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Tomo primo.
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Statue di pietra cottafatta in sua gioven-tù .

Statue nella Pieve,ins. Antonio, e nello spe-date .

190 Seconda Parte.

buona grazia , e ragionevole maniera . E per quanto si vede aveva,quando fece queste opere , già fatto in sua giovanezza sopra la portadel vescovado tre figure grandi di terra cotta , che oggi sono ingran parte state consumate dal ghiaccio : siccome è ancora un s. Luca dimacigno stato fatto dal medesimo , mentre era giovanetto, e postonella facciata del detto vescovado . Fece similmente in Pieve , allacappella di s. Biagio j la figura di detto Santo di terracotta, bellissi-ma : e nella chiesa di s. Antonio, lo stessi) Santo pur di rilievo , e diterra cotta : ed un altro Santo a sedere sopra la porta dello spedale didetto luogo - Mentre faceva queste , ed alcune altre opere simili, ro-Sistora le muraglie vinando per un terremoto le mura del Borgo a san Sepolcro, fu man-di borgo s. sepolcro . dato per Niccolò , acciocché faceste , siccome fece , con buon giudizioil disegno di quella muraglia, che riuscì molto meglio, e più forte,che la prima. E così, continuando di lavorare quando in Arezzo,quando ne’ luoghi convicini, si stava Niccolò assai quietamente , edagiato nella patria . Quando la guerra , capitai nimica di queste arti ,fu cagione, che se ne partì ; perché estèndo cacciati da Pietramala ifigliuoli di Piero Saccone , ed il castello rovinato insino a i fondamenti,era la città d’Arezzo, ed il Contado tutto sottosopra; perciò dunquepartitosi di quel paese Niccolò , se ne venne a Firenze , dove altrevolte aveva lavorato : e foce per gli operaj di s. Maria del Fiore unastatua di braccia quattro di marmo, che poi fu posta alla porta principaledi quel tempio a man manca . Nella quale statua , che è un Vangelistaa sedere 1 , mostrò Niccolò d’ essere veramente valente scultore , e nefu molto lodato, non si estèndo veduto insino alloia , come si vide poi,alcuna cosa migliore tutta tonda di rilievo . Estèndo poi condotto aRoma di ordine di Papa Bonifazio IX. fortificò , e diede miglior formaa cartel s. Angiolo , come migliore di tutti gli architetti del sito tempo.E ritornato a Firenze , fece in sol canto d’ Orsanmichele, che è versoF Arte della lana , per i maestri di Zecca , due figurette di marmo nelpilastro sopra la nicchia , dove è oggi il s. Matteo , che fu fatto poi ;le quali furono tanto ben fatte , ed in modo accomodate sopra la cimadi quel tabernacolo , che furono allora, e sono state sempre poi moltolodate ; e parve , che in quelle avanzaste Niccolò se stesso, «on avendomai fatto cosa migliore. Insomma elleno sono tali, che possono stareappetto ad ogni altra opera simile , onde n’ acquistò tanto credito, chemeritò estere nel numero di coloro , che furono in considerazione perfare le porte di bronzo di s-Giovanni ; sebbene , fatto il saggio, rimale adietro, e furono allogate, come si dirà al soo luogo, ad altri. Dopoqueste cose , andatosene Niccolò a Milano , su fatto capo ne 11’Opera delduomo di quella città , e vi fece alcune cose di marmo, che piacqueropur assai. Finalmente, estèndo da gli Aretini richiamato alla patria ,perché facesse un tabernacolo pe ’l fàgramento ; nel tornarsene , gli fu

forza

lima da Aretto aVirente .

Statua nella facciatadi s,Maria del fiore .

In Roma riforma ca-stel 3.Angiolo .

Torna a Virente , efa due statue .

Va il faggio delle por-te di brenta di fanCiovannni .

In Mtiano e fatto ca-po nella fabrica delduomo ,

1 Fu poi polla quella statua a uno degli altari delie tribune .