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Tomo primo.
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Vita di Parri Spinelli. 2zz

nella volta alcuni altri Santi, e da un lato Cristo con la croce in spalla*che versa dal costato sàngue nel calice ; ed intorno a eslò Cristo alcuniangeli molto ben fatti. Dirimpetto a questa fece per la Compagniadegli scarpellini, muratori, e legnaiuoli, nella loro cappella de’ quat-tro Santi incoronati, una nostra Donna, i detti Santi con gli stru-menti di quelle arti in mano : e di sotto , pure in fresco due storie de’fatti loro, e quando sono decapitati, e gettati in mare. Nella quale jltri sin eptreopera sono attitudini, e forze bellissime in coloro, che si levano que’corpi insaccati sopra le spalle, per portargli al mare, vedendosi inloro prontezza , e vivacità . Dipinse ancora in s. Domenico, vicinoali’altar maggiore nella facciata destra, una nostra Donna , s. Anto-nio , e s. Niccolò a fresco per la famiglia degli Alberti da Catenaja , Merti già Sigiandel qual luogo erano signori, prima* che rovinato quello, venissero ^ Ctttetuya.ad abitare Arezzo, e Firenze. E che siano una medesima cosa , lo di-mostra s arme de gli uni, e de gli altri, che è la medesima. Ben è ve-ro , che oggi questi d’Arezzo, non de gli Alberti, ma da Catenaja so-no chiamati , e quelli di Firenze non da Catenaja , ma de gli Alberti.

E mi ricorda aver veduto , ed anco letto , che la badìa del lasso , la_»quale era nell’Alpe di Catenaja , e che oggi è rovinata, e ridotta piùa basso verso Arno , su da gli stessi Alberti edificata alla congregazio-ne di Camaldoli, e oggi la possiede il monasterio de gli Angeli di Fi-renze , e la riconosce dalla detta famiglia, che in Firenze è nobilissi-ma • Dipìnse Pani nel? udienza vecchia desta fraternità di s. Maria ristare di farri ce»della Misericordia una nostra Donna , che ha sotto il manto il popolo ritratti al nuttnalt .d’Arezzo , nel quale ritrasse di naturale quelli, che allora governavanoquel luogo pio, con abiti indosso secondo ? usanze di que’tempi. Efra essi uno chiamato Braccio, che oggi, quando si parla di lui, è chia-mato Lazzaro ricco , il quale morì ? anno 1422. e lasciò tutte le sue ric-chezze , e facoltà a quel luogo , che le dispensa in servigio de’ poveridi Dio, esercitando le sante opere della misericordia con molta cari-rità . Da un lato mette in mezzo questa Madonna s. Gregorio Papa, edal? altro s. Donato vescovo, e protettore del popolo Aretino. E per-ché furono in quest’ opera benissimo serviti da Parri, coloro , che allorareggevano quella fraternità , gli fedone fare una tavola a tempera una Tavola dell» fic§sanostra Donna col figliuolo in braccio, alcuni angeli, che gli aprono il impera .manto, sotto il quale è il detto popolo, e da basso s. Lamentino , ePergentino martiri. La qual tavola si mette ogni anno fuori a dì 2. diGiugno, e vi si posa sopra » poi che è stata portata da gli uomini di det-ta Compagnia solennemente a processione insino alla chiesa di detti San-ti , una casta d’argento lavorata da Forzose 1 orefice fratello di Parri ;

Tom.I. G g den„

1 Da un mi. della libreria Strozzi n, a?/. monte presso Firenze ; le quali pitture illì ricava» che Forzore ebbe un figliuolo, Vasari attribuisce al vecchio spinello > mache ebbe nome Spinello come il suo nonno , e forse ambedue dipinsero in quello stesso Iuc-che egli dipinse la sagrestia di s« Miniato al go m* in diversi tempi j il che si potrebbe