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Tomo primo.
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Vita di Luca dalla Robbia. igp

ft non adagio. E per tacere de’ pittori, fra i poeti fi dice , che il re-verendiifimo , e dottissimo Bembo penò talora a far un sonetto moltimesi , e sorse anni, se a coloro fi può credere > che 1’ affermano j ilche noti è gran fatto » che avvenga alcuna volta ad alcuni uomini dellenostre arti. Ma per lo più é la regola in contrario, come si è detto disopra, comechè il volgo migliore giudichi una certa delicatezza-,esteriore» ed apparente » che poi manca nelle cose essenziali » ricoper-te dalla diligenza ; che il buono fatto con ragione , e giudizio, manon così di fuori ripulito » e lisciato . Ma per tornare a Loca, finitak detta opera, che piacque molto, gli fu allogata la porta di bronzodella detta sagrestia » la quale scompartì in dieci quadri, cioè in_,cinque per parte, con sàie in ogni quadratura delle cantonate nel?Ornamento una testa d’uomo : ed in ciascuna testa variò » facendovigiovani, vecchi, di mezza età » e chi con la barba, e chi raso » ed in-somma in diversi modi tutti belli in quei genere ; onde il telajo diquel? opera ne restò ornatissìmo . Nelle storie poi de’ quadri fece , percominciarmi di sopra » la Madonna col Figliuolo in braccio con bel-liilìma grazia^ e nel?altro Gesù Cristo, che esce del sepolcro. Disotto a questi in ciascuno de i primi quattro quadri è una figura , cioèun evangelista : e sotto questi » i quattro dottori della chiesa , che invarie attitudini scrivono. E tutto questo lavoro è tanto pulito» e—netto , che è una maraviglia , e fa conoscere , che molto giovò a Lucaessere stato orefice . Ma perché, fatto egli conto dopo queste operedi quanto gli susse venuto nelle mani, e del tempo , che in farle avevaspeso, conobbe, che pochissimo aveva avanzato, e che la fatica erafiata grandissima ; si risolvette di lasciare il marmo , ed il bronzo, evedere» se maggior frutto potesse altronde cavare . Perché considerando,che la terra si lavorava agevolmente, e con poca fatica, e che mancavasolo trovare un modo , mediante il quale ? opere » che di quella si fa-cevano , si potessimo lungo tempo conservare , andò tanto ghiribiz-zando » che trovò modo da difenderle dal? ingiurie del tempo ; perchédopo avere molte cose efperimentato, trovò » che il dar loro una co-perta d’invetriato addosso , fatto con stagno, terraghetta » antimonio,ed altri minerali, e misture cotte al fuoco d’una fornace a posta,faceva benissimo questo effètto » e faceva ? opere di terra quasi eterne.Del quale modo di fare, come quelli, che ne fu inventore » riportò lodegrandissima» eglieneaveranno obbligo tutti i secoli, che verranno.Estèndagli dunque riuscito in ciò tutto quello, che desiderava » volle,che le prime opere sosterò quelle, che sono nel? arco» che è sopra laporta di bronzo, che egli sotto ? organo di s-Maria del Fiore avevaCitte per là sagrestia, nella quale fece una resurrezione di Cristo ramòbella in quel tempo » che posta so, so, come cosà veramente rara,ammirata. Da che mossi i detti operaj , vollono, che? arco della por-ta deli’ altra sagrestia » dove aveva fatto Donàteilo i’ ornamento di

quei?

Luca fic una (iuta

di brente.

Lascia il marma , e’l iran*.» . t lavar*statue di terra .

Inventa una misturada coprirle , perchepano durevoli, ile sala prova in aleune .>statue, ed ì ammiratal'operax.ione .