Hit rutto di s.Xernar-dino nel duomo 'vec-chio .
Cofpelletts fuori delduomo .
La -maggior fatitidelle sue estri è per-duti .
232 Seconda Parte
Vita di Luca della Robbia » e di Andrea suo nipote» e come si dirà dimano in mano nelle vite di coloro, l’opere de’ quali adornano quelsanto luogo - 'Parri non molto dopo , per la devozione» che aveva inquel santo uomo » ritrasse il detto s. Bernardino a fresco in un pilastrogrande del duomo vecchio : nel qual luogo dipinse ancor in una cappelladedicata al medesimo» quel Santo glorificato in cielo» e circondato dauna legione d' angeli » con tre mezze figure » due dalle bande » cheerano la Pacienza » e la Povertà , ed una sopra » eh’ era la Castità , lequali tre virtù ebbe in sua compagnia quel Santo insino alla morte.Sotto i piedi aveva alcune mitri e da vescovi» e cappelli da cardinali »per dimostrare » che facendosi beffe del Mondo» aveva cotali dignitàdispregiate . E sotto a queste pitture era ritratta la città d’Arezzo nelmodo, eh’ ella in que’ tempi si trovava. Fece similmente Parri suordel duomo » per la compagnia della Nunziata » in una cappelletti »ovvero maestà 1 in fresco la nostra Donna » che annunziata dalf angelo »per lo spavento tutta fi torce . E nel cielo della volta » che è a crociere ,fece in ogni angolo due angeli » che volando in aria » e facendo musicacon varj stromenti » pare » che s’accordino » e che quasi si senta dol-cissima armonia ; e nelle facce seno quattro Santi, cioè due per lato.Ma quello in che mostrò di-avere variando espresse il suo concetto»si vede ne’ due pilastri » che reggono P arco dinanzi » dove è l’entrata ;perciocché in uno è una Carità belliisima » che astettuosameate allatta unfigliuolo » a un altro fa festa » ed il terzo tien per la mano ; nel!' altroè una Fede con un nuovo modo dipinta » avendo in una mano il calice »e la croce , e nell’ altra una tazza d’acqua , la quale versa sopra il capod’un putto» facendolo Cristiano • Le quali tutte figure sono le miglio-ri , senza dubbio, che mai facesse Parri in tutta la sua vita » e sonoeziandio appresso i moderni maravigliose- Dipinse il medesimo dentrola città , nella chiesa di s.Agostino» dentro al coro de’ frati » molte figurein fresco » che si conoscono alla maniera de’ panni » ed ali’ essere lun-ghe » svelte » e torte » come si è detto di sopra • Nella chiesa di sanGiustino dipinse in fresco nel tramezzo un s. Martino a cavallo , che fitaglia un lembo della veste per darlo a un povero, e due altri Santi.Nel vescovado ancora, cioè nella facciata d’ un muro , dipinse unaNunziata » che oggi è mezzo guasta per essere stata molti anni scoperta.Nella Pieve della medesima città dipinse la cappella » che è oggi vicinaalla stanza dell’ Opera , la quale dall’ umidità è stata quasi del tutto rovi-. nata. E’stata grande veramente la disgrazia di questo povero pittorenelle sue opere , poiché quasi la maggior parte di quelle» odali’umi-do , o dalle rovine sono state consumate. In una colonna tonda di dettapieve dipinse a fresco un s. Vincenzo; ed in s. Francesco fece per lafamiglia de’ Viviam , intorno a una Madonna di mezzo rilievo, alcuniSanti: e sopra nell’arco gli apostoli, che ricevono lo Spirito sento :
nella
] MaejlÀ si chiamavano i tabernacoli patti per le strade in forma di cappellerie *