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Tomo primo.
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PROEMIO

Uando io presi primieramente et descrivere queste vite ,mn fu mia intenzione , fare una nota delli artefici , eduno inventario , dirò così , dell’ opere loro ; ni giudicaimai degno fine di queste mie non so come belle , certo lun-ghe , e fastidiose fatiche , ritrovare il numero , ed i no-mi , e le patrie loro ; ed insegnare in che città ,, e in cheluogo appunto di effe fi trovarono al presente le loro pitture , o sculture , ofabbriche ; che questo io lo avrei potuto fare con una semplice tavola , senzainterporre in parte alcuna ilgiudicio mio . Ma vedendo , che gli Scrittori del-le istorie , quegli che per comune consenso hanno nome di avere scritto conmiglior giudicio , non solo non fi seno contentati di narrare semplicemente icast seguiti, ma con ogni diligenza , e con maggior curiosità , che hanno po-tuto , sono iti investigando i modi , e i mezzi , e le vie , che hanno usate ivalenti uomini nel maneggiare l’imprese : e finsi ingegnati di toccare gli er-rori ; ed appreso i bei colpi » e ripari , e partiti prudentemente qualchevoltaprest né'governi delle faccende ; e tutto quello insamma , che sagace-mente , o straccuratamente , con prudenza , o con pietà , o con magnanimitàhanno in effe operato ; come quelli , che conoscevano la istoria , estere veramentelo specchio della vita umana ; non per narrare asciuttamente i cast occorsia un principe , o d' una repubblica , ma per avvertire igiudizj , i consigli , ipartiti , ed i maneggi degli uomini , cagione poi delle felici , ed infeliciazioni ; il che è proprio l'anima dell’ istoria : e quello che in vero in-segna vivere , e sa gli uomini prudenti , e che appresto al piacere , che fi traedel vedere le cose passate , come presenti, è il vero fine di quella . Per la qualcosa , avendo io preso a scriver la istoria de' nobilissimi artefici per giovarali' arti , quanto patiscono le forze mie , ed appresto per onorarle , ho tenutoquanto io poteva , ad imitazione di cosi valenti uomini , il medesimo modo ;e mi sono ingegnato non solo di dire quel che hanno fatto , ma disegliere an-cora discernendo il meglio dal buono , e l’ottimo dal migliore ; e notare unpoco diligentemente i modi , le arie , le maniere , i tratti , e le fantasie de'pittori , e degli scultori ; investigando quanto più diligentemente ho saputo,di far conoscere a quegli , che quello per se flessi non sanno sire , le cause , ele radici delle maniere , e del miglioramento , e peggioramento delle arti ,accaduto in diversi tempi , e in diverse persone . E perché nel principio diqueste vite , io parlai della nobiltà , ed antichità di este arti , quanto a que-sto proposito fi richiedeva ; lasciando da parte molte cose , di che io mi sareipotuto servire, di Plinio , e d’ altri autori » se io non avessi voluto , contra lacredenza sorse di molti , lasciar libero a ciascheduno il vedere le altrui fan-tasìe ne' proprj fonti ; mi pare , che e' fi convenga fare al presente quel-lo, che fuggendo il tedio , e la lunghezza , mortal nemica della attenzione ,non mi su lecito fare allora , cioè aprire più diligentemente l'animo , e in-tenzione

Autore non ha vela-to fare un inventa-rio de gli artefici , eloro «pere .

Ma imitare gli ino-rici, per giovare allearti^efar conoscere lamaniera , l'augmen-to,e'l decremento del-ie arti .