Vita di Buonamico Buffàim. 9^
E nella chiesa di s. Domenico vecchio dipinse in una facciata pur afresco, quando està Caterina figliuola del re Costa disputando convin-ce, e converte certi filosofi alla Fede di Cristo . E perché questa storiaè più bella , che alcune altre , che faceste Buonamico giammai, si puòdii e con verità } che egli avanzasse in questa opera se stesso. Da chemossi i Perugini ordinarono, secondo che scrive Franco Sacchetti 1 , Perugini fecero di-che dipignestse in piazza santo Ercolano vescovo, e protettore di quella pignere s. Ercolinocittà ; onde , convenuti del prezzo, su fatto nel luogo » dove si aveva a ve s cova dilla cittì.dipignere , una turata di tavole > e di ftuoje , perché non suste il mae-stro veduto dipignere ; e ciò fatto, mise mano ali' opera . Ma non pas-sarono dieci giorni, dimandando chiunque passava , quando sarebbecotale pittura finita, pensando che sì fatte cose si gettassimo in pre-telle , che la cosà venne a fastidio a Buonamico - Perché venuto alla fine Buonamico assediatadel lavoro, stracco da tanta importunità, deliberò seco medesimo vendi- dalla sollecitudinej,carsi dolcemente dell’impazienza di que’popoli, e gli venne fatto ; fi vendica
perché finita T opera , innanzi che la scopriste , la fece veder loro , e ne em m e *t rttci * •fu interamente soddisfatto . Ma volendo i Perugini levare subito laturata disse Buonamico , che per due giorni ancora la lasci assono stare ,perciocché voleva ritoccare a secco alcune cose : e così fu fatto. Buo-namico dunque salito in sol ponte, dove egli aveva fìtto al Santo unagran diadema d’ oro , e come in que' tempi si costumava, di rilievo conla calcina, gli fece una corona, ovvero ghirlanda intorno intorno alcapo tutta di lasche . E ciò fatto , una mattina , accordato l’oste , sene venne a Firenze . Onde paslàti due giorni, non vedendo i Perugini,siccome erano soliti, il dipintore andare attorno, domandarono s oste,che fosse di lui stato ; ed inteso che egli se n’ era a Firenze tornato,andarono subito a scoprire il lavoro ; e trovato il loro santo Ercolanocoronato solennemente di lasche, lo seciono intendere tostamente acoloro, che governavano ; i quali sebbene mandarono cavallari in_,fretta a cercare di Buonamico , tutto fu in vano , essendosene egli conmolta fretta a Firenze ritornato. Preso dunque partito di fare levare aun loro dipintore la corona di lasche, e rifare la diadema al Santo,dissono di Buonamico , e de gli altri Fiorentini, tutti que’ mali, chesi possono immaginare. Ritornato Buonamico a Firenze , e poco curan- Ritornato a strimidosi di cosa , che dicessimo i Perugini, attese a lavorare , e fare molte s* diversi lavori .opere , delle quali, per non esser più lungo, non accade far menzione.
Dirò solo questo, che avendo dipinto a Galcinaja una nostra Donna afresco col figliuolo in collo, colui, che gliele aveva fatta fare , in^cambio di pagarlo gli dava parole; onde Buonamico, che non era av-vezzo a essere fatto fare, né ad essere uccellato , pensò di valersene adogni modo. E così andato una mattina a Calcinaja , convertì il fanciul-lo, che aveva dipinto in braccio alla Vergine, con tinte senza colla,o tempera , ma fatte con l’acqua sola, in uno orsacchino ; la qual cosa
non
1 Franco Sacchetti boy. ltf 3»