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Tomo primo.
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J24 Prima Parte.

frati Ermini 1 i ss. Cosimo e Damiano , che spenti dal tempo , ancoressi oggi poco si veggono. E lavorò in fresco una cappella nel vecchios. Spirito di detta città , che poi nell’ incendio di quel tempio rovinò :ed in fresco sopra la porta principale della chiesa , la storia 2 della missio-ne dello Spirito s., e fu la piazza di detta chiesa per ire al canto alla Cu-culia , sul cantone del convento, quel tabernacolo, che ancora vi si vede,con la nostra Donna, ed altri Santi d’attorno , che tirano e nelle te-ste , e nell’ altre parti sorte alla maniera moderna : perché cercò varia-re , e cangiare le carnagioni, ed accompagnare nella varietà de’ colo-ri, e ne’panni con grazia , e giudizio tutte le figure . Costui medesi-mamente lavorò in s. Croce nella cappella di s. Silvestro l’istoria diCostantino con molta diligenza, avendo bellissime considerazioni ne igesti delle figure , e poi dietro a un ornamento di marmo , fatto per laRUratt» ti Benino sepoltura di Messer Bettino de’ Bardi, uomo stato in quel tempo inti’ Bardi. onorati gradi di milizia , fece esso Master Bettino di naturale armato ,

che elee d’ un sepolcro ginocchioni, chiamato col suono delle trombedel giudizio da due angeli, che in aria accompagnano un Cristo nellenuvole molto ben fatto . 11 medesimo in s. Pancrazio fece ali’ entrar del-la porta a man ritta un Cristo, che porta la croce , ed alcuni Santi ap-presso , che hanno espreslàmente la maniera di Giotto . Era in s. Gallo,il qual convento era fuor della porta, che si chiama dal suo nome , e furovinato per l’assedio , in un chiostro dipinta a fresco , una Pietà , del-la quale n’ è copia in s. Pancrazio già detto, in un pilastro accantoalla cappella maggiore. Lavorò a sreico in s. Maria Novella alla cappelladi s. Lorenzo de’ Giuochi, entrando in chiese per la porta a man de-stra , nella facciata dinnanzi, un s. Cosimo , e s. Damiano, ed in_.' Ognissanti un s. Cristofano , e un s. Giorgio, che dalla malignità del

tempo furono guasti, e rifatti da altri pittori, per ignoranza d’ unproposto poco di tal mestiere intendente • Nella detta chiese è di mano diTommaso rimalo salvo 1 1’arco , che è sopra la porta della sagrestia,nel quale è a fresco una nostra Donna col figliuolo in braccio , che è cosedottino acquistò buona per averla egli lavorata con diligenza . Mediante queste opere,molto nome . J avendosi acquistato tanto buon nome Giottino , imitando nel disegno ,e nelle invenzioni, come si è detto, il suo maestro, che si dicevaessere in lui lo spirito d’ esso Giotto, per la vivezza de’ colori, e per-la pratica del disegno ; sanno 1Z4Z-a' dì 2-di Luglio , quando dal po-polo su cacciato il duca d’ Atene , e che egli ebbe con giuramento re-fi* sfornato adipi, nunziata, e renduta la Signorìa, eia libertà a i Fiorentini ; fu forzatogliele per *'dispregio da i dodici Riformatori dello Stato , e particolarmente da i preghi dinella torre del Pode- Mfcsièr Agnolo Acciajuoli, allora grandissimo cittadino , che moltostà tn strenne diversi poteva disporre di lui ; dipignere per dispregio nella torre del pala-

htmu . gio

soletti .

, Oggi chiese di s. Basili», dove la fitta-la di Giottino è affatto perduta .a Questa istoria c stata imbustata »

3 Ora fon perduti eoa molte altre pit-ture qui sopra nominate , c che si nomineran-no appresto »