Vita di Stefano» ed Ugolino. 69
lità nel disegno , come si può vedere nel dettò nostro libro 1 in una cartadi fiumano , nella quale è disegnata la Trasfigurazione 2 , che fece nelchiostro di tanto Spirito , in modo» che per mio giudicio , disegnò mol-to meglio, che Ciotto • Andato poi ad Ascesi, cominciò a fresco unastoria della gloria Celeste nella nicchia della cappella maggiore , nellachiesa di lòtto di s. Francesco , dove è il coro ; e sebbene non la finì,si vede in quello, che fece , usata tanta diligenza, quanto più nonsi potrebbe desiderare . Si vede in questa opra cominciato un giro diSanti, e Sante con tanta bella varietà ne’ volti de’ giovani, de gli uo-mini di mezza età , e de’ vecchi, che non si potrebbe meglio deside-rare . E si conosce in quegli spiriti beati una maniera dolcissima , etanto unita, che pare quali impossibile, che in que’ tempi suste fattada Stefano, che pur la fece ; sebbene non sono delle figure di questogiro finite se non le teste, sopra le quali è un coro d’angeli, chevanno scherzando in varie attitudini, ed acconciamente portando inmano figure teologiche e sono tutti volti verso un Cristo crocifisso ,il quale è in mezzo di questa opera, sopra la testa d'un s. Francesco,che è in mezzo a una infinità di Santi - Oltre ciò fece nel fregio ditutta l’opera alcuni angeli, de’quali ciascuno tiene in mano una diquelle chiese, che scrive s. Giovanni Evangelista ne 11 ’ Apocalisse . Esono questi angeli con tanta grazia condotti, che io stupisco » come_*in quella età si trovasse , chi ne sapesse .tanto . Cominciò Stefano questaopera, per farla di tutta perfezione, e gli sarebbe riuscito , ma suforzato lasciarla imperfetta , e tornarsene a Firenze, da alcuni suoinegozj d’importanza. In quel mentre dunque , che per ciò si stavain Firenze , dipinse, per non perder tempo,ai Gianfigliazzi lung’Arno ,fra le case loro, ed il ponte alla Carraja , un tabernacolo piccolo in DipingesTirerai tsun canto , che vi è ; dove figurò con tal diligenza una nostra Donna , Pistej*.asta quale , mentre ella cuce , un fanciullo vestito , e che siede, porgeun uccello, che per piccolo che sia il lavoro , non manco merita—,essere lodato , che si facciano 1’ opere maggiori, e da lui più maestre-volmente lavorate. Finito questo tabernacolo , e speditosi de’ suoi ne-gozj , essendo chiamato a Pistoja da que’ signori, gli su fatto dipignereTanno 1346. la cappella di s. Jacopo ; nella volta della quale fece unDio padre con alcuni Apostoli, e nelle facciate le storie di quel San-to, e particolarmente quando la madre , moglie di Zebedeo» dimanda a
Gesù
1 II libro di disegni, che tante volte citail Vasari» non si trova più , perché fu disfatto:e vendutine i disegni alla spicciolata > si sonosparsi pel Mondo . Il Sig. Crozat celebre perla stampa da lui intrapresa de’ suoi disegni ,non proseguita per non avere gì’intagliatoricontentato il sito genio, si trovava una rac-colta di 19. mila disegni, tra’quali n’ era-no «tfj- estratti da questo libro del Vasari,
come si raccoglie dalla Discrimini de'dise-gni suo gabinetto fatta con molta perizia,e intelligenza dal Sig. Pietro Mariette , cstampata in Parigi 1741.
2 Anche questa pittura non ci è più .
3 II Baldinucci Dee.;.del sce.2. a cart./<?.pone assolutamente Tommaso per figliuola diStefano .