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Tomo primo.
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Vita di Filippo Brunelleschi . 24.Z

li ebbe quella dell’ amicizia sì, che non fu mai alcuno più benigno »nè più amorevole di lui. Nel giudicio era netto di passione , e dovee’ vedeva il valore degli altrui meriti, deponeva F util suo , e l'inte-resse degli amici. Conobbe se stellò , e il grado della sua virtù co-municò a molti j ed il prossimo nelle necessità sempre sovvenne. Di-chiarelli nimico capitale de’ vizj, ed amatore di coloro, che si esercita-vano nelle virtù. Non speso mai il tempo in vano, che o per se,o per l’opere d’altri nelle altrui necessità non s’ affaticaste , e cam-minando gli amici visitaste , e sempre sovvenisse.

Dicesi 5 che in Fiorenza fu un uomo di buonissima fama 5 e dimolti lodevoli costumi, e fattivo nelle faccende sue , il cui nome erasor Brunellesco di Lippo Lapi 1 * S il quale aveva avuto l'avolo suo chia-mato Cambio , che fu letterata persona > e il quale nacque di un tìsicoin que’ tempi molto famoso, nominato maestro Ventura Bacherini.Togliendo dunque sor Brunellesco per donna una giovane costumatisisima della nobil famiglia degli Spini 1 5 per parte della dote ebbe inpagamento una casti, dove egli j ed i suoi figliuoli abitarono fin allamorte ; la quale è posta dirimpetto a s. Michele Berteldi 3 4 per fianco,in un biscanto pastàio la piazza degli Agli. Ora mentre, che egli si eser-citava così , e vivevasi lietamente , gli nacque 4 fanno 1398. un figliuo-lo 3 al quale poso nome Filippo per il padre suo già morto, della-,quale nascita fece quella allegrezza , che maggior poteva. Laonde conogni accuratezza gf insegnò nella sua puerizia i primi principi delle let-tere , nelle quali si mostrava tanto ingegnoso j e di spirito elevato , cheteneva spesso sospeso il cervello, quasi che in quelle non curaste venirmolto'perfetto ; anzi pareva , che egli andaste col pensiero a cose dimaggior utilità . Per il che sor Brunellesco » che desiderava , eh’eglifaceste il mestier soo del notajo, o quel del trisavolo 5 5 ne prese disipiacere grandissimo . Pure veggendolo continuamente esser dietroa cose ingegnose d’arte , e di mano , gli fece imparare 1’ abbaco , escrivere , e dipoi lo pose ali’arte dell’ orefice , acciocché imparasse a

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1 Ser Brunellesco fu figliuolo di Lippa , enipote di Tura, cioè Ventura , e non di Cam-bio ; ma può esser , che Cambio fosse il padredi Tura . Ciò si ricava da’libri del Proconso-lo , dove ali' anno ,z/fi trova matricolatoper notajo BrmellescUs filine olim Lippi Tu-ri. de Morentia .

a Cioè Giuliana di Guglielmo Spini fami-glia nobilissima estima pochi anni fa .

Z Oggi detto 5. Michele degli Antinori .

4 Nella prima edizione il Vasari pose la na-

scita di Filippo nel M77» e questo è il ve-ro anno > perché se fosse nato nel »zg 8 . trop-pi pochi anni avrebbe avuto quando concorseali’opera delle porte di s. Giovanni, e dellacupola del duomo • Quivi anche lo stesso Va-

sari dice , che ser lîrunellesco fu notajo, eprovveditore de’ Dieci della guerra . Da que-sto scambiamento d’ anni si vede , che moltidi questi errori ne’ numeri non si debbono at-tribuire al Vasari, ma o allo stampatore » o alcopista , come ho detto altrove .

i Cioè il medico, come Ventura Bechcri-ni , nominato dal Vasari poco sopra per trita-vo di Filippo, ma falsamente : come anche sidubita errore nel casato di Becherini, non sitrovando questo cognome tra le famiglie Fio-rentine , e credendosi comunemente ■ che fosseFilippo de’ Lapi , come ha detto lo stesso Va-sari in più luoghi, benché in fronte a questaVita dica : filitvo Brunelleschi » accomo-dandoli alla denominazione comune .

SM discender )?.*.

Impari V arte dell'orefice .