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Tomo primo.
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Su* morti .

Trintipio dell* Com-pagni* dell’ arte dedipintori .

fine Jt tale instituto.

Governo di detteticompagnia ,

Jacopo dipinse V al-tare delia cappella de’pittori .

Pilori d' anni So, infrate vecchie .

Sue ritratto >

14^ Prima Parti.

fatto alcune pitture , carico d’anni si morì, ed in s. Felicita ebbe ono-rato sepolcro l’anno 1380.

Ma tornando a Jacopo > óltre alle cose dette, al tempo suo ebbeprincipio 1’ anno 1350. la Compagnia , e fraternità 1 de' Pittori : per-ché i maestri, che allora vivevano , così della vecchia maniera Greca ,come della nuova di Cimabue, ritrovandosi in gran numero , e consi-derando , che l’arti del discgpo avevano in Toscana , anzi in Fiorenzapropria avuto il loro rinascimento 3 crearono la detta Compagnia sotto ilnome , e protezione di s. Luca Evangelista, sì per rendere nell’ ora-torio di quella , lode > e grazie a Dio 3 e sì anco per trovarsi alcunavolta insieme , e sovvenire così nelle cose dell’ anima 3 come del cor-po 3 a chi, secondo i tempi, n' avesse di bisogno ; la qual cosa è ancoper molte arri in uso a Firenze, ma era molto più anticamente . Fu ilprimo loro oratorio la cappella maggiore dello spedale di s. Maria Nuo-va 3 il quale fu loro concedo dalla famiglia de' Portinari ; e quelli 3 cheprimi con titolo di capitani governarono la detta Compagnia 3 furonosei 3 ed inoltre due consiglieri , e due camarlinghi 5 come nel vecchiolibro di detta Compagnia , cominciato allora, si può vedere . Il primocapitolo del quale comincia così :

Questi capitoli , ed ordinamenti furono trovati , e fatti da buoni 3 ediscreti uomini delP arte de’ dipintori di Firenze , e al tempo di Lupo Gite-ci dipintore . Vanni Guazzi dipintore . Corfìno Buonajuti dipin‘ore . Pasqui-no Cenni dipintore • Segna d’ Antignano dipintore . Consiglieri furono Ber-nardo Daddi , e Jacopo dì Casentino dipintori . E camarlinghi ConsiglioGherardi , e Domenico Pucci dipintori .

Creata la detta compagnia in questo modo 3 di consènso de’capi-tani 3 e degli altri, fece Jacopo di Casentino la tavola della loro cappel-la 3 facendo in essa un s. Luca, che ritrae la nostra Donna in un quadro ,e nella predella da un Iato gli uomini della Compagnia 3 e dall’ altro tuttele donne ginocchioni . Da questo principio 3 quando ratinandosi 3 equando no 3 ha continuato questa Compagnia insino a che ella si è ri-dotta al termine 3 che ella è oggi 3 come si narra ne’nuovi capitoli diquella approvati dall’ Illustriamo signor Duca Cosimo 3 protettore beni-gniamo di queste arti del disegno .

Finalmente Jacopo 3 estèndo grave d’anni, e molto affaticato,se ne tornò in Cafèntino 3 e si morì in Prato vecchio d’anni 80. 2 ; esu sotterrato da’ parenti 3 e dagli amici in s. Agnolo 3 badia suor di Pratovecchio dell’ ordine di Camaldoli. Il sito ritratto era nel duomo vecchiodi mano di Spinello in una storia de’ Magi ; e della maniera del suo di-segnare n’ è saggio nel nostro libro. VITA

1 I.a storia della fondazione dì questa con- pignesse solamente sulle muraglie . L’ epitaffiofraternità , e i suoi capitoli antichi si trovano è il seguente :

distesamente riportati dal Saldin. Dee. 5. del fingere me do cult Gmìdus: componete piar* .set. a c. 47. Apte pingendo corporei doctus eram :

a Nella prima edizione del Vasari a c . 204. Vrompla maina suiti ée piRum est in f arietesi dice , che questo Jacopo morisse nel 1338. tantum

e che gli fosse fatto dopo la morte questo e pi- Ante : servai opus nulla tabella meum ,tasti 1, nel quale si ha la notizia , che egli di-