97
VITA DI PIETRO CAVALLINI
PITTORE ROMANO.
Ss e n do già stata Roma molti secoli priva non solamen-te delle buone lettere , e della gloria dell’ armi , maeziandio di tutte le scienze , e buone arti ; come Diovolle, nacque in essa Pietro Cavallini in que' tempi,che Ciotto, avendo , si può dire , tornato in vita lapittura , teneva fra i pittori in Italia il principato .Costui dunque estèndo stato discepolo di Ciotto , e avendo con esso luilavorato nella nave di musàico in s. Piero , fu il primo, che dopo lui il-luminaste quest’ arte, e che cominciasse a mostrar di non essere stato inde-gno discepolo di tanto maestro , quando dipinse in Araceli sopra la portadella sagrestia alcune storie, che oggi sono consumate dal tempo, e ins. Maria di Trastevere moltissime cose colorite per tutta la chiesa infresco . Dopo lavorando alla cappella maggiore 1 di musàico , e nella fac-ciata dinanzi della chiesa , mostrò nel principio di cotale lavoro , senzaP aiuto di Ciotto, làper non meno essercitare, e condurre a fine il mu-saico , che aveste fàtto la pittura : facendo ancora nella chiese di s. Gri-sogono molte storie a fresco , s’ingegno farsi conoscer similmente perottimo discepolo di Ciotto , e per buono artefice . Parimente , pure inTrastevere, dipinse in s. Cecilia quasi tutta la chiese di sua mano, enella chiese di s. Francesco , appresto ripa, molte cose 2 . In s. Paolo poifuor di Roma se cela facciata, che v’èdi musaico, e perla nave delmezzo molte storie del Testamento vecchio . E lavorando nel capitolodel primo chiostro a fresco alcune cose , vi mise tanta diligenza, che neriportò dagli uomini di giudicio nome d’eccellentiss. maestro,e fu perciòda i prelati tanto favorito, che gli fecero dar a fare la facciata di s. Pierodi dentro fra le finestre, tra le quali fece di grandezza straordinaria , risopetto alle figure , che in quel tempo s' usavano , i quattro Evangelistilavorati a bonissimo fresco , e un s. Piero, e un s. Paolo , e in una navebuon numero di figure , nelle quali, per molto piacergli la maniera Gre-ca , la mescolò sempre con quella di Ciotto. E per dilettarsi di dare ri-lievo alle figure , si conosce , che usò in ciò tutto quello sforzo, chemaggiore può immaginarsi da uomo . Ma la migliore opera, che in quellacittà facesse , su nella detta chiese d’ Araceli sul Campidoglio, dovedipinse in fresco nella volta della tribuna maggiore la nostra Donna col
figliuolo in braccioTom.I.
circondata da un cerchio di Sole , ed a bastò Oc ta-bi viano
l Sono rimasi solo in piedi i mosaici della 2 Le pitture di Griibgono , e di s. Ceci*cappella maggiore , cioè della tribuna , che Ila anche else son perite , « quali tutte 1* altre,son quelli di figure piccole . Perché le figure che fece in Ruma .grandi in piedi poste nel concavo di ditta tri-buna > sono molto più antiche.
Fu discepolo diGiotte,e lavor» di musaico ,
Diversi lavori di pit-tura > e musaico ,
Lavoro in s. Fier»