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Tomo primo.
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Vita di Luca della Rosbia. sor

donna , ed alcuni angeli, che sono tenuti bellissimi. E nel Capitolosimilmente di s. Croce , fatto dalla famiglia de' Pazzi » e d’ ordinedi Pippo di sor Brunellefco, fece tutti gì’ invetriati di figure , chedentro , e fuori vi si veggono • Ed in lipagna , si dice , che mandòLuca al re alcune figure di tondo rilievo molto belle, insieme conalcuni lavori di marmo per Napoli . Ancora fece in Firenze la se-poltura di marmo ali’ Infante fratello del Duca di Calavria con moltiornamenti d’ invetriati, ajutato da Agostino suo fratello .

Dopo le quali cose cercò Luca di trovare il modo di dipignerele figure , e le storie in sul piano di terra cotta per dar vita allepitture , e ne fece sperimento in un tondo , che è sopra il tabernacolode’ quattro Santi intorno a Orfanmichele , nel piano del quale lecein cinque luoghi gì’ istrumenti , ed insegne dell' arti de’ Fabbricanti,con ornamenti bellissimi. E due altri tondi fece nel medesimo luogodi rilievo, in uno per 1’ arte de gli speziali una nostra Donna , enelP altro per la mercatanzia un giglio sopra una balla , che ha_jintorno un festone di frutti, e foglie di varie sorte , tanto ben fatte ,che pajono naturali, e non di terra cotta dipinta . Fece ancora perMesser Benozzo Federighi» vescovo di Fiesole , nella chiesa di s. Bran-cazio una sepoltura di marmo : e sopra quella esso Federico a giacereritratto di naturale, e tre altre mezze figure . E nell’ ornamento de’pilastri di quell’ opera dipinse nel piano certi festoni a mazzi di frutti,e foglie sì vive , e naturali, che col pennello in tavola non si farebbealtrimenti a olio : ed in vero questa opera è maravigliosa , e rarissima»avendo in essa Luca fatto i lumi, e l’ombre tanto bene , che nonpare quasi , che a fuoco ciò sia possibile . E se questo artefice suste vi-vuto più lungamente , che non fece , si sarebbono anco vedute mag-giori cose uscir? delle soe mani ; perché, poco prima che moriste,aveva cominciato a fare storie , e figure dipinte in piano , delle qualividi già io alcuni pezzi in casa sua, che mi fanno credere, che ciògli farebbe agevolmente riuscito, se la morte , che quasi sempre rapi-sce i migliori, quando sono per fare qualche giovamento al Mondo ,non 1’ aveste levato prima , che bisogno non era , di vita.

Rimase , dopo Luca , Ottaviano , ed Agostino suoi fratelli, e_»d’ Agostino nacque un altro Luca , che fu ne’ suoi tempi litteratissimo.Agostino dunque, seguitando dopo Luca l’arte , foce in Perugia 1 ’ an-no 1461. la facciata di s. Bernardino» e dentrovi tre storie dibassorilievo » e quattro figure tonde molto ben condotte » e con delicatamaniera . Ed in questa opera pose il suo nome con queste parole : au-

GUSTINI FLOKENTINI LAPICIDA .

Della medesima somiglia Andrea » nipote di Luca» lavorò di mar-mo benissimo » come si vede nella cappella di s. Maria delle Graziefuor d’Arezzo» dove per la comunità fece in un grande ornamentodi marmo molte sigarette e tonde » e di mezzo rilievo : in un orna-lo»,./. C c mento»

Inventa il modo disur figure diterrcutfotta sul piano.

K« fa prova in untabernacolo, e in duealtri tendi di rilie-vo .

Sepoltura di marmoal vescovo di Fiesole.

Sua morte.

Rimangono i fratelli.

Agostino lavora inPerugia .

Andrea nipote di Lu-ca lavora benijjimodi marino .