214 Seconda Parte
finito nna storia di bronzo della medesima grandezza, eh’erano quelledella prima porta, per saggio. Ed dessero , che dentro si facesse lastoria quando Abraam sacrifica Isaac suo figliuolo ; nella quale pen-sarono dovere avere i detti maestri che mostrare , quanto alle diffi-coltà dell’arte, per essere storia, che ci va dentro paesi, ignudi»vestiti , ed animali : e si potevano far le prime figure di rilievo » e leseconde di mezzo , e le terze di basso . Furono i concorrenti di questaopera Filippo di ser Brunellesco , Donato, e Lorenzo di BartoluccioFiorentini, e Jacopo dalla Quercia bande , e Niccolò d’Arezzo suocreato, Francesco di Valdambrina , e Simone da Colle detto de’ bron-zi » i quali tutti dinanzi a’ consoli promesselo dare condotta la storianel detto tempo. E ciascuno alla sua dato principio, con ogni studio »e diligenza mettevano ogni lor forza , e sapere per passare d’eccellenzaI’un l’altro, tenendo nascoso quel, che facevano segretissimamente,per non raffrontare nelle cose medesime. Solo Lorenzo, che avevaBartoluccio , che lo guidava , e gli faceva far fatiche » e molti model-li , innanzi che si risolvessimo di metterne in opera nessuno , di continuomenava i cittadini a vedere , e talora i forestieri , che passavano » leintendevano del mestiere, per sentire 1’ animo loro, i quali pareri fu-ron cagione, eh’ egli condusse un modello molto ben lavorato, e senzanessun difetto. E così fatte le forme, e gittatolo di bronzo, vennebenissimo ; onde egli con Bartoluccio suo padre lo rinettò con amo-re , e pazienza tale , che non si poteva condurre , nè finire meglio • Evenuto il tempo , che si aveva a vedere a paragone , su la sua , e lealtre di que’ maestri finite del tutto , e date a giudizio dell’ arte de’mercatanti. Perché vedute tutte da i consoli, e da molti altri cittadi-ni » furono diversi i pareri , che si fecero sopra di ciò . Erano concorsiin Firenze molti forestieri, parte pittori, e parte scultori, ed alcuniorefici, i quali furono chiamati da i consoli a dover dar giudizio diqueste opere insieme con gli altri di quel mestiere , che abitavano inFiorenza• Il qual numero sudi 34. persone , e ciascuno nella sua arteperitissimo. E quantunque fossimo in fra di loro differenti di parere ,piacendo a chi la maniera di uno , a chi quella di un altro , si accorda-vano nondimeno , che Filippo di ser Brunellesco , e Lorenzo di Bar-toluccio avessimo , e meglio , e più copiosa di figure migliori, com-posta , e finita la storia loro , che non aveva fatto Donato la foa, an-cora che anco in quella fosse gran disegno. In quella di Jacopo dallaQuercia erano le figure buone , ma non avevano finezza, sebbene eranofatte con disegno » e diligenza. L’ opera di Francesco di Valdambrinaaveva buone teste , ed era ben rinetta , ma era nel componimento con-fusa . Quella di Simon da Colle era un bel getto, perché ciò fare erasua arte , ma non aveva molto disegno . Il saggio di Niccolò d’Arezzo,che era fatto con buona pratica , aveva le figure tozze , ed era mal smet-to . Solo quella storia , che per fàggio fece Lorenzo, la quale ancora
si vede