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Tomo primo.
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lettone- d' ero se 'lpiviale di Papa Mar-tino .

Mitra del medesimo »

Papa ‘Eugenio gli fafar* una mitra d'oro .

Tenta porta di fron-te di j. Giovanni .

220 Seconda Parte

attorno a quella j chesisusse la bontà? e perfezione del cavo in quellapietra . La quale opera fu cagione , eh’ egli d'oro, e d' argento lavo-rasse molte altre cose, che oggi non si ritrovono . Fece d’ oro medesi-mamente a Papa Martino un bottone , eh’ egli teneva nel piviale, configure tonde di rilievo , e fra else , gioje di grandissimo prezzo , colàmolto eccellente. E così una mitra maravigliosiffima di fogliami d’orostraforati > e fra essi molte figure piccole tutte tonde, che furono tenutebellissime . E ne acquistò , olirà il nome , utilità grande dalla liberalitàdi quel Pontefice. Venne in Fiorenza fanno 1439. Papa Eugenio 1 , perunire la chiese Greca colla Romana, dove si seee il concilio: e vistoP opere di Lorenzo, e piaciutogli non manco la presenza sita , che sifacessino quelle, gli fece fare una mitra d'oro di peso di libbre quindici,e le perle di libbre cinque e mezzo , le quali erano stimate con le giojein està legate, trentamila ducati d’ oro . Dicono, che in detta operaerano lei perle , come nocciuole avellane ; e non si può immaginare ,secondo che s’è visto poi in un disegno di quella ? le più belle bizzar-rie di legami nelle gioje > e nella varietà di molti putti » e altre figure ,che servivano a molti varj » e graziati ornamenti; della quale ricevetteinfinite grazie e perse, e per gli amici da quel Pontefice, oltrailprimo pagamento. Aveva Fiorenza ricevute tante lode peri’ opere_>eccellenti di questo ingegnosissimo artefice, che e’ fu deliberato da’ con-soli dell’ arte de’ mercatanti di fargli allogazione della terza porta dis. Giovanni di metallo medesimamente’. E quantunque quella > cheprima aveva fatta, l’svelse d’ordine loro seguitata , e condotta conP ornamento » che segue intorno alle figure, e che fascia il telajo di tuttele porte, simile a quello d’Andrea Pisano ; visto quanto Lorenzo 1 ’ ave-va avanzato, risolverono i consoli a mutare la porta di mezzo , dove eraquella d’ Andrea, e metterla ali’ altra porta , eh’ è dirimpetto alla Mi-sericordia ; e che Lorenzo facesse quella di nuovo, per porsi nel mezzo,giudicando, eh’egli aveste a fare tutto quello sforzo, che egli potevamaggior in quell’arte • E se gli rimestòno nelle braccia, dicendo, chegli davano licenza , che e’ faceste in quel modo , che voleva , o che pen-saste 1 che ella tornaste più ornata, più ricca, più perfetta, e più bella, chepotesse , o sapesse immaginarsi ; nè guardaste a tempo, nè a spese , ac-ciocché , cosi com’ egli aveva superato gli altri statuarj per insino allora,superasse , e vincesse tutte l’altre opere lue.

Cominciò Lorenzo detta opera , mettendovi tutto quel sapere mag-giore , eh’ egli poteva : e così scompartì detta porta in dieci quadri , cin-que per parte , che rimasene i vani delle storie un braccio ed un ter-zo , e attorno per ornamento del telajo, che ricigne le storie, sononicchie in quella parte ritte, e piene di figure quasi tonde , il numerodelle quali è venti , e tutte bellissime ; come un Sansone ignudo , che

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» Propriamente Udì *7-di Gennajo 14»!. secondo il computo Fiorentino di Pici tempottioc » Firenze Eugenio IV.