempio di Giunone uno Elculapio , ed una Diana. Scopa an-cora al medesimo tempo fu di chiarissimo nome , e con i detti di so-pra contese del primo onore . Fece egli una Venere , ed un Cupido ,ed un Fetonte , i quali con gran divozione , e cirimonie erano a Samo-rracla adorati : e lo Apollo detto il Palatino dal luogo , dove egli su con-sacrato : ed una Vesta , che sedeva nel giardino di Servilio : e due mi-nistre della Dea appressile , alle quali due altre simiglianti pur del me-desimo maestro si vedevano fra le cose di Pollione ; di cui ancora eranomolte tenute in pregio nel tempio di Gneo Domizio nel circo Flaminioun Nettuno, una fetide con Achille, e le site ninfe a sedere sopra i delfi-ni, ed altri mostri marini, e Tritoni, e Forco, ed un coro d’altreninfe , tutte opere di lua mano ; le quali sole, quando non avesse mai fat-to altro in soavità , sarieno bastate ad onorarlo . Fuor di queste moltealtre se ne vedevano in Roma , le quali si sapeva certo, che erano operedi questo artefice ; e ciò era un Marre a sedere, un colossi del mede-simo al tempio di Bruto Callaico dal circo , che si vedeva da chi anda-va inverso la porta Rabicana : e nel medesimo luogo una Venere tuttaignuda , che si tiene , che avanzi di bellezza quella famoso da Gnido discassitele . Ma in Roma per il numero grande , che da ogni parte ve n'era stato portato , appena che elle si riconoscessero, che oltre alle narra-te ve ne aveva molte altre bellissime . I nomi degli artefici, che le aveva-no fatte , s’erano in tutto perduti -, siccome avvenne di quella Venereche Vespasiano Imperadore confagrù al tempio della Pace ; la quale perla sua bellezza era degna d’essere di qualunque de’più nominati artefi-ci opera . Il simigliante avvenne nel tempio di Apollo di una Niobe coni figliuoli, la quale dallo arco di Apollo era ferita , e pareva , che nemorisse; la quale non bene si sapeva , se eli’era opera di Prassitele , opure di Scopa . Similmente si dubitava di uno Jano ; il quale aveva con-dotto di Egitto Augusto , e nel suo tempio 1’ aveva con sagrato . La me-desima dubitanza rimaneva di quel Cupido , che aveva in mano 1' armedi Giove , che si vedeva nella curia di Ottavia , il quale si teneva percerto, che solfe immagine nella più fiorita età d’ Alcibiade Ateniese ;il quale fu di sì rara bellezza, che tutti gli altri giovani della sua etàtrapassò . Parimente non si so , di cui sosterò mano i quattro satiri, cheerano nella scuola di Ottavia ; de’ quali uno mostrava a Venere Bacco

bambi-