Vita di don Lorenzo. i 6 z
venerazione ; insieme con quella d’un altro monaco , chiamato D. Sil-vestro , il quale non meno eccellentemente , per quanto portò la con-dizione di que’ tempi, miniò i detti libri, che gli aveste scritto D. Ja-copo . Ed io, che molte volte gli ho veduti, resto maravigliato, chesustèro condotti con tanto disegno, e con tanta diligenza, in que’tem-pi , che tutte l’arti del disegno erano poco meno, che perdute ; per-ciocché furono l’opere di questi monaci intorno agli anni di nostra salu-te iz tzo. o poco prima, o poi, come in ciascuno di detti libri si ve-de . Dicesi , ed ancora alcuni vecchi se ne ricordano, che quando Pa-pa Leone X. venne a Firenze , egli volle vedere , e molto ben consi-derare i detti libri, ricordandosi avergli udito molto lodare al Mag. Lo-renzo de’ Medici suo padre ; e che poi , che gli ebbe con attenzioneguardati, ed ammirati, mentre stavano tutti aperti sopra le prosperedel coro , dille : Se sustèro secondo la chiesa Romana, e non , come so-no , secondo l'ordine monadico , ed uso di Camaldoli, ne vorremmoalcuni pezzi, dando giusta ricompensa ai monaci, per s. Piero di Ro-ma , dove già n’ erano , e forse ne sono due altri di mano de’ medesimimonaci, molto belli. Sono nel medesimo monasterio degli Angeli moltiricami antichi, lavorati con molto bella maniera, e con molto disegno,da i padri antichi di quel luogo, mentre stavano in perpetua clausura,con nome non di monaci , ma di romiti, senza uscir mai del mona-sterio , nella gusta che sanno le suore, e monache de’tempi nostri;la quale clausura durò insino ali’ anno 1470. Ma per tornare a D. Lo-renzo , insegnò costui a Francesco Fiorentino , il quale , dopo la mortesua fece il tabernacolo , che è in sul canto di s. Maria Novella in capoalla via della Scala per andare alla sala del Papa : e ad un altro discepo-lo , che fu Pisano , il quale dipinse nella chiesi, di s. Francesco di Pisialla cappella di Rutilio di ser Laccio Maggiolini, la nostra Donna, uns. Piero, s. Giovanni Batista , s. Francesco , e 5. Panieri, con tre sto-rie di figure piccole nella predella dell’altare . La qual’opera, chesu fatta 1 nel 1315. per cosi lavorata-a tempera , fu tenuta ragionevole.Nel nostro libro de’ disegni ho di mano di D. Lorenzo le virtù teolo-gice , fatte di chiaroscuro, con buon disegno, e bella , e graziosi ma-niera , intanto che sono peravventura migliori , che i disegni diqualsivoglia altro maestro di que’ tempi. Fu ragionevole dipintore , ne’tempi di D. Lorenzo, Antonio Vite da Pistoja, il qual dipinse , oltremolte altre cose, come s’è detto nello Starnina ; nel palazzo del Ceppodi Prato, la vita di Francesco di Marco, sondatore di quel luogo pio.
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1 Questo millesimo è errato , poiché poco cioè f 9. anni dopo quella del su» scolare . Ilsopra ka detto , che un' opera di D. Lorenzo Hald. Dee. j. delia parr. 1. del sec. j. a c.f%.maestro di quello Francesco fu fatta nel I4i}« dice a che questo Francesco fiori nel 1415.
D. Sìlvestr0 miniato-re opero con motta di-ligenza , 1 disegno ,
Considerazione diLeone X. sopra certilibri scritti da D.Ja-copo .
Ricami lavorati daaltri Monaci .
Discepoli di D. Lo-renzo, e loro pitture.
D. Lorenzo disegnodi bella , e graziosa
maniera .