Hvcnamico fa cen-tritio con un conia-dina di fargli »*» so»Cri tosano , e modod' eseguire /’ accordo .
elitre pitture di iuo-n amico .
Lavora in Cortonadiscesi, e Perugia .
92 Prima Parte.
cos. è molto piaciuta a S. Ecc. Illustrifs. e ad altri, che 1’ hanno ve.duta ; e da questo si può conoscere, quanto sia da far capitale delle inven-zioni , ed opere fatte da questi antichi , comechè così perfette nonsiano : ed in che modo utile , e comodo si posta trarre dalle cose loro ;avendoci egl: no aperta la via alle maraviglie » che insino a oggi si fonofatte , e si sanno tuttavia. Mentre che Liamo faceva questa opera,volendo un contadino , che Buonamico gli facesse un san Cristofano ,ne furono d’accordo in Firenze, e convennero per contratto in questomo io , che il prezzo suste otto fiorini, e la figura doveste esser dodicibraccia Andato dunque Buonamico alla chiesa » dove doveva fare ils. Cri tosano , trovò, che per non estere ella nè alta , nè lunga ssnon braccia nove , non poteva nè di fuori, nè di dentro accomodar-lo in modo, che bene stesse ; onde prese partito , perché non vi ca-piva ritto, di farlo dentro in chiesa a giacere : ma perché anco così nonvi entrava tutto» fu ne-editato rivolgerlo dalle ginocchia in giù nellafacciata di testa. Finita 1’ opera, il contadino non voleva in modo nes.fimo pagarla , anzi g-idando diceva d’ estèr assassinato. Perché andatala cola a gli ufficiali di grascia, su giudicato, sec ( ndo il contratto ,che Buonamico avesse ragione. A s. Giovanni fra l'arcore 1 era unapassione di Cristo di mano di Buonamico molto bella ; e fra l'altre co-se , che vi erano molto lodate , vi era un Giuda appiccato ad un albero»fatto con molto giudicio » e bella maniera • Similmente un vecchio, chesi soffiava il naso, era naturalissimo ; e le Marie dirotte nel pianto ave-vano arie » e modi tanto mesti » che meritavano, secondo queir età ,che non aveva ancora così facile il modo d’esprimere gli affètti dell’ani-mo col pennello » di estere grandemente lodate. Nella medesima facciaun santo Ivo di Brettagna» eh' aveva molte vedove» e pupilli ai piedi» erabuona figura : e due Angeli in aria » che lo coronavano » erano fatti condolcissima maniera . Questo edificio > e le pitture insieme furono get-tate per terra l’anno della guerra de! mille cinquecento venti nove .
, In Cortona ancora dipinse Buonamico per Messer Aldobrandinovescovo di quella città molte cose nel vescovado » e particolarmente lacappella, e tavola dell' altar maggiore . Ma perché nel rinnovare il pa-lazzo » e la chiesa andò ogni cosa per terra » non accade farne altr*menzione. In fan Francesco nondimeno» ed in santa Margherita dell*medesima città fono ancora alcune pitture di mano di Buonamico. DaCortona » andato di nuovo Buonamico in Afeli » nella chiesa di sotto disan Francesco dipinse a fresco tutta la cappella del cardinale EgidioAlvaro Spagnuolo ; e perché si portò molto bene, ne fu da elio cardina-le liberalmente riconosciuto. Finalmente » avendo Buonamico lavoratomolte pitture per tutta la Marca, nel tornarsene a Firenze si fermò inPerugia , e vi dipinse nella chiesa di s. Domenico in fresco la cappellade' Buontempi » facendo in està istorie della vita di z. Caterina ver-gine , e martire . E nel-
1 Vedi il £or°h. Orlg.di Firenze p.i 31. e il Marmi Delle terme di Firenze p. J7»