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Tomo primo.
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CXXIII
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di M. Gio. B. Adriani. cxxiii

sto medesimo onore fa fatto a Clelia, e forse maggiore ; perciocchécostei sii ritratta a cavallo, che s’ era fuggita dal campo del re Porte-ria , il quale era venuto con l’oste contro a’ Romani. Molti oltre a que-sti se ne potrebbero contare , i quali per alcuno b enefizio raro fatto alComune loro meritarono la statua : E molto prima a Roma fu questoonore di statue di bronzo , o di marmo dato agli uomini, che in co-lai materia li Dei si ritraessero ; contentandosi quegli antichi di avere leimmagini dei loro Dei rozze di legno intagliato, e di terra cotta ; ? r,m * t*»tn*gme die la prima immagine di bronzo, che agli Dei in Roma si faceste , si dice, ó°eîdl' Romani'si! tessere stata di Cerere, la quale si traile dello avere di quello Spurio Cerere .

Melio, che nella carestia col vendere a minor pregio il suo grano s’in-gegnava di allettare il popolo , e di procacciarsi la signoria della pa-tria , e che per questo conto fu ucciso . Avevano le Greche statue , e leRomane differenza infra di loro assai chiara, che le Greche per lo più Differenza delle fla-grino secondo 1’ usanza delle palestre ignude, dove i giovani alla tlie Cru ^ elotta, e ad altri giuochi ignudi si esercitavano , che in quelli poneva-no il sommo onore. Le Romane si facevano vestite o d’armadura ,o di toga, abito specialmente Romano : il quale onore, come noi dicem-mo poco sa - dava primieramente il Comune ; poi cominciando 1’am-bizione a crescere, fu dato anco da'piivoti,e da'Comuni forestieri a que-sto, ed a quel cittadino o per benefizio ricevuto , u per averlo ami-co , e maiîimamente lo facevano gli umili, e bassi amici in verso ipiù potenti, e maggiori ; ed andò tanto oltre la cosa,che in breve spaziole piazze , i templi , e le logge ne furono tutte ripiene . E non solofiorirono queste arti nel tempo, che i Greci in mare , ed in terra moltopoterono apprestò a quella nazione , ma poi molti secoli dopo cheebbero perduto l'imperio, al tempo degli Imperadori Romani alcunevolte risorsero ; che in Roma si vede ancora 1' arco di Settimio orna-to di molte belle figure , e molte altre opere egregie, delle qualinon si fanno i maestri, essendosene perduta la memoria . Ma non esti-mo già , che queste cotali sieno da agguagliare a quelle , che ne i tempi »che i Greci cotanto ci studiarono, furono fatte ; apprestò i quali furonoinoltre alcuni, i quali ebbero gran nome nel lavorare in argento discarpello ; l’opere dei quali e per la materia, la quale agevolmen-te muta forma, e che 1' uso in poco spazio logora , non si condusseromolto oltre; e nondimeno ne sono chiari alcuni artefici, de’nomi de'quali brevemente faremo menzione per finire una volta quello , che voiavete voluto , che io faccia ; nella quale arte fra i primi su molto cele-brato Mentore, il quale lavorava di sottilissimo lavoro vasi d’ argento , Ment »re ed altri te-e tazze da bere , ed ogni altra sorta di vafellamento , che si adoperava i<bri eon ^ e P cre 1°' •ne’ sacrificj ’ e d eran tenuti questi lavori e ne' templi, e nelle caieda’ nobili uomini molto cari. Dopo costui nella medesima arte ebbe-ro gran nome un Acrugante , uno Loeto, ed un altro chiamato Mys,dei quali nella isola di Rodi si vedevano per i templi in vasi sacri molto

belle