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Tomo primo.
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Prima Parte.

mo chiostro del detto monastero degli angeli nella cappella degli Albertia man ritta - In quel medesimo tempo , e forse prima, in s Trinità diFirenze, dipinse a fresco la cappella , eia tavola degli Ardinghelli ,che in quel tempo su molto lodata, dove fece di naturale il ritratto di

Dipinse in una favo- Dante, e del Petrarca . In 8. Piero maggiore dipinse la cappella de'la Dante , e ’l ?e- Fioravanti : ed in una cappella di 8. Piero Scheraggio dipinse la tavola ;

e nella detta chiesa di s. Trinità la cappella de' Bartolini. In s. Jacoposopra Arno 1 si vede anco una tavola di sua mano molto ben lavorata , econdotta con infinita diligenza, secondo la maniera di que’ tempi. Si-milmente nella Certosa suora di Fiorenza , dipinse alcune cole con buo-na pratica ; ed in s. Michele di Pisa, tuonaste rio dell’ ordine suo , al-cune tavole , che sono ragionevoli. Ed in Firenze nella chiesa de’ ro-miti , pur di Camaldoli, che oggi , essendo rovinata insieme col mo-nasterio , ha dilasciato solamente il nome a quella parte di là d’Arno,che dal nome di quel santo luogo si chiama Camaldoli , oltre a moltealtre cose , fece un Crocifisso in tavola, ed un s. Giovanni , che furono

sua infermità,e mor- tenuti bellissimi. Finalmente infermatosi d’ una postema cmiele 2 , che

lo tenne oppresso molti mesi , si morì d’anni 55 . e fu da’ suoi monaci ,

te .

come le sue virtù meritavano, onoratamente nel capitolo del loro mona-sterio sotterrato.

E perché spesso , come la sperienza ne dimostra, da un solo ger-me , col tempo , mediante lo studio , ed ingegno degli uomini, nesorgono molti ; nel detto monastero degli Angeli, dove sempre peraddietro attesero i monaci alla pittura, ed al disegno , non solo il dettoD. Lorenzo su eccellente in fra di loro ; ma vi fiorirono ancora per lun-go spazio di molti anni, e prima, e poi, uomini eccellenti nelle cosodel disegno. Onde non mi pare da passare in niun modo con silenzio un

Do» Jaeopo Fiorenti - s). Jacopo Fiorentino, che fu molto innanzi al detto D. Lorenzo , per-

nojcriciore m tenere ciocché , come fu ottimo , e coltumatillimo religiolo , così tu il miglior

scrittore di lettere grosse , che fosse prima » o sia stato poi, non solo inToscana, ma in tutta Europa , come chiaramente ne dimostrano , nonsolo i venti pezzi grandissimi di libri da coro, che egli lasciò nel suomonastero, che sono i più belli, quanto allo scritto, e maggiori, chesiano sorse in Italia ; ma infiniti altri ancora , che in Roma , e in Ve-nezia , ed in molti altri luoghi si ritrovano, e massimamente in s. Mi-chele , ed in s. Mattia di Murano , monastero della sua religioneCamaldolensc . Per le quali opere meritò questo buon padre , molti ,e molti anni poi , che fu passato a miglior vita , non pure , che D. Pau-so Orlandini, monaco dottissimo nel medesimo monastero, lo celebrasi,se con molti versi Latini ; ma che ancora suste , come è , la sua man de-stra > con che scrisse i detti libri, in un tabernacolo serbata con molta

vene-

1 Pur quella chiesa al principio di quello * Cagionata dall'appoggiare il petto , co-

le colo fu rifatta quasi di nuovo, salto i fonda- me dice il Vasari nella prima edizione a e, rid-iventi , e i muri maestri.