VITA DI NANN
D' ANTONIO DI BANCO
SCULTORE FIORENTINO.
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I
Anni d’Antonio di Banco» il quale, come sii affisiricco di patrimonio , così non fu bastò al tutto di lin-gue , dilettandosi della scultura , non solamente nonsi vergognò d'impararla , e dj esercitarla ; ma se lotenne a gloria non picciola , e vi fece dentro tal frut-to , che la sua fama durerà sempre : e tanto più saràcelebrata, quanto si sopra, che egli attese a questa nobile arte non-,per bisogno, ma per vero amore di està virtù. Costui , il quale su Visus ele di Venate.uno de’diseepoli di Donato ; sebbene è da me posto innanzi al maestro »perché morì molto innanzi a lui; fu persona alquanto tardetta, ma •
modesta , umile , e benigna nella conversazione. E’ di sua mano in_
Fiorenza ils. Filippo di marmo, che è in un pilastro di fuori dell' ora- Ltâ» dit**rmein
torio d’Orsonmichele ; la quale opera fu da prima allogata a Donato •
dall’ arte de’ calzolai : e poi per non estere stati con esso lui d’accordo
del prezzo, riallogata , quasi per sor dispetto a Donato, a Nanni ; il
quale promise , che si piglerebbe quel pagamento , e non altro, che
eisi gli darebbono . Ma la bisogna non andò così , perché finita so
statua , e condotta al suo luogo, domandò dell’ opera sua molto mag- prezzo della /tatù*
gior prezzo , che non aveva fatto da principio Donato ; perché rimesta giudicate da venate
la stima di quella dall’una parte, e l’altra in Donato ; credevano al .
fermo i consoli di quel? arte, che egli per invidia, non l’ avendo
fatta, so stimaste molto meno, che s’ella soste sua opera • Ma rimasero
dalla loro credenza ingannati, perciocché Donato giudicò» che a__.
Nanni suste molto più pagata so statua, che egli non aveva chiesto. Alqual giudizio non volendo in modo niuno starsene i consoli, gridandodicevano a Donato : Perché tu, che facevi questa opera per minor.prezzo, la stimi più estèndo di man d’un altro » e ci strigni a darglie-ne più , che egli stellò non chiede ? E pur conosci » siccome noi altrici socciamo, eh’ ella farebbe dalle tue mani uscita molto migliore.
Rispose Donato ridendo : Questo buon uomo non è nell’ arte quello »che sono io, e dura nel lavorare molto più fatica di tne ; però siete.forzati volendo sodisfarlo» come uomini giusti, che mi parete, pagar-lo del tempo, che vi ha speso : e così ebbe effètto il lodo di Donato •nel quale n’ avevano sotto compromesso d’ accordo ambe le parti. Que-sta opera poso affili bene, e ha buona grazia , e vivezza nella testa. Ipanni non sono crudi, e non sono se non bene in dosso alla figura;accomodati . Sotto questa nicchia fono in un’ altra » quattro Santi
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