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Tomo primo.
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159
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Vita di Lippo Fiorentino. 159

mo Santo , molto ben composte , ed ingegnosamente ordinate ; dove storie ben compo-sra l’altre colè , è molto vivamente espresso un s. Giovanni, che fa ^ na ^ mmUmettere da s. Dionigi Areopagita la veste di le lteflT» sopra alcuni mor-ti , che nel nome di Gesù Cristo riarmo la vita con molta maravigliad’ alcuni, che presenti al fatto appena il credono a gli occhi loro mede-simi . Così anche nelle figure de’ morti si vede grandissimo artifizio inalcuni scorti, ne’ quali apertamente si dimostra, che Lippo conobbe,e tentò in parte alcune difficoltà dell' arte della pittura. Lippo mede-simamente su quegli, che dipinse i portelli nel tempio di s. Giovanni,cioè nel tabernacolo , dove sono gli angeli , ed il s. Giovanni di rilievodi mano d’ Andrea 1 , nei quali lavorò a tempera molto diligentementeistorie di s. Giovanni Batista . E perché si dilettò anco di lavorare di Lavori di musaico .musaico, nel detto s. Giovanni sopra la porta, che va alla Misericor-dir, fra le finestre fece un principio» che so tenuto bellissimo» eiamigliore opera di musàico » che in quel luogo fino allora solfe stata fatta ;e racconciò ancora alcune cose » pure di musaico » che in quel tempioerano guaste . Dipinse ancora suor di Fiorenza in s. Giovanni fra l’arcorafuor della porta a Faenza » che fu rovinato per 1 ’ allòdio di detta città »allato a una passione di Cristo fatta da Bufîàlmacco» molte figure a fresco»che furono tenute bellissime da chiunque le vide. Lavorò similmente a & gUre & foiajf m <ufresco in certi Ipedaletti della porta a Faenza , ed in s. Antonio dentro attitudini . e nuovaa detta porta» vicino allo spedale, certi poveri in diverse bellissime invenzione fatta conmaniere» e attitudini, e dentro nel chiostro fece con bella, e nuo-'va invenzione una visione , nella quale figurò , quando s. Antonio ve-de i lacci del Mondo , ed appresso a quelli la volontà , e gli appetiti de-gli uomini » che sono dall’ una, e dagli altri tirati alle cose diversedi questo Mondo ; il che tutto fece con molta considerazione , e giudi,zio. Lavorò ancora Lippo cose di musaico in molti luoghi d’Italia: e Altri lavori dima-ndila. parte Guelfa in Firenze fece una figura con la testa invetriata : ed /'*'"•in Pila ancora sono molte cose sue . Ma nondimeno si può dire , cheegli suste veramente infelice » poiché non solo la maggior parte dellefatiche sue sono oggi per terra, e nelle rovine dell’assedio di Fiorenzaandate in perdizione ; ma ancora per avere egli molto infelicementeterminato il corso degli anni suoi. Conciossiachè » essendo Lippo personalitigiosa, e che più amava la discordia, che la pace; per avere unamattina detto bruttissime parole a un suo avversàrio al tribunale dellaMercanzia » egli solfe una sera , che se ne tornava a casi , da colui appo-stato » e con un coltello di maniera ferito nel petto , che pochi giornidopo miseramente si morì. Furono le sue pitture circa il 1410.

Fu ne i medesimi tempi di Lippo in Bologna un altro pit- zìppo Valmasi pit-tore chiamato similmente Lippo Dalmasi, il quale so valente uomo, e tor Bolognese-, sue o.fra saltre cose dipinse , come si può vedere, in s. Petronio di Bolo- f e,tm

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1 Non so chi sia questo Andrei, se forse non delsec. a earr. S4. dice , che questi angioli’fosse Andrea filano , perché il £ald, Dee. 7. c il s, Gio. Barista erano di rilievo.