Vita di' Filippo Brunelleschi. 255
obbligò . Fu setto copiare il seo soglio in su un libro, dove il provvedi-tore teneva i debitori, e i creditori de’ legnami, e de’ marmi, con1* obbligo suddetto ; facendogli la provvifionè medesima per partito , diquelle paghe, che avevano fino allora date a gli altri capi maestri.
Saputasi la allogazione fatta a Filippo per gli artefici, e per i cittadi-ni » a chi pareva bene , e a chi male , come sempre fo il parere del po-polo j e de gli spensierati » e de gli invidiosi. Mentre che si facevale provvisioni per cominciare a murare s si destò sii una sètta fra arti-giani , e cittadini, e setto testa a’ consoli, e a gli operai, dissono ,che si era corsa la còsa, e che un lavoro simile a questo non doveva es-ser setto per consiglio di un solo : e che se eglino fustino privi d’ uominieccellenti, come eglino ne avevano abbondanza, seria da perdonareloro ; ma che non passiva con onore della città, perché venendo qual-che disgrazia , come nelle fabbriche suole alcuna volta avvenire , pote-vano essere biasimati, come persone , che troppo gran carico avessimodato a un solo , senza considerare il danno 5 eia vergogna , che al pub-blico ne potrebbe risultare, e che però per affienare il furore diFilip-po 5 era bene aggiugnergli un compagno. Era Lorenzo Ghiberti venuto Fazione ccmmosta,in molto credito per aver già fatto esperienza del suo ingegno nelle t trche fi gli dia unporte di fan Giovanni ; e che e’ sussie amato da certi, che molto potè- eom t ,e! * n,> •vano nel governo, si dimostrò assei chiaramente ; perché nel vederetanto crescere la gloria di Filippo , sotto spezie di amore , e di astèz-zione verso quella fabbrica , operarono di maniera appresso de’ consoli,e de gli operai j che fu unito compagno di Filippo in questa opera. In eli vien destinato lo.quanta disperazione , e amaritudine si trovasse Filippo, sentendo quel renx -° Ghiberti terche avevano fatto gli operai, si conosce da questo, ch’e’ fu per fuggirsi da con, t ,a S no -Fiorenza : e se non fosse stato Donato, e Luca della Robbia, che lo con-fortavano 3 era per uscire suor di se. Veramente empia 3 e crudel rabbia s degno'di Filippo perè quella di coloro 3 che accecati dall’ invidia pongono a pericolo gli W'ft 0 •onori 3 e le belle opere per la gara dell' ambizione . Da loro certo nonrestò 3 che Filippo non ispezzasse i modelli 3 abbruciasse i disegni , ein men di mezza ora precipitasse tutta quella fatica 3 che aveva condot-ta in tanti anni. Gli operai 3 scusatisi prima con Filippo 3 lo confortaro-no a andare innanzi : che lo inventore , ed autore di tal fabbrica eraegli 3 e non altri ; ma tutta volta fecero a Lorenzo il medesimo salario 3 ^ ** t0 sà'àche a Filippo . Fu seguitato l’opera con poca voglia di lui 3 conoscendo ^^ 1 {*u”tà «et U-avere a durare le fatiche 3 che ci faceva 3 e poi avere a dividere l’ono- varare .re 3 e la fama a mezzo con Lorenzo. Pure messosi in animo 3 che trove-rebbe modo 3 che non durerebbe troppo in questa opera 3 andava se-guitando insieme con Lorenzo nel medesimo modo 3 che stava lo scrit-to dato a gli operaj. Destostì in questo mentre nell’ animo di Filippoun pensiero di volere sere un modello 3 che ancora non se ne era settonessuno ; e così messo mano 3 lo fece lavorare a un Bartolommeo legna-iuolo , che stava dallo Studio. E in quello, come il proprio miserato
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