supersoprtmcme det-to scimi» dell» natara .
lavori di Stefano indiverse città .
éS Prima Parti.
storia di Cristo, quando libera lan Piero dal naufragio » tanto ben*,fatta, che .pare , che s’ oda la voce di Piero , che dica Domine , salvatios iperimut . Questa opera è giudicata molto più bella dell' altre , per-ché oltre la morbidezza de’ panni, si vede dolcezza nell' aria delleteste, spavento nella fortuna del mare : e gli Apostoli percossi da di-versi moti, e da fantasmi marini, estere figurati con attitudini moltoproprie, e tutte bellissime . E benché il tempo abbia consumato in partele fatiche, che Stefano fece in questa opera , si conosce, abbagliata-mente però , che i detti Apostoli si difendono dalla furia de’venti»e dall’ onde del mare vivamente ; la quale colà, essendo appresso imoderni lodatissima, dovette certo ne’ tempi di chi la fece , parere unmiracolo in tutta Toscana . Dipinse dopo nel primo chiostro di z. Ma-ria Novella .un s. Tommaso d’ Aquino allato a una porta , dove feceancora un Crocifisso, il quale è stato poi da altri pittori, per rinnovarlo»in mala maniera condotto. Lasciò similmente una cappella 1 in chiesacominciata» e non finita» che è molto consumata dal tempo» nella*,quale si vede,quando gli Angeli,per la superbia di Lucifero,piovvero giùin forme diverse. Dove è da considerare, che le figure , scortando lebraccia, istoriò » e le gambe molto meglio, che scorci, che fosserostati fatti prima, ci danno ad intendere , che Stefano cominciò a conosce-re , e mostrare in parte le dnficultà,-.che avevano a far tenere eccel-lente coloro , che poi con maggiore studio ce gli mostrassimo, comehanno fatto , perfettamente ; laonde scinda della Natura su dagli arte-fici per sopranome chiamato 2 .
Condotto poi Stefano a Milano , diede per Matteo Visconti prin-cipio a molte cose, ma non le potette finire, perché, essendosi perla mutazione dell’aria ammalato , fu forzato tornarsene a Firenze , do-ve avendo riavuto la sanità, fece nel tramezzo della chiesa di santa Cro-ce,nella cappella degli Asini a fresco la storia del martirio di s. Marco ,quando fu strascinato, con molte figure , che hanno del buono. Es-sendo poi condotto, per essere stato discepolo di Ciotto , fece a stessoin s. Piero distoma nella cappella maggiore, dove è saltare di dettoSanto , alcune storie di Cristo frale finestre , che sono nella nicchiagrande, con tanta diligenza, che si vede, che tirò forte alla maniera mo-derna , trapassando d’ assai nel disegno, e nell’altre cose Ciotto suomaestro. Dopo questo fece in Araceli 3 in un pilastro a canto alla cap-pella maggiore a man sinistra, un s. Lodovico in stesso, che è moltolodato , per avere in se una vivacità , non stata insino a quel tempo »né anche da Ciotto, messa in opra. E nel vero aveva Stefano gran faci-lità
1 Queste pitture di SreFano fatte in 5» Ma- tur* j tanto espresse qualunque cofa'volle •
ria Novella fon tutte perite . 3 Queste pitture fatte in stoma fon perite ,
2 li Caldinucci ivi porta queste parole di siccome il tabernacolo* di cui si parla pocoCristosano Landini, tratte dalla Tua Apolo- appresto, stante la fabbrica del tasto pîlai-già posta avanti al suo Comento di Dante -i zo dell* Ecc. Casa Corsini.*
Stefano d* tutti t nominato fumi* deli* Na-