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Tomo primo.
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î4* Prima Parte

gli atri della persona, ed in tutti i movimenti» facendo diverse voci, so-migliano con maravigliosa proprietà un coro di cantori. E in questa sto-ria è , secondo che si dice , il ritratto del .Bavero. Parimente i mi-racoli , che fece Panieri nelP estèr portato alla sepoltura » e quelli,che in un altro luogo fa » estèndo già in quella collocato nel duomo ,furono con grandissima diligenza dipinti da Antonio » che vi fece cie-chi , che ricevono la luce » rattratti » che riarmo la disposizione dellemembra » oppressi dal demonio, che sono liberasi » ed altri miracoli »espressi molto vivamente . Ma fra tutte 1’ altre figure » merita con mara-viglia estere considerato un idropico ; perciocché col viso secco > con lelabbra asciutte » e col corpo enfiato» e tal-» che non potrebbe più diquello » che sa questa pittura » mostrare un vivo la grandissima sete degsidropici » e gli altri effètti di quel male . Fu anche cola mirabile inque’ tempi una nave » che egli fece in quest’ opera , la quale essendo tra-vagliata dalla fortuna» suda quel Santo liberata; avendo in essa fattoprontissime tutte Fazioni de’marinari » e tutto quello » che in cotaliaccidenti » e travagli suol avvenire . Alcuni gettano > senza pensarvi »ali’ ingordissimo mare le care merci » con tanti sudori fàtigate : altricorre a provvedere il legno » che sdruce : ed infomma altri ad altri uf-fizj marinareschi» che tutti sarei troppo lungo a raccontare; basta»che tutti sono fatti con tanta vivezza » e bel modo » eh’ è una maravi-glia . In questo medesimo luogo » sotto la vita de’ lanti Padri dipinta daPietro Laurati Sanesè » fece Antonio il corpo del beato Oliverio insie-me con l’abate Panuzio » e molte cose della vita loro , in una casta fi-gurata di marmo » la qual figura è molto ben dipìnta. Infiamma tuttePitture d’Antonio Q} c j, e Antonio fece in Campo santo» sono tali » che uni-/4 eajrtjco ecce »- ver p a i mente , e d a g ran ragione » sono tenute le migliori di tutte quel-le » che da molti eccellenti maestri sono state in più tempi in quel luo-go lavorate ; perciocché oltre i particolari detti » egli lavorando ogni’B.ìtotcao-.ento a secco co f a a fresco , e non mai ritoccando alcuna cosa a secco, fu cagione , cheinvecchi* t ^->t« • p no a oxroi si sono in modo mantenute vive ne i colori, eh' elle poslò-„„, no , ammaestrando quegli dell arte , far loro conoscere» quanto il ritoc-

care le cose fatte a fresco , poiché sono secche , con altri colori, porti ,come si è detto nelle Teoriche » nocumento alle pitture, ed a i lavori,essendo cosa certissima , che gì’ invecchia » e non lascia purgargli daltempo » F estèr coperti di colori , che hanno altro corpo , essendo tem-perati con gomme » con draganti, con uova » con colla , o altra so-migliante cosa , che appanna quel di sotto , e non lascia , che il corsodel tempo , e P aria purghi quello, che è veramente lavorato a frescosulla calcina molle, come avverrebbe, se non fu stèro loro soprapposti altricolori a secco. Avendo Antonio finita quest’opera , che, come degna inverità d’ ogni lode, gli fu onoratamente pagata da’ Pisani, che poiAntonio tomo * fi- sempre molto P amarono, se ne tornò a Firenze ; dove a Novoli, fuorT divcrst luoghi ^ m della porta al Prato , dipinse in un tabernacolo a Giovanni degli Agli

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