Vita di Agnolo Gaddi. izz
llui fra l’altre cose-su eccellente nel fare con bellissime arie i volti de’putti, delle femmine, e de’vecchi, come si può vedere nell’operelue, le quali furono imitate , e ritratte tutte da quel Piero da Perugiaminiatore, che miniò tutti i libri, che sono a Siena in duomo nella libre-ria di papa Pio, e che colorì in fresco praticamente . Fu anche disce-polo d’Agnolo, Michele da Milano » e Giovanni Gaddi suo fratello ,il quale nel chiostro di s. Spirito, dove sono gli archetti di Gaddo,e di Taddeo, fece la disputa di Cristo nel tempio con i dottori, lapurificazione della Vergine , la tentazione di Cristo nel diserto , edil battesimo di Giovanni, e finalmente estèndo in efpettazione grandis-sima , si morì. Imparò dal medesimo Agnolo la pittura Centrino diDrea Centrini, da Colle di Valdelsa , il quale, come astèz sonati istmodell’arte, feriste in un libro di sua mano i modi del lavorare a fresco,a tempera , a colla, ed a gomma, ed inoltre, come si minia, e co-me in tutti i modi si mette d’oro ; il qual libro è nelle mani di Giulia-no orefice Sanese eccellente maestro, ed amico di quest’arti. Enelprincipio di questo suo libro trattò della natura de’ colori, così minera-li , come di cave , secondo che imparò da Agnolo suo maestro, vo-lendo ( poiché forse non gli riuscì imparare a perfettamente dipignere )sapere almeno le maniere de’ colori, delle tempere, delle colle, edello ingeslâre , e da quali colori dove mo guardarci, come dannosinel mescolargli, ed insomma molti altri avvertimenti, de’quali nonsa bisogno ragionare, estèndo oggi notissime tutte quelle cose , checostui ebbe per gran segreti, e rarissime in que’ tempi. Non lascerò giàdi dire , che non fa menzione , e forse non dovevano estere in uso,d’ alcuni colori di cave, come terre roste seure , il cinabrese , e_,certi verdi in vetro . Si sono similmente ritrovate poi la terra d’om-bra , che è di cava , il giallo sento » gli sinalti a fresco, ed in olio:ed alcuni verdi, e gialli in vetro, de’ quali mancarono i pittori diquell’ età . Trattò finalmente de’ musaici, del macinare i colori a olio,perser campi rossi, azzurri, verdi, e d’altre maniere: e de’mor-denti per mettere d’oro, ma non già per figure . Oltre 1’opere,che costui lavorò in Fiorenza col seo maestro , è di sua mano sotto la log-gia dello spedale di Bonifazio Lupi , una nostra Donna con certi Santidi maniera sì colorita , eh’ ella si è insino a oggi molto bene conservata.Quésto Genuino nel primo capitolo di detto seo libro , parlando di sestesio, dice queste proprie parole : Genuino di Drea Genuini da Colledi Valdelsa sui informato in nella detra arte dodici anni da Agnolo diTaddeo da Firenze mio maestro, il quale imparò la detra arte daTaddeo seo padre ; il quale su battezzato da Giotto , e se suo diseepoloanni ventiquattro ; il quale Giotto rimutò 1’ arte del dipignere di Grecoin Latino, e ridustè al moderno , e l’ebbe certo più compiuta , che aves.se mai nestùno . Queste sono le proprie parole di Genuino , al quale par-ve , siccome sanno grandissimo benefizio quelli, che di Greco traducono
in
Stefana da VeroncLjdipinse perfettamente.
Pietro da Perugiaminiatore ^ e colon -tare a fresco .
Cannino scolaro d'A-gnoloscrisse un librodi pittura.
Lavori di Ccrminoper dodici anni scola-re di Agnolo.