Vita di Lorenzo Ghibertt. 213
segno , maneggiava qualche volta colori, ed alcun’ altra gettava figu-rone piccole di bronzo j e le finiva con molta grazia . Dilettosi! ancodi contraffare i conj delle medaglie antiche : e di naturale nel suo tem-po ritraile molti suoi amici. E mentre egli con Bartoluccio lavorandocercava acquistare in quella professione » venne in fiorenza la pesteTanno 1400. secondo che racconta egli medesimo in un libro di suamano 3 dove ragiona delle cose dell’arte 5 il quale è apprestò al R. M.Cosimo Bartoli gentiluomo Fiorentino 1 . Alla quale peste aggiuntesialcune discordie civili, ed altri travagli della città } gli su forza partirsi,ed andarsene in compagnia d’ un altro pittore in Romagna ; dove inArimini dipinsero al signor Pandolso Malatesti una camera , e moltialtri lavori, che da lui furono con diligenza finiti, e con sodisfazionedi quel signore, che ancora giovanetto si dilettava asta! delle cose_»del disegno ; non restando perciò in quel mentre Lorenzo di studiarele colè del disegno, nè di lavorare di rilievo cera, stucchi, ed al-tre cose simili 3 conoscendo egli molto bene 3 che si fatti rilievi pic-coli fono il disegnare degli scultori, e che senza cotale disegno nonfi può da loro condurre alcuna cosa a perfezione . Ora non estèndo statomolto suor della patria, cessò la pestilenza ; onde la signoria di Fi-renze , e T arte de’ mercatanti deliberarono ( avendo in quel tempo lascultura gli artefici suoi in eccellenza 3 così forestieri come Fiorentini )che si dovesse 3 come si era già molte volte ragionato 3 fare T altre dueporte di s. Giovanni , tempio antichissimo , e principale di quella cit-tà . E ordinato stadi loro 3 che si facesse intendere a tutti i maestri,che erano tenuti migliori in Italia , che comparissino in Fiorenza perfare esperimento di loro in una mostra d’una storia di bronzo , similea una di quelle 3 che già Andrea Pisano aveva fatto nella prima porta ;su scritto questa deliberazione da Bartoluccio a Lorenzo, eh’in Peseròlavorava 3 confortandolo a tornare a Fiorenza a dar saggio di se ; chequesta era una occasione da farsi conoscere, e da mostrare Tingeanosuo ; olirà che e’ ne trarrebbe sì fatto utile, che nè T uno 3 nè T altroarebbono mai più bisogno di lavorare pere 2 . Mossero T animo di Lo-renzo le parole di Bartoluccio , di maniera che , quantunque il SignorPandolso > ed il pittore , e tutta la sua Corte , gli facessino carezzegrandissime 3 prese Lorenzo da quel Signore licenza, e dal pittore; iquali pur con fatica 3 e dispiacere loro lo lasciaron partire , non gio-vando nè promesse, nè accrescere provvisione : parendo a Lorenzoognora mille anni di tornare a Firenze. Partitosi dunque, felicementealla sua patria si ridusse . Erano già comparsi molti forestieri , e fattosiconoscere a’ consoli delTarte ; da’ quali furono eletti di tutto il nume-ro sette maestri, tre Fiorentini 3 e gli altri Toscani ; e su ordinatoloro una provvisione di danari, e che fra un anno ciascuno dovesse aver
finito
Vernin ritrattan me-daglie .
Va a 'Rimini.
Verte di s Giovanni ,t modelli in center-wtia scaltri .
1 Celebre letterato, cbe ha trodotto fn dell’architettura , e fatte altre fatiche lettelingua Toscana 1 ’ opera di Lion Batista Alberti raric. 2 sere, qui sorse vale orecchici ..