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Tomo primo.
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191
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Vita di Niccolò Aretino. 191

forza fermarsi in Eologna , e fare nel convento de’ frati minori la fepol- & e i p^r p er Bolo.tura di Papa Alesîàndro V., che in quella città aveva finito il corso de gn» fi u fepoitur*gli anni suoi . E come che egli molto ricusasse quel!’ opera , non di Alessandro v.potette però non condefcendere a i prieghi di Messer Lionardo BruniAretino, che era stato molto favorito segretario di quel Pontefice.

Fece dunque Niccolò il detto sepolcro , evi ritrasse quel Papa di natu-rale . Ben è vero, che per la incomodità de’ marmi, ed altre pietrefu fatto il sepolcro » e gli ornamenti di stucchi, e di pietre cotte , eUmilmente la statua del Papa sopra la cassa , la quale è posta dietro alcoro della detta chiese. La quale opera finita , si ammalò Niccolò grave- ’ * itt î y ‘ r

mente; e poco appresso si morì d’anni 67. e fu nella medesima chiesasotterrato Panno 1417. 1 Ed il suo ritratto fu fatto da Galasso Ferrarese Galasso Ferrarese fisuo amicissimo, il quale dipigneva a que’ tempi in Bologna a concor- i ^ i>01ttr * n * ‘renza di Jacopo, e Simone pittori Bolognesi , e d’ un Cristoseno, nonso se Ferrarese , o, come altri dicono, da Modena . I quali tutti dipin-sero in una chiese, detta la Case di mezzo, fuor della porta di s. Mam-molo , molte cose a fresco. Cristoseno fece da una banda, da cheDio fa Adamo insino alla morte di Morie : e Simone , e Jacopo trentastorie , da che nasce Cristo insino alia cena, che fece con i discepoli.

E Galasso poi fece la passione , come si vede al nome di ciascuno, che pitture di Gelasse , evi è scritto da basso . E queste pitture furono fatte P anno 1404. Dopo /•stri.le quali, fu dipinto il resto della chiesa da altri maestri di storie diDavitte assei pulitamente- E nel vero queste così fatte pitture nonsono tenute se non a ragione, in molta stima da i Bolognesi, sì perché ,come vecchie sono ragionevoli : e sì perché il lavoro, essendosi mante-nuto fresco, e vivace ; merita molta lode. Dicono alcuni, che il dettoGalasso lavorò anco a olio, essendo vecchissimo, ma io né in Ferrara,né in altro luogo ho trovato altri lavori di suo, che a fresco. Fu disce-polo di Galasso Gofmè, che dipinse in s. Domenico di Ferrara una cap.pel la, e gli sportelli, che serrano P organo del duomo, e molte altrecose , che sono migliori, che non furono le pitture di Galasso suo mae-stro . Fu Niccolò buon disegnatore , come si può vedere nel nostro li- ^ j» molt .bro , dove è di sua mano uno Evangelista , e tre teste di cavallo dise- ne i disegnare.gnate bene assetto.

VITA

1 Nella prima edizione il Vasari a e. 141. et qui ; ma bisogni , che ci sia errore ne*dice « che campò 06 . anni, e che le sue pit- numeri , oche il Vasari trovaste dopo pii»ture furano nel 141P. il che sarebbe due anni certe notiate.dopo la sua morte » secondo quello , che di»